Il palazzo delle ombre di Roberto Carboni

Il palazzo delle ombre
«Tra le ombre di Bologna si annida un male che sa di passato e di morte.»

Il palazzo delle ombre

Recensione di: Ilaria Ambrosi

Trama:

Il cadavere di un ragazzo orrendamente seviziato viene rinvenuto sulle scalinate della chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna. Questo è solo l’inizio di un incubo. Il sangue di martiri innocenti comincia a scorrere sempre più copioso in un crescendo di diabolica follia. Il giornalista investigativo Paul Cialdini decide di vederci chiaro e inizia così un’indagine che lo catapulterà in un dedalo di simbologie cristiane tra ricerche in polverose biblioteche e a ritroso nei secoli.

Dai Flagellanti, all’Arciconfraternita di Santa Maria della Morte e a una loro magione: il Palazzo della Morte. E infine alla Madre dei dimenticati, un antro sprofondato nel ventre del centro storico della città, dove per secoli sono stati nascosti i condannati a morte dal tribunale ecclesiastico, ora teatro di efferati delitti. (https://www.newtoncompton.com/libro/il-palazzo-delle-ombre)

Recensione:

Quando ho preso in mano “Il palazzo delle ombre” di Roberto Carboni, sapevo che la sfida era alta: proseguire le indagini di Paul Cialdini dopo “Il mistero di Villa Lamento” significa confrontarsi con un pubblico che ormai conosce le atmosfere dell’autore e si aspetta non solo un buon mistero, ma anche profondità e coerenza narrativa. Carboni non delude: offre un thriller che miscela simbolismo cristiano, crimini efferati e la pesantezza di segreti millenari, consegnando al lettore un’esperienza che resta viva ben dopo aver chiuso il libro.

La Bologna che tratteggia Roberto Carboni è viva e insieme antica, fatta di pietre consunte, vicoli oscuri, cripte dimenticate. Non è la città da cartolina, ma la città delle ombre: dei desideri sepolti, delle colpe taciute, dei rituali che si tramandano nel silenzio. In questo contesto si muove Paul Cialdini, giornalista investigativo che già nel romanzo precedente dimostra la capacità di scavare non solo nell’attualità, ma nelle radici storiche e nel simbolismo. Qui, in “Il palazzo delle ombre”, la sua indagine si srotola in bilico fra ciò che è visto e ciò che è nascosto: biblioteche polverose, antiche confraternite, e una madre dei dimenticati che somiglia più a una leggenda che a un luogo reale.

Il ritmo del romanzo è ben costruito. Roberto Carboni alterna momenti di tensione crescenti a pause che permettono al lettore di raccogliere indizi, riflettere sulle simbologie proposte, sospettare delle pieghe più oscure della trama. I colpi di scena non giungono a sorpresa fine a sé, ma emergono naturalmente dalle relazioni fra personaggi, dal passato che riaffiora, e da quel sottile conflitto tra fede, ragione e superstizione. Non sempre tutto è perfettamente calibrato: in certi punti la descrizione appesantisce un po’ la progressione narrativa, soprattutto quando Carboni si sofferma sulle atmosfere storiche o sulle simbologie religiose. Tuttavia, queste digressioni contribuiscono anche al fascino del romanzo, perché costruiscono il senso di mistero e di peso del passato.

I personaggi principali funzionano bene: Paul Cialdini mantiene le sue ombre interiori, le proprie fragilità, il senso di essere l’osservatore di ciò che resta nascosto ma anche parte di quel mistero. Le figure che lo circondano – familiari, vittime, autorità ecclesiastiche – aumentano il senso di sospetto, di segreto che non vuol essere detto. Qualcuno resta però meno definito, soprattutto nei momenti in cui la narrazione richiede una molteplicità di punti di vista. Alcune comparse hanno dimensione solo funzionale allo svolgersi dell’indagine, senza lasciare traccia emotiva duratura.

Il finale mi è parso solido: chiude il cerchio senza tentennamenti, rivelando ciò che deve essere rivelato ma senza forzare la mano. C’è catarsi, ma non sollievo totale. È un finale che lascia spazio al lettore per riflettere sul peso del passato, sull’errore, e su quanto resti visibile solo nell’ombra. Avrei forse desiderato un brivido un po’ più crudele, un’ombra più lunga da cui non liberarsi completamente, ma comprendo la scelta di non inclinare il tutto verso un’oscurità troppo estrema, che avrebbe potuto rischiare di tradire l’equilibrio raggiunto.

Nel complesso, “Il palazzo delle ombre” conferma Roberto Carboni come maestro nel coniugare mistero storico e thriller contemporaneo. È un romanzo che non punta all’effetto shock gratuito, ma che lavora sotto la pelle, scavando in silenzio, facendo leva su ciò che non si vede oltre ciò che appare. Per il lettore che ama le storie ben costruite, con ambientazioni evocative, tensione crescente e un intreccio che premia l’attenzione, questo libro è sicuramente una delle uscite migliori di questo periodo. Se si potessero dare anche i mezzi punti, avrei sicuramente valutato questo romanzo con qualcosa in più!

Editore: Newton Compton

Pagine: 320

Anno di pubblicazione: 2025

Autore:

Roberto Carboni

Roberto Carboni classe 1968, è nato a Bologna e vive sulle colline di Sasso Marconi. È autore di numerosi romanzi e docente di Scrittura creativa a tempo pieno. Nel 2015 è stato premiato con il Nettuno d’Oro (in precedenza attribuito, tra gli altri, a Lucio Dalla e Carlo Lucarelli), nel 2016 con il premio speciale Fondazione Marconi Radio Days (precedentemente premiati Enzo Biagi, Lilli Gruber).

Nel 2017 ha vinto il Garfagnana in Giallo, nella sezione Romanzo Classic. Nel 2018 è stato vincitore del SalerNoir Festival di Salerno. Con la Newton Compton ha pubblicato con successo Il giallo di Villa Nebbia, La collina dei delitti, Il segreto dell’antiquario, Il mistero di Villa Lamento e Il palazzo delle ombre. Il suo sito è robertocarboni.com.

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