“Profumi e graffi” di Virginia Spanò

Profumi e graffi
“L’animo umano mi affascina e l’autopsia di un cadavere, di un uomo assassinato, svela la parte più oscura e crudele dell’uomo.”

Profumi e graffi

Recensione di: Alessandra Colombo

TRAMA:

Andrea Greco, un giovane ispettore di origini siciliane da pochi mesi in servizio ad Ascoli Piceno, si trova ad affrontare una serie di brutali omicidi. Una fitta e intricata trama che prende spunto da un’antica leggenda, quella del lago di Pilato, a cui fa da cornice lo splendido e al tempo stesso inquietante scenario dei Monti Sibillini.

Ma oltre ad affrontare il male che lo circonda, Andrea Greco dovrà anche combattere i demoni che si annidano nella sua anima. Lo scorrere degli eventi si intreccia con il suo vissuto. Il presente si lega al passato e viceversa. La Sicilia, la sua terra, fa capolino spesso. La ritroviamo nei suoi incubi, nei suoi ricordi, nei sussurri e nelle urla che solo lui può sentire.

RECENSIONE:

Esordio in grande stile per Virginia Spanò che con il suo libro “Profumi e graffi” si merita di sicuro un posto in vetta alla classifica della sezione thriller. Il romanzo, in libreria in questi giorni per Giulio Perrone Editore, ci presenta l’ispettore Andrea Greco e la sua prima indagine.

L’ambientazione di “Profumi e graffi” è estremamente suggestiva. I delitti narrati avvengono nell’area del Lago di Pilato, nel comprensorio montano dei Monti Sibillini, splendido e inquietante scenario. La sua forma particolare a “occhiale” lo contraddistingue durante il periodo estivo, dopo lo scioglimento delle nevi ma la sua vera attrattiva risiede nelle numerose leggende che lo riguardano e che gli abitanti delle Marche si sono tramandati nel tempo. Si narra infatti che lì giaccia ancora il corpo di Ponzio Pilato condannato a morte dall’imperatore Tiberio. Altri invece testimoniano che sotto il lago risieda una porta di accesso per gli Inferi, celata da percorsi impervi e accessi irraggiungibili ai non adepti.

L’ispettore Andrea Greco ha quarant’anni, barba incolta, capelli neri e “il fascino del bello e maledetto. Ha lasciato il sole della sua amata Sicilia per approdare al reparto anticrimine di Ascoli Piceno.

Un particolare degno di nota nello stile di Virginia Spanò è senza dubbio la sua bravura nella caratterizzazione dei personaggi.

Protagonisti vividi, descritti in modo meticoloso. Impossibile non riuscire a farsi un’idea precisa e chiara della loro fisicità e del carattere.

Grazie a questo aspetto stilistico l’ispettore Greco e tutta la sua squadra sono per il lettore quasi “fotografati” dalle descrizioni dettagliate dell’autrice. In alcune situazioni il nome del protagonista è quasi superfluo perché il testo già permette di capire di chi si sta parlando, basta un dettaglio, un atteggiamento.

Profumi e graffi è un thriller con tutto ciò che un amante del genere desidera: una struttura solida e chiara, personaggi dal passato cupo e tenebroso, delitti e scomparse, traumi, ricerca della verità, incubi, cultori degli Inferi, violenza e punizioni, religione ed esoterismo. Un mix esplosivo che vi terrà incollati alle pagine.

Una lettura incredibile in cui l’autrice ha voluto mostrare alcuni aspetti dell’animo umano: il desiderio di superare un trauma, l’importanza della giustizia, ma anche la vendetta, il dolore, la crudeltà e l’abisso in cui ognuno di noi può sprofondare. Un testo ricco e molto attuale. Promosso a pieni voti.

Editore: Giulio Perrone Editore

Pagine: 230

Anno di pubblicazione: 2025

Traduzione:

AUTORE:

Virginia Spanò

Virginia Spanò è nata a Erice e ha trascorso i primi ventitré anni della sua vita a Marsala. L’amore, poi, l’ha portata a Messina, dove attualmente vive con il marito e le sue tre figlie. Il forte legame con la Sicilia e un articolo letto per caso hanno acceso la miccia che l’ha portata a scrivere Profumi e graffi, La prima indagine dell’ispettore Greco, il suo primo romanzo. 

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