I nostri ultimi giorni selvaggi – Anna Bailey

I nostri ultimi giorni selvaggi
“Ci vuole tutta una vita, a volte, a rendersi conto delle cose..”

I nostri ultimi giorni selvaggi

Recensione di: Luca Ronzoni

TRAMA:

I Labasque non sono una famiglia come le altre. Vivono in un capanno nelle paludi e sbarcano il lunario cacciando alligatori. Per i bravi cittadini di Jacknife, Louisiana, sono un guaio, degli emarginati, il tipo di persone che non vuoi vicino a casa. Così, quando Cutter Labasque viene trovata a faccia in giù nel fango della palude, a nessuno sembra importare, nemmeno ai suoi due fratelli. L’unica a mettere in dubbio il verdetto ufficiale di suicidio è Loyal May, amica d’infanzia di Cutter, tornata da poco in città per prendersi cura dell’anziana madre.

Anni prima, appena diciottenne, Loyal se ne era andata dopo aver rotto ogni rapporto con la sua inseparabile compagna di avventure. Uno stupido errore per la prima, un vero e proprio tradimento per la seconda, tanto che da allora le due non si sono più parlate. Adesso Loyal è a caccia di risposte. Sono in pochi a darle retta, e ancor meno quelli pronti a ficcare il naso nei segreti di Jacknife.

Di sicuro è troppo tardi per ottenere il perdono di Cutter, ma forse c’è un modo per fare giustizia. Dopo il grande successo di Chi ha peccato, Anna Bailey – sempre graffiante nel raccontare il lato oscuro e bigotto delle piccole comunità – firma un romanzo teso e ricco d’atmosfera, che scava tra i nostri impulsi più selvaggi e la conferma tra le voci più interessanti del giallo internazionale.

Non esiste niente di paragonabile. Il silenzio che cala sul mondo quando c’è un alligatore in agguato. Non una rana o uccello o stelo d’erba che osi muoversi. E poi l’acqua che ribolle di colpo quando il rettile antico irrompe nell’aria, scuotendo tutta la barca. “Sparagli, ragazza, fagli vedere chi comanda!” Cutter è brava a uccidere. Adesso però non riesce a decidersi.

RECENSIONE:

Abba Bailey torna in libreria dopo il successo di “Chi ha peccato” con un nuovo lavoro “I nostri ultimi giorni selvaggi” un noir che ci catapulta in una storia cupa, legata a un crimine nel quale, più che la risoluzione del caso, sono prevalenti l’atmosfera e le dinamiche psicologiche con cui i personaggi si muovono.

Questa è la struttura di questo splendido romanzo, con una storia che procede, seppure un po’ troppo lentamente, senza mai però avere dei cali di tensione, sorretta da una scrittura di qualità e dalla descrizione di una natura che ricorda per certi versi alcuni romanzi di Lansdale. Ancora una volta Bailey ci immerge in una comunità bigotta e ipocrita, dove la fede, invece che strumento di salvezza e condivisione, diventa trappola e fonte di pregiudizio.

E poi c’è la droga, che stordisce le coscienze e ottunde la mente dei miseri, permettendogli di evadere dai confini stretti della città, e dalle loro esistenze. Ciascuno è in cerca di un proprio credo, qualcosa che diventi consolazione rispetto a una realtà soffocante, e di questo approfittano i potenti e chi è senza scrupoli, sfruttando le debolezze e la superstizione delle persone per tenerle al guinzaglio.

Nel testo vengono descritte, ancora una volta, le trappole dei pregiudizi e degli egoismi di una cittadina emblematica degli Stati Uniti.

Anna Bailey conferma, in questo suo secondo romanzo, di avere non solo una bella penna, ma anche un’ottima capacità di costruire intrecci romanzeschi, e di tratteggiare personaggi sfaccettati e profondi. Non riducibile solo alla categoria del thriller, il testo indaga anche il tema del lutto, della colpa e del riscatto, del concetto di famiglia (ristretto, o allargato a comprendere la comunità). Al lettore viene offerta una visione profonda e cruda di una società segnata dalla paura, dal pregiudizio e dalla lotta per la sopravvivenza. La storia è bella ma molto lenta, a mio parere, e il finale è un po’ troppo scontato per i miei gusti.

Di qui un giudizio positivo sull’autrice ma tendente al mediocre quanto al libro in sé.

Editore: Feltrinelli

Pagine: 336

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Anna Bailey

Ha studiato scrittura creativa alla Bath Spa University. Sognava una carriera da giornalista, ha finito per trasferirsi in Colorado, USA, e fare la barista per Starbucks. Tornata in Inghilterra, ha scritto Chi ha peccato (Feltrinelli 2021), basato sulla sua esperienza di vita in una cittadina di provincia americana e diventato subito un bestseller per il “Sunday Times”.

Nel 2025 esce sempre per Feltrinelli, I nostri ultimi giorni selvaggi.

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