“La radice del male” di Adam Rapp

La radice del male
Se davvero c’è un Dio, è chiaro che se ne fraga di noi.

La radice del male

Recensione di: Elena Amoruso

TRAMA: Elmira, New York, estate 1951. Myra Larkin, tredici anni, dopo la messa accetta un passaggio da un ragazzo affascinante che dice di essere Mickey Mantle, la giovane promessa degli Yankees. Quella notte, i vicini di casa di Myra vengono brutalmente assassinati, e i sospetti ricadono su uno sconosciuto molto simile al suo nuovo amico. È il primo di una serie di episodi di cronaca nera che incrociano la vita dei Larkin, mentre ognuno di loro insegue a suo modo il sogno americano.

Myra, che cresce da sola il figlio Ronan dopo che il marito ha avuto una crisi psicotica, è l’unica a tenere i contatti con la famiglia: con Lexy, donna in carriera, e Fiona, eterna ribelle e attrice mancata a Broadway; e con Alec, ombroso e sfuggente, tormentato dai fantasmi di un’infanzia segnata dagli abusi e dall’indifferenza della madre, la cattolicissima Ava. E quando proprio Ava inizia a ricevere inquietanti cartoline anonime, presagio di eventi terribili, soltanto Myra, con l’aiuto del figlio, avrà la forza di affrontare quel male oscuro che sta inghiottendo la sua famiglia. La radice del male racconta un’America dove la quotidianità è intrisa di violenza, e la casa è insieme rifugio e pericolo.

RECENSIONE:

All’interno del romanzo “La radice del male”, Adam Rapp racchiude tutta una serie di elementi che conquisteranno il lettore: dalle descrizioni, all’impostazione stessa dei capitoli, dal racconto delle vicende alla psicologia dei personaggi, per non parlare dei riferimenti letterari.

Ma partiamo dal principio. Siamo a Elmira, stato di New York, negli anni ’50. Una ragazzina, come ogni domenica, si ritrova in un diner, di nascosto dai genitori, a leggere Il giovane Holden” di Salinger: si tratta di Myra Larkin, la figlia maggiore di una numerosa famiglia americana che lotta contro i normali problemi quotidiani e non solo.

Ad esempio, c’è la sorella Joan, costretta a convivere con una grave disabilità per tutta la vita, oppure il piccolo Archie, che soffre di una febbre altissima che non accenna a passare e che condurrà il bambino a una morte prematura. Attraverso il percorso di vita di Myra e il suo racconto, il lettore verrà a conoscenza di tutte le vicende dell’intera famiglia Larkin.

Crescendo, le strade dei fratelli si divideranno e l’attenzione, a un certo punto, sarà rivolta in modo particolare all’unico figlio maschio: Alec. Myra, nel frattempo, diventata un’infermiera, si sposerà e avrà un figlio, Ronan. Quando tutto sembra andare per il meglio, Myra viene abbandonata dal marito e cresce suo figlio da sola, in seguito scoprirà il motivo per cui l’uomo ha compiuto un gesto così duro e ha imposto una chiusura netta nei rapporti. Alec, invece, sin da subito si identifica come il figlio ribelle, sparisce senza dare tracce di sé per un po’, ha una naturale inclinazione a non rispettare le regole e tutti questi aspetti, con il passare degli anni, lo porteranno a condurre una vita sbandata.

Pagina dopo pagina, il lettore è sempre più presente all’interno di questo romanzo dall’aspetto crime e allo stesso tempo in pieno stile saga familiare. Adam Rap ha la straordinaria capacità di seminare informazioni poco per volta senza risultare noioso. A volte il ritmo rallenta per dar spazio alle descrizioni, ma il tutto risulta essere armonioso. Tra l’altro il romanzo è impostato come se fosse una sceneggiatura cinematografica: ogni capitolo sembra essere la scena di un film, un’impostazione questa, che dona al romanzo un certo fascino, d’altronde Adam Rapp è un drammaturgo e in questo romanzo è un aspetto che viene fuori pagina dopo pagina.

A questo punto sorge spontanea una domanda, ovvero perché intitolare il libro “La radice del male”? E qui torniamo al marito di Myra, l’uomo infatti abbandona la famiglia dopo aver scoperto di soffrire di schizofrenia, patologia che lo rende violento e per proteggere i suoi cari, preferisce lasciare moglie e figlio. È come se, in questo caso, la malattia fosse veramente la radice del male che, purtroppo, trasmetterà a suo figlio.

Ronan, da adulto si sposa, lavora come sceneggiatore e accusa i primi sintomi della malattia che, a sua volta, trasmetterà al proprio figlio. Esiste però un altro motivo che giustifica il titolo e riguarda Alec, un uomo in cui il male ha affondato le radici in maniera particolarmente violenta, cosa che il lettore scoprirà e comprenderà nel finale. “La radice del male“ è un romanzo altamente introspettivo che merita di essere goduto fino alla fine.

Traduzione: Michele Martino

Editore: NN Editore

Pagine: 544

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Adam Rapp

Adam Rapp è uno scrittore e sceneggiatore americano. Ha lavorato a film e importanti serie televisive, come Dexter, In Treatment e The L World, ed è stato finalista, tra gli altri, al premio Pulitzer, al Tony Award e al Los AngelesTimes Book Prize. Nel 2021 ha ricevuto un Arts and Literature Award dell’American Academy of Arts and Letters.

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