Braccata
Recensione di: Michelangela Barba
TRAMA:
Acque cristalline, tramonti infiniti, scorci unici: in Sicilia, Angela ha trovato una serenità che le mancava da tempo. Purtroppo, la vacanza che è riuscita a ritagliarsi insieme all’amica di sempre Beatrice è agli sgoccioli: la Fashion Week incombe, e per lei, senior fashion buyer di un importante studio milanese, significa il ritorno obbligato ai ritmi frenetici della città.Ma alla vigilia della partenza, tutto precipita: Beatrice, uscita nel pomeriggio per una commissione, non fa ritorno in albergo. Angela, allarmata, la cerca invano per le strade e i locali di Ortigia, ma alla fine è costretta a sporgere denuncia.
Due giorni dopo, il maresciallo dei carabinieri Alfonso Vitanza la chiama spiegandole che il cadavere di una donna sui trent’anni è stato ritrovato fra le rovine di una tonnara in disuso. Angela prega di sbagliarsi, e invece si tratta proprio di Beatrice: il corpo è straziato da numerose coltellate. Annientata, torna a Milano insieme al fidanzato Alberto, volato a Siracusa in suo soccorso. È solo l’inizio di un terribile tunnel: il sangue intorno a lei non ha finito di scorrere, e presto Angela si ritrova addosso una terribile accusa, braccata dai cronisti, imputata in un processo mediatico che ha già pronunciato la sua sentenza.
RECENSIONE:
Con “Braccata” Marina Di Guardo, dopo “Quello che ti nascondevo” di cui vi avevamo parlato qui, torna a cimentarsi con il genere letterario del thriller. Sceglie di ambientarlo in parte in Sicilia – sua terra d’origine – in parte nella Milano della moda, diventata sua città di adozione (almeno in parte).
La protagonista, Angela, è una “senior fashion buyer” milanese in vacanza che si ritrova, suo malgrado, in un incubo che approfondisce i temi della colpa, della visibilità e della fuga.
Il racconto inizia con un’atmosfera quasi idilliaca: acque cristalline, tramonti infiniti, il freddo di Ortigia. Ma il sotto testo è già premonitore fin da lì, e quando la sua amica di sempre, Beatrice, prima scompare poi viene trovata brutalmente assassinata, il paradiso diventa inferno. Angela non sta a guardare: torna a Milano con il fidanzato Alberto e cerca di scoprire la verità, anche se tutto sembra accusarla: l’indagine, le accuse mediatiche e l’essere “braccata” la stanno facendo impazzire.
Marina Di Guardo descrive davvero molto bene la Milano altoborghese che vive tra rispettabili palazzi in centro, ristoranti, moda e vacanze, lasciando dietro di sé, in agguato, le ombre di mille segreti. Che fare a questo punto? Vedere o non vedere? Essere visti e rischiare di essere accusati? Il tema della gogna mediatica e del dolore di perdere il controllo della propria vita, in apparenza perfetta, percorre tutto il romanzo e non trova soluzione, neppure nel finale.
Altra costante del testo è il confronto stridente tra Ortigia e Milano: la Sicilia che risplende, lascia spazi di solitudine e avvolge con l’atmosfera festosa (che però prepara il terreno per il crimine) da un lato, la Milano dai ritmi scanditi, fatta di lavoro, denaro, nervi tesi e apparenze da preservare da l’altro.
Per i giallisti e i più appassionati amanti del genere thriller, che divorano decine di libri all’anno, cercano trame complesse, indagini articolate e bramano svolte inaspettate, “Braccata” potrebbe avere il sapore di dejà vu.
Per tutti gli altri è comunque un thriller godibile, con un’ambientazione affascinante e un tema centrale universale e potente: quello dell’innocente ingiustamente perseguitato.
Il contrasto tra bellezza esteriore e violenza interiore, il luogo accogliente che all’improvviso diventa pericoloso, il tiro alla fune tra desiderio di stabilità e rischio, fanno il resto.
Per concludere, “Braccata” è un thriller che segue i binari del suo genere in modo scorrevole e restituisce uno spaccato di vita molto attuale con una buona quota di immagini suggestive e di spunti di riflessione. Promosso!
Editore: Mondadori
Pagine: 305
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Marina Di Guardo è nata a Novara ma ha origini siciliane. Vive tra Cremona e Milano. Prima di dedicarsi alla scrittura, ha lavorato come vicedirettrice dello showroom di Blumarine. Ha esordito nella narrativa con il romanzo L’inganno della seduzione (Nulla Die, 2012), poi seguito da Non mi spezzi le ali (Nulla Die, 2014). Il passaggio definitivo al thriller risale al 2015, quando pubblica nella collana digitale ZoomFiltri di Feltrinelli, curata da Sergio Altieri, Bambole gemelle e Frozen Bodies (Delos Books, 2016). Con Mondadori ha pubblicato Com’è giusto che sia (2017), opzionato per una serie televisiva, La memoria dei corpi (2019), tradotto in diversi paesi, Nella buona e nella cattiva sorte (2020) e Dress code rosso sangue (2022).