REYKJAVIK di  Ragnar Jónasson e Katrín Jakobsdóttir

Reykjavik
Uno per tutti e tutti per uno. Una fratellanza di sangue come nelle saghe vichinghe

Reykjavik

Recensione di: Ilenia Ruzza

TRAMA

Un’isola remota.
Una ragazza scomparsa
Una città che vigila sui suoi segreti.


Nell’estate del 1956, Lára Marteinsdóttir sparisce misteriosamente da Viðey, un’isola a pochi minuti di traghetto da Reykjavík. Ha soltanto quindici anni e, per raccogliere qualche soldo durante le vacanze, lavorava come domestica nella casa di un noto avvocato e della moglie, unici abitanti di quella striscia di terra battuta dal vento; per il resto, solo uccelli marini che stridono sulla costa prima di tuffarsi nelle acque dell’oceano Atlantico.

Il suo diventerà il cold case più celebre d’Islanda. Cos’è successo a Lára? È stata lei a decidere di andarsene o qualcuno l’ha costretta? Potrebbe essere ancora viva? Trent’anni dopo, l’ombra della ragazza scomparsa si stende ancora sul paese e lo perseguita. Mentre la capitale festeggia i duecento anni dalla sua fondazione e si prepara a ospitare il vertice tra Reagan e Gorbaciov, un giornalista in cerca di fama si interessa al fascicolo dell’indagine, ai tempi archiviata troppo in fretta.

Ha trovato nuove informazioni ed è convinto di avere uno scoop tra le mani, ma non sa di essere in pericolo: le sue domande danno fastidio a persone molto influenti. Qualcuno è disposto a tutto purché la verità su Lára rimanga sepolta.

RECENSIONE

“Reykjavik” di Ragnar Jonasson e Katrin Jakonsdottir è un bel noir in pieno stile nordico. Al centro della narrazione c’è un caso irrisolto degli anni cinquanta.

E’ un venerdì mattina dell’agosto 1956, quando a Viðey (https://en.wikipedia.org/wiki/Vi%C3%B0ey), piccola isoletta distante solo pochi minuti di barca da Rejkyavik (https://it.wikipedia.org/wiki/Reykjav%C3%ADk)  la quindicenne Lára Marteinsdóttir scompare nel nulla. Lára era sull’isola per lavorare nell’unica casa abitata, ma quella mattina dice ai datori di lavoro di voler tornare in città a casa dei genitori. E da quel momento scompare nel nulla.

Kristjan Kristjansson è il poliziotto incaricato del caso, ma fin da subito la vicenda risulta nebulosa e le indagini non portano a una soluzione. Cosa è successo alla ragazza? E’ stata vittima di malintenzionati? E questi chi sono? Oppure si è allontanata da sola e volontariamente? E in quel caso dov’è finita?

“… la ragazza era sparita proprio sotto il loro naso. Sull’isola c’erano solo 3 persone e improvvisamente erano diventate due…”

In una nazione, l’Islanda, dove c’è il più basso tasso di criminalità d’Europa, questa scomparsa crea scompiglio tanto da rimanere ben vivida nella memoria degli Islandesi, anche trent’anni dopo, fino a quando Valur, un giovane giornalista, ha nuove informazioni e vuole scrivere il pezzo da prima pagina che secondo il suo editore potrebbe rilanciare il piccolo giornale per cui lavora. Questo caso è anche il più grande rammarico di Kristjan, che già nel 1956 aveva avuto l’impressione che fossero coinvolti personaggi protetti dai così detti “piani alti”.

Il punto di forza di “Rejkyavik” è la città stessa e i suoi dintorni, che si fondono spesso in climi freddi e cupi, rischiarati nei giorni in cui è ambientata la vicenda da due eventi importanti per l’Islanda che per quel periodo è stata sulla bocca di tutto il mondo. Infatti le indagini di Valur si svolgono tra agosto e ottobre 1986. Un arco di tempo in cui troviamo una nazione particolarmente  popolata, animata e vivace proprio in occasione dei festeggiamenti per il bicentenario della capitale .

A Ottobre 1986 in città ci fu lo storico vertice di Rejkyavik (https://it.wikipedia.org/wiki/Vertice_di_Reykjav%C3%ADk), che portò la città nordica sulle cronache di tutto il mondo. Entrambi gli avvenimenti vengono ripresi e resi funzionali al romanzo anche se Ragnar Jonasson e Katrin Jakonsdottir ci tengono a ricordare  che siamo pur sempre nella piccola capitale Islandese:

“ … scendendo la scalinata di marmo si illuse di essere in una metropoli europea. La pioggia battente le ricordò che era in una piccola capitale artica ai confini del mondo…”

“Rejkyavik” ci ricorda anche come erano quegli anni, non ancora dominati dal mondo digitale e dai cellulari,  riporta alla memoria immagini di giornalisti che giravano armati solo di penna e blocco per appunti e di ragazzi che per parlarsi o mettersi d’accordo per il cinema dovevano vedersi, e magari sedersi al tavolo di un bar per organizzarsi. 

Il periodo storico è inoltre stato omaggiato da alcuni richiami musicali ad hoc.

Gli autori, da veri amanti di gialli di Agatha Christie (Jonasson è traduttore islandese della scrittrice), riempiono tutto il romanzo di indizi riuscendo a sviare il lettore fino a un finale totalmente inaspettato ma di grande effetto.

La scrittura a quattro mani di Ragnar Jonasson e Katrin Jakonsdottir è incisiva ed evocativa. Il ritmo non è propriamente sostenuto dall’inizio, ma è dosato sapientemente fino a diventare serrato e incalzante più ci si avvicina alla verità. Il passare del tempo è ben scandito all’inizio di ciascun capitolo.

EDITORE MARSILIO

TRADUTTORE:  IRENE GANDOLFI

PAGINE   272

ANNO DI PUBBLICAZIONE 2024

AUTORE

Ragnar Jónasson Reykjavik/ Katrín Jakobsdóttir Reykjavik

Ragnar Jónasson Reykjavik 1976

Avvocato e giornalista, Ragnar Jónasson, docente di diritto d’autore all’università, è anche un noto traduttore (sue le traduzioni di Agatha Christie in islandese). È l’autore della serie Dark Iceland, un successo internazionale, di cui L’angelo di neve, pubblicato in Italia per la prima volta da Marsilio nel 2017, è il primo episodio. Sono poi seguiti I giorni del vulcano (2018), Fuori dal mondo (2019), La donna del faro (2020) e Notturno islandese (2021), Ragazza nella tormenta (2023), Il sogno di Unnur (2024).

Katrín Jakobsdóttir Reykjavik 1976

Katrín Jakobsdóttir è un’autrice islandese. Ha conseguito un master in letteratura islandese ed è stata primo ministro d’Islanda dal 2017 al 2024. Nel 2025 pubblica insieme a Ragnar Jónasson, Reykjiavík.

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