Lago santo
TRAMA:
L’autunno è stato mite, e la neve non è ancora arrivata a sbiancare le cime dell’Appennino quando il commissario Soneri imbocca il sentiero per Lago Santo, un nido di falco a millecinquecento metri di altitudine dove, da ragazzo, tante volte è scappato per star lontano dal chiacchiericcio e più vicino ai propri pensieri. A spingerlo questa volta non c’è però la voglia di solitudine, ma la denuncia anonima del ritrovamento di un cadavere.
Il morto ha il volto sfigurato – persino troppo, pur immaginando un accanimento da parte dei lupi –, ma Soneri sospetta che si tratti di Gianrico Bonaccorsi, un insegnante di filosofia in pensione recentemente scomparso. La moglie in effetti riconosce la salma, ma il caso è tutt’altro che chiuso, perché molte domande rimangono senza risposta: Bonaccorsi è caduto mentre camminava? Si è suicidato? Soneri non ne è convinto: troppi dettagli stonano.
Ma chi poteva avere interesse a uccidere l’ex insegnante? Il quadro si fa fosco in fretta: Bonaccorsi era un esponente ben noto dell’ultradestra locale, con molti contatti e altrettanti nemici. Che sia da cercarsi tra i suoi avversari, l’assassino? O tra i suoi camerati, a cui l’integralismo di Bonaccorsi iniziava a risultare scomodo?
RECENSIONE:
Per la diciottesima avventura del commissario Soneri, Valerio Varesi ci immerge ancora una volta nell’atmosfera di Parma, nebbiosa e adagiata alle pendici di quell’Appennino, tanto caro al commissario ma anche ricco di mistero. Il commissario Soneri, poliziotto originario della stessa città nella quale presta servizio, Parma, è nato in un quartiere periferico, conosce la vera essenza della città e dei suoi abitanti. Ama passeggiare in solitudine nelle serate nebbiose lungo il torrente che attraversa la città, oppure nel vicino Appennino. È un poliziotto che mal si adegua agli ordini che arrivano dall’alto, ama la riflessione personale e riservata. È scrupoloso, istintivo, astuto e attento ai particolari.
Valerio Varesi ritorna, forse con eccessiva enfasi e militanza, sul tema della destra estrema e del fascismo di ritorno. La trama è interessante e originale, i personaggi ben delineati, la scrittura ricercata, l’analisi sociale efficace e profonda, seppure un po’ troppo parziale. Il commissario si trova a indagare su uno strano omicidio, scoprirà che il movente non è un complotto politico o un regolamento di conti ideologico. Scoprirà che alla base di questo caso è annidato qualcosa di più personale, intimo, perfino banale, ovvero gelosie e rancori. È proprio nell’indagine particolare, avviatasi da spunti politici e approdata a vicende personali, che il romanzo troverà forza e realismo.
Proprio questo equilibrio tra pubblico e personale, tra ciò che sembra importante e ciò che appare banale, rende “Lago Santo” un noir che tende a superare i confini del genere. È una lettura che lascia domande aperte, spinge a riflettere e conferma Varesi come uno degli autori più intensi e profondi del panorama italiano contemporaneo in un certo parallelismo con Massimo Carlotto.
Belle le atmosfere, limpida e lineare la scrittura, un pochino lento lo sviluppo della vicenda. Varesi è un artista nel creare curiosità e interesse, tiene incollati sino alla fine. Splendide descrizioni di luoghi, atmosfere, pietanze e vini.
In sintesi un’ottima prosa, personaggi ben sviluppati e realistici, un protagonista empatico e di spessore; un unico neo, la militanza eccessiva appesantisce un bel romanzo.
Editore: Mondadori
Pagine: 336
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Valerio Varesi (Torino, 1959) vive in provincia di Parma e ha lavorato alla redazione bolognese della “Repubblica”. È autore di diciassette romanzi noir con protagonista il commissario Soneri, interpretato da Luca Barbareschi nelle quattordici puntate televisive della serie Nebbie e delitti andata in onda su Rai2. Autore eclettico, ha scritto inoltre romanzi storico-politici. È tradotto in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Germania, Olanda, Turchia, Polonia e Romania.