Le regole di Londra – Mick Herron

Le regole di Londra
“Non esageriamo. Sembra una verruca. Non sei mai sicuro di come ti sia venuta, ma eliminarla è una rottura di coglioni.”

Le regole di Londra

Recensione di: Luca Ronzoni

TRAMA:

A Londra, alla sede dell’MI5 a Regent’s Park, il capo dei servizi segreti Claude Whelan sta imparando a sue spese che il ruolo da Prima scrivania comporta molti più oneri che onori. Incaricato di garantire che le imminenti elezioni amministrative si svolgano senza intoppi, si trova bersagliato da ogni fronte: da un parlamentare agitatore di folle che pontifica contro qualunque minoranza; dalla moglie di quest’ultimo, che non perde occasione per attaccare Whelan sui tabloid; e soprattutto dalla sua vice, Lady D Taverner, sempre pronta a fargli le scarpe.

Intanto, il paese è scosso da una serie apparentemente casuale di attacchi terroristici e i brocchi di Jackson Lamb, gli agenti più sregolati dell’intelligence inglese, stanno per fare quello che gli riesce meglio: trasformare una situazione delicata nel caos totale.

RECENSIONE:

Se amate l’ironia, i dialoghi serrati e dissacranti e, nel contempo, odiate il politically correct, non potete non leggere questo libro. Mick Herron con “Le regole di Londra” ci fa tuffare in una nuova avventura di Jack Lamb e del suo strampalato gruppo di “Brocchi”, accogliendoci in una “casa del pantano” più sporca, disordinata e cialtronesca che mai. La storia ha un ottimo inizio: un gruppo di persone armate entra nel centro di una città e apre il fuoco. La gente muore, gli assassini spariscono e l’ISIS ne rivendica la responsabilità.

Il secondo attacco avviene poco dopo. Un gruppo di individui unici si riunisce in una Slough House per la riunione quotidiana e discute degli attacchi. Prima della riunione, Roddy Ho, uno dei compagni di squadra, viene quasi investito da un’auto anonima. Non ci fa caso, ma i suoi soci decidono di tenerlo d’occhio.

Il secondo attentato alla vita di Roddy lo porta in una stanza per gli interrogatori a Regent’s Park e i suoi compagni di squadra, insieme al loro leader, agli arresti domiciliari. Tuttavia, la squadra della Slough House non è quella che resta seduta immobile ad aspettare che i superiori risolvano il problema. Prendono in mano la situazione e si lanciano a testa bassa in un pericoloso giro sulle montagne russe del terrorismo.

L’indagine su cui ruota la spy, un goffo tentativo di attentato da parte di un gruppo di cinesi desiderosi di prendere il controllo dell’Inghilterra, è in realtà più un pretesto narrativo che il cuore pulsante del libro. Non aspettatevi una suspense martellante, né una trama mozzafiato. L’azione è frammentata, talvolta secondaria, rispetto alla caratterizzazione dei personaggi e al tono ruvido della narrazione.

In “Le regole di Londra” Mick Herron ci fa immergere in un thriller atipico, che si legge più per il piacere della scrittura e per la galleria di personaggi borderline che per la tensione narrativa, spingendosi ancora di più verso la commedia, tentando di arricchire la narrazione con battute taglienti, scambi surreali e diatribe esilaranti tra personaggi, spesso fuori luogo, ma non sempre efficaci.

Il libro risulta essere il più debole della serie finora. Ci sono tutti i personaggi classici, e anche l’umorismo è presente, ma l’impianto narrativo finisce per essere deludente, seppure ci si imbatta nei soliti colpi di scena e in un paio di sorprese inaspettate.

La sensazione è che l’effetto sorpresa della serie stia un po’ scemando, il che è probabilmente inevitabile avendo raggiunto il quinto capitolo, anche se è comunque un peccato. Nel libro ritroviamo lo schema consueto, che francamente risulta un po’ troppo utilizzato ed inizia un leggermente a saturare. La trama ne risente, apparendo non del tutto nuova. Si ha la sensazione che ci sia molto mestiere, la maniera, la voglia stucchevole di dissacrare, ma poco di più.

Forse un Mick Herron in fase calante, non all’altezza dei precedenti, ma i dialoghi di Jackson Lamb sono come al solito irresistibili.

Editore: Feltrinelli

Pagine: 352

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Mick Herron

Mick Herron è uno scrittore di romanzi thriller inglese. Ha studiato al Balliol College di Oxford, dove si è laureato in Letteratura inglese. In Italia è stato pubblicato il suo romanzo di successo Un covo di bastardi (Feltrinelli, 2018), primo di una serie da oltre 250.000 copie vendute in Inghilterra, vincitrice del più ambito premio internazionale in ambito giallo – il CWA Dagger Award – e in corso di pubblicazione in nove paesi.

È stato definito dal “Daily Telegraph” “una delle venti migliori spy story di tutti i tempi”, insieme a bestseller come La spia che venne dal freddo di John le Carré o Un nome senza volto (The Bourne identity) di Robert Ludlum. La casa di produzione See-Saw Films ne ha acquisito i diritti per la televisione. Impeccabile nella costruzione della suspense e umanissimo nei confronti dei suoi personaggi, Mick Herron − vincitore del CWA Diamond Dagger 2025, il più prestigioso premio internazionale nell’ambito del giallo − porta il genere della spy story a vette sempre più alte.

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