Le regole infrante
Recensione di: Alessandra Colombo
TRAMA:
Dopo l’incidente, qualcosa in Vinni si rompe. Sua madre non c’è più. La testa sbanda, gratta, si inceppa, i farmaci tengono tutto in piedi, ma sono troppi. Vorrebbe tornare alla vita di prima, alla leggerezza dell’adolescenza. Ma per farlo deve passare da Villa delle Rose. È una clinica candida affacciata sul verde, promette lusso, efficienza e pace. Eppure qualcosa non torna. I pazienti sembrano in pausa. Fragili, sospesi, interrotti. Ciascuno è lì per un motivo differente e l’identico scopo: superare una dipendenza. Farmaci, alcol, sesso, gioco, cibo, non importa. Vinni si avvicina a Bianca, una donna elegante e spezzata che lotta contro l’anoressia e contro sé stessa.
Bianca è innamorata di Toni, un residente della casa di cura. È una relazione che, per quanto complicata, li tiene in piedi, e nutre anche il rapporto tra le due donne. Finché non accade un evento che rompe i delicati equilibri della clinica. Un evento che nessuno riesce – o vuole – spiegare. A indagare arriva una commissaria che non si lascia distrarre dalle stranezze dei sospettati, né intimidire dall’ambiguo proprietario della struttura. Villa delle Rose trema. E poi qualcosa si muove. Lasciando al lettore uno spiraglio di redenzione in un romanzo corale, crudo, che gioca con l’inquietudine, la fragilità e il peso dei segreti.
RECENSIONE:
Piemme consegna nelle mani del suo pubblico di lettori il nuovo romanzo di Silva Gentilini , “Le regole infrante”.
Un libro crudo, asciutto, diretto, senza fronzoli e abbellimenti per addolcire la pillola amara. Le tematiche trattate sono estremamente delicate, attuali e autentiche. La trama copre un arco temporale di circa due settimane. In questo breve periodo Silva Gentilini permette al lettore di empatizzare completamente con i protagonisti. Sono tutti ospiti di Villa delle Rose, una casa storica lasciata in eredità che non ha avuto il piacevole destino di trasformarsi in un grande e lussuoso hotel o in un magnifico e rilassante centro benessere come quelli che oggi vanno tanto di moda. No, Villa delle Rose è una clinica che accoglie persone guaste, uomini e donne che non hanno ricevuto dalla vita i doni sperati, ma solo sofferenza e dolore.
La voce narrante di “Le regole infrante” è il Guardiano della Villa. “È tutto suo qui. È il proprietario di tutta la Villa, è matto da legare.” Il Guardiano sa tutto, vede tutto, passa il tempo osservando gli ospiti della Villa e non gli sfugge niente. I personaggi principali sono Vinni (Venezia), Toni, Bianca (la contessa), Virginia, Livia… Ognuno di loro ha una vita intera da raccontare e da recuperare. L’autrice non ha risparmiato dettagli crudi e vividi nel descrivere le dipendenze e le turbe psichiche di queste persone “guaste”, come ama definirle. Si spazia dalla dipendenza dal cibo all’eroina fino all’autolesionismo più estremo.
Tutto il libro può essere visto come una testimonianza molto forte che vuole dare voce alle persone fragili e dimenticate che spesso lasciano il mondo in silenzio.
Nello stile narrativo di Silva Gentilini troviamo durezza, dettagli, malattia e disperazione, ma anche tanta speranza e voglia di lottare. È un viaggio emotivo completo che costringe il lettore ad aprire bene gli occhi per vedere e comprendere ciò che, in altre situazioni, preferirebbe evitare. “Le regole infrante” non è un libro leggero, da lettura veloce e spensierata, va affrontato con la giusta predisposizione d’animo.
Editore: Piemme
Pagine: 224
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Nata a Orbetello nel 1961, Silva Gentilini ha lavorato come consulente story editor per Mediaset ed Endemol, occupandosi di fiction tv, e come giornalista freelance per le riviste Cosmopolitan e Moda. Ha pubblicato poesie e racconti con il poeta Roberto Roversi su La Tartana degli influssi ed è stata inserita nella Lista d’Onore al premio dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Editor e ghostwriter, è autrice del romanzo Le formiche non hanno le ali (Mondadori, 2017).