L’ultimo vagone di Andrea Mara

L’ultimo vagone
Un attimo di distrazione può cambiare per sempre la tua vita.

L’ultimo vagone

Recensione di: Melissa Ledda

TRAMA:

Immagina di essere sulla banchina affollata della metropolitana, all’ora di punta. Le tue figlie, una di due anni, l’altra di sei, sono davanti a te. Il treno arriva. Loro salgono. Tu no. Nel caos della folla, non riesci a raggiungerle in tempo. Le porte si chiudono. La metro riparte, portandole via senza di te. Il cuore ti martella nel petto mentre corri alla fermata successiva, certa che qualcuno si sarà preso cura di loro. Ma quando arrivi, ti restituiscono solo la più piccola. Due anni. Non sa parlare bene, non può spiegarti nulla.

Della sorella maggiore, nessuna traccia. Dov’è finita? Si è persa nel labirinto sotterraneo? È salita su un altro treno? Oppure qualcuno l’ha presa? E se la verità fosse molto più vicina, molto più scomoda e molto più inquietante di così? Mentre le ricerche si intensificano e l’ansia cresce, ti rendi conto di una cosa: tutti intorno a te mentono. Mentono per proteggersi. Mentono per nascondere segreti. E a ogni passo avanti, la verità sembra sfuggire un po’ di più. Un thriller psicologico teso, che intreccia mistero, suspense e paura viscerale. Una corsa contro il tempo dove nulla è ciò che sembra.

RECENSIONE:

Andrea Mara parte da un incubo che ogni genitore ha immaginato almeno una volta: perdere un figlio in un luogo affollato. La forza dell’incipit è indiscutibile: basta una chiamata sul cellulare, le porte che si chiudono e il lettore viene trascinato in un incubo che sembra reale. La protagonista, Sive, è un personaggio complesso, una madre sopraffatta dalle responsabilità che cerca di mantenere lucidità in una situazione estrema. Attraverso i suoi occhi viviamo la frattura improvvisa tra normalità e incubo, una tensione che Andrea Mara riesce a rendere tangibile attraverso i dettagli ben studiati.

«Con il cuore in gola, spinge in avanti quel passeggino che aveva trovato così scomodo fino a pochi istanti prima, usandolo come ariete per farsi largo, gridando i nomi delle sue bambine.»

L’intreccio ne L’ultimo vagone si allarga, includendo il marito Aaron e il suo gruppo di amici universitario. Vecchi rancori, segreti e bugie diventano pezzi di un mosaico più ampio. L’ultimo vagone è un thriller che non tratta solo di rapimento ma anche di temi profondi riguardanti le relazioni. La narrazione, quindi, passa dalla corsa contro il tempo per ritrovare la bambina a flashback che ricostruiscono il passato dei personaggi. Tuttavia questi intrecci, che senza dubbio donano spessore alla vicenda, rallentano la lettura perdendo il ritmo serrato iniziale.

Anche i colpi di scena non hanno tutti lo stesso peso. Alcuni sono ben piazzati e mantengono alta la tensione, altri appaiono meno credibili e quasi “costruiti”, riducendo l’impatto emotivo. Al contrario, l’ambientazione risulta molto riuscita. Londra con le sue stazioni affollate, i tunnel, il senso di smarrimento nella metropoli diventano cruciali per amplificare il senso di angoscia di una madre che cerca sua figlia tra milioni di sconosciuti. La scrittura è visiva e coinvolgente, capace di trasformare luoghi comuni in scenari carichi di tensione.

«Sua figlia è su un mezzo pubblico, in una città di otto milioni di abitanti, un lunedì mattina all’ora di punta. Senza di lei.»

In conclusione, L’ultimo vagone è un libro che mette a nudo paure primordiali e le intreccia con i segreti che spesso si nascondono dentro le famiglie e le amicizie di lunga data. Consigliato sicuramente a chi ama i thriller che scavano a fondo sulla storia dei personaggi. Un buon libro, con un inizio memorabile, che resta impresso anche quando la tensione si affievolisce.

«Si ripete che la ritroverà presto, che non può essere sparita davvero, ma ogni pensiero razionale si sgretola contro l’incubo che prende forma.»

TRADUZIONE: Alfredo Colitto

EDITORE: Piemme

PAGINE: 416

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025

AUTORE:

Andrea Mara autrice de "L'ultimo vagone"

Andrea Mara è una scrittrice irlandese di thriller psicologici. Vive a Dublino con il marito e i tre figli. Prima di dedicarsi alla narrativa, ha lavorato per anni nel settore della comunicazione aziendale. Ha esordito con The Other Side of the Wall (2017), selezionato per l’Irish Book Award, e ha raggiunto il successo internazionale con romanzi come All Her Fault, Hide and Seek e No One Saw a Thing. I suoi libri, tradotti in varie lingue, esplorano i temi del rapimento, dei segreti familiari e delle paure quotidiane trasformate in incubi. Con L’ultimo vagone (2025) approda anche in Italia, confermandosi una delle voci più incisive del domestic thriller contemporaneo.

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