La furia
TRAMA:
«Quante sciocchezze sono state scritte sugli eventi di quella sera. Io li conosco di prima mano, i fatti. Ero lì. Sono il narratore e sono anche un personaggio della storia. Ma prima che ti lanci in ipotesi, sappi che questo non è il classico giallo dove il lettore è sfidato a scoprire il colpevole. Qui non interessa tanto chi, piuttosto il perché». Sette amici, un luogo selvaggio, un delitto improvviso. Dall’autore del best seller “La paziente silenziosa”, un romanzo spiazzante e di grande atmosfera che, tra miti, drammi e false piste, ha il sapore di una tragedia greca. Sull’isola privata dell’ex star del cinema Lana Farrar, nelle Cicladi, la situazione è fuori controllo.
Come ogni anno l’idea dell’attrice era di trascorrere le vacanze di Pasqua con gli amici più stretti, lontano dai riflettori e dal freddo di Londra. Ma Lana ha sottovalutato il carico di rancori, tensioni e veleni che i suoi ospiti si sono portati dietro. Ben presto, con l’arrivo di una tempesta di pioggia, gli screzi degenerano in scenate, poi in liti durissime e alla fine in un omicidio. A raccontarci questa storia di vendette e desideri inconfessabili è lo sceneggiatore Elliott Chase, il miglior amico di Lana, o almeno così sembra. Uno che con le parole ci sa fare, anche troppo.
RECENSIONE:
Alex Michaelides torna dopo qualche anno di pausa con “La furia” pubblicato come le precedenti opere “La paziente silenziosa” (bestseller del 2019) e “Le vergini” (2021) da Einaudi.
Questo nuovo racconto ci trasporta nella bellissima Grecia, su un’isola privata, Aura (nome di invenzione che prende spunto dalla dea greca dell’aria) situata nelle Cicladi, nell’Egeo meridionale dove Lana Farrar decide come ogni anno di passare le vacanze di Pasqua con gli amici più stretti per scappare dalla umida e piovosa Londra. Un luogo in cui la tranquillità la fa da padrona, la natura è incontaminata, il cielo azzurro fa tornare il buonumore e dove ci si può rigenerare lontano dal caos della città. Un idillio insomma, o almeno così sembra.
“E’ una storia per chi nella vita ha amato almeno una volta”.
È così che inizia a raccontare Elliot, la voce che da vita a questa storia tormentata. A primo impatto sembra essere il classico caso di omicidio su un’isola praticamente deserta, dove alcuni ospiti hanno un movente per uccidere Lana Farrar, proprietaria di quel paradiso ed ex stella del cinema. Una vera e propria tragedia greca per stare in tema, dove i sospetti abbondano e le accuse volano.
Ma andando avanti con la lettura presto il lettore si rende conto che questa è davvero un’altra storia, nella quale l’amore di un uomo porta a situazioni paradossali e nulla è come sembra.
Il titolo “La furia” rappresenta non solo un riferimento all’elemento vento, che flagella impietoso l’isola, “una forza mostruosa e vorace” come viene definito dagli stessi locali; ma in questo racconto rappresenta anche la vendetta da parte di chi si è sentito ferito da un amore che diventa distruttivo.
Nella mitologia greca la vendetta viene rappresentata dalle Erinni (dal greco antico: Ἐρινύες?, Erinýes), che avevano il compito di vendicare i delitti, soprattutto quelli compiuti contro la propria famiglia, torturando l’assassino con le armi che portavano con sé, fino a farlo impazzire. Ne “La Furia” la vendetta viene perpetrata proprio da una figura femminile, che ritorce inaspettatamente contro Elliot l’arma da lui usata.
Nel momento in cui il lettore crede d’essere giunto all’epilogo, ecco che Alex Michaelides sorprende con un finale che non ci si aspetta.
Il racconto è scritto in prima persona, a narrare le vicende è proprio Elliot che, alla fine dei conti, è il vero protagonista in tutto e per tutto de “La furia”. Alex Michaelides ce lo propone come un immaginario compagno di bevute, che seduto ad un ipotetico bar insieme al lettore, svela cosa sia accaduto in quell’isola che da paradiso si trasforma in inferno.
La trama, inizialmente molto semplice, si veste di una complessità che da originalità a una storia che ha elementi già utilizzati da altri autori.
I personaggi sono ben delineati e presentati, ognuno con il proprio carattere e la propria storia alle spalle che sono fondamentali per il racconto.
La pecca de “La furia” è forse il suo concentrarsi troppo sui sentimenti, sulle situazioni più che altro romantiche che smorzano la tensione e la suspence che invece il lettore si aspetta.
In conclusione “La furia” è un libro abbastanza godibile da leggere senza troppe aspettative.
Traduzione: Manuela Francescon
Editore: Einaudi
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 27/05/2025
AUTORE:

Alex Michaelides, nato a Cipro nel 1977, ha studiato Letteratura inglese all’Università di Cambridge e Cinema all’American Film Institute di Los Angeles. Per Einaudi ha pubblicato La paziente silenziosa (2019 e 2020), best seller da 80 000 copie in Italia e milioni di copie nel mondo, Le vergini (2021 e 2022) e La furia (2025).