Ed Gein. Il macellaio di Plainfield
TRAMA:
A lui si rifanno personaggi indimenticabili e agghiaccianti come Norman Bates in Psycho o Buffalo Bill nel Silenzio degli innocenti, e la sua figura disturbante ha ispirato canzoni, romanzi, opere d’arte. Eppure Ed Gein, il “macellaio di Plainfield”, non è stato uno dei serial killer più prolifici della storia: le vittime accertate furono soltanto due. Ma ciò che la polizia ritrovò nella sua fattoria nel Wisconsin – maschere facciali in pelle umana, cadaveri riesumati e squartati, ossa usate per costruire oggetti domestici, teste e organi sessuali di donne conservati come macabri trofei – fu così sconvolgente da scolpire per sempre il suo nome nell’immaginario collettivo.
Ruben De Luca ricostruisce con rigore scientifico e sensibilità narrativa la vita, i delitti e il mito di Ed Gein, illustrando il profilo psicologico e le radici delle sue perversioni, su tutte il rapporto morboso con la madre Augusta, bigotta e severissima. Arricchito da documenti originali inediti in Italia – relazioni psichiatriche, verbali d’interrogatorio, rapporti autoptici – il libro intreccia criminologia, psicologia e cultura pop, mostrando come l’orrore possa annidarsi anche in un insignificante contadino di provincia e indagando il fascino oscuro che Ed Gein continua a esercitare.
RECENSIONE:
Con “Ed Gein – Il macellaio di Plainfield”, Ruben De Luca ci regala un libro unico nel panorama italiano: il primo volume nostrano interamente dedicato a Ed Gein. Non si tratta di una semplice cronaca dei suoi crimini, ma di un ritratto profondo su una vita spezzata, che sfata i miti più macabri e porta il lettore dentro la psiche deviata del protagonista, svelando come il dolore e l’alienazione possano trasformarsi in una discesa nell’abisso della follia.
Il libro è arricchito da documenti ufficiali tradotti (referti psichiatrici, verbali di interrogatorio, autopsie delle vittime) che diventano delle vere e proprie finestre sul reale, permettendoci di immergerci nella solitudine di un uomo intrappolato nelle proprie ossessioni.
Eppure, nonostante la precisione dei dati, la lettura di “Ed Gein. Il macellaio di Plainfield” scorre leggera: i sotto capitoli brevi e lo stile di scrittura semplice rendono ogni pagina un passo nel mondo di Gein, senza appesantire la narrazione con tecnicismi eccessivi.
La tragedia di Ed emerge soprattutto nella dimensione psicologica: il complesso di Edipo viene raccontato in chiave moderna, dando centralità alle figure genitoriali nella formazione del “macellaio di Plainfield”. Le parafilie vengono spiegate in maniera chiara e approfondita, con un approccio criminologico e psicologico che non può mancare per analizzare il fenomeno e la sua origine. L’autore si interroga anche sul ruolo della religione, analizzando la correlazione tra fanatismo religioso e sviluppo dei disturbi psichici.
De Luca usa un metodo analitico che rende comprensibile la tragica storia dell’uomo dietro il mito del mostro, e che fa emergere, senza mai addurle a giustificazioni, le ferite profonde e irrisolte di un uomo segnato da affetti distorti e isolamento assoluto.
L’autore racconta anche il contesto rurale degli anni ’50, il silenzio e la solitudine di un’America marginale, e spiega perché la figura di Gein continua a esercitare fascino e inquietudine nella nostra cultura, dalla letteratura al cinema. Ogni riferimento alle opere ispirate alla sua storia arricchisce la narrazione, rendendola completa e sfaccettata.
Se proprio si vuole trovare un difetto, qualche concetto viene ripetuto in più punti, ma questa lieve ridondanza non intacca la potenza del racconto. Anzi, sembra quasi sottolineare l’inevitabilità e la tragicità di un destino segnato.
In definitiva, “Ed Gein – Il macellaio di Plainfield” non è solo un libro crime: è il riflesso di una famiglia disfunzionale, di una comunità che ha preferito voltarsi dall’altra parte invece di aiutare “lo strambo dal sorriso sghembo”, dell’impotenza e dell’impreparazione della polizia di fronte a crimini così complessi. È un racconto che non mira a glorificare il macabro, ma a comprendere il contesto, la complessità e la tragicità di una mente malata, e lo fa con uno stile preciso, coinvolgente e profondamente umano.
Traduzione: /
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 288
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Ruben De Luca è autore di circa 100 pubblicazioni di criminologia, in particolare sull’omicidio seriale, di cui è considerato uno dei massimi esperti a livello europeo. Nel 2001 ha creato ESKIDAB, la Banca Dati dei Serial Killer in Europa, un archivio in costante aggiornamento sugli assassini seriali identificati in Europa. Formatore presso master e corsi di specializzazione in tutta Italia, consulente e opinionista di programmi Rai, dal 2009 si dedica anche allo studio dello stalking e alla realizzazione di corsi rivolti alle donne per la prevenzione del femminicidio.
Tra le sue pubblicazioni più importanti: Anatomia del serial killer (2001); Omicida e Artista: le due facce del serial killer (2006); Amare uno stalker. Guida pratica per prevenire il femminicidio (2015) e, con la Newton Compton, Serial killer. Una lunga linea di sangue attraversa l’Europa (2021), Il grande libro dei serial killer (2023), Uomini che amano odiano le donne (2024), Il mostro di Firenze (2025) e Ed Gein. Il macellaio di Plainfield (2025)