La bambina nel buio
Recensione di: Michelangela Barba
TRAMA:
Bisogna interrogare il passato per trovare la verità Venezia, notte di Halloween. Un uomo influente viene trovato morto in circostanze misteriose. Quello che sembra un caso isolato si trasforma presto in un incubo per l’ispettore Marco Pioggia e la collega Greta Vivaldi, quando una nuova scia di sangue riporta alla luce vecchi fantasmi del passato.
Tra indizi criptici e omicidi rituali appare sempre più evidente che qualcuno vuole sfidare l’ispettore, imitando il modus operandi dei serial killer sui quali ha indagato. Marco si ritrova così coinvolto in una spirale di eventi che lo toccano nel profondo, costringendolo a confrontarsi con verità che credeva sepolte. Mentre i giorni scorrono, la posta in gioco si fa sempre più personale e la caccia a un nemico invisibile si trasforma in una corsa contro il tempo.
RECENSIONE:
Con “La bambina nel buio” Alberto Beruffi ci regala la quarta avventura dell’ispettore Marco Pioggia.
Beruffi si affida alla scena veneziana nella notte di Halloween, per l’ambientazione di un thriller che si dipana tra passato e presente, sul filo di un tema classico del genere: le tracce che non si possono ignorare. Venezia, con le sue atmosfere gotiche, fa da inquietante sfondo.
L’ispettore Marco Pioggia e la sua collega Greta Vivaldi sono chiamati a indagare su un uomo influente trovato morto in circostanze insolite. Sembra delitto a sé stante ma da lì prende il via uno spettacolo horror: omicidi rituali, indizi misteriosi e tutto, stranamente, è simile al modus operandi dei serial killer con cui il nostro eroe ha già avuto a che fare in precedenza.
Il riferimento al passato, inteso come ombra ancora viva e attiva, costituisce il motore narrativo. Lo stile di scrittura di Alberto Beruffi mantiene serrato il ritmo della narrazione: le 284 pagine di inchiesta non ammettono pause anche perché la posta in gioco diventa presto, per il protagonista, una questione personale, e la caccia a un nemico invisibile è quanto mai urgente per fermare la scia di sangue che sembra ormai inarrestabile.
Fin dalle prime pagine, chi legge “La bambina nel buio” si trova avvolto da un’atmosfera cupa e vorticosa in cui la tensione cresce in modo incalzante e Venezia, con i suoi corsi d’acqua e la sua nebbia, gioca il ruolo di amplificatore.
Se non bastasse il personaggio del tormentato detective che torna a fare i conti con un passato che sembrava sepolto, e se non fosse sufficiente la splendida cornice gotica e sospesa di Venezia e delle sue ombre, sarà sicuramente la capacità dell’autore di mantenere il filo di una successione di tracce – che si sovrappongono, si contraddicono e si allontanano – a stregare il lettore.
In definitiva, “La bambina del buio” è un thriller efficace, ben costruito, ideale per una lettura intensa, tutta in un fiato, per chi ama i trope del gotico e del noir, soprattutto quando sono declinati con padronanza e rispettosa ammirazione. Un testo assolutamente godibile.
Editore: NEWTON COMPTON
Pagine: 284
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Alberto Beruffi, esperto di informatica e appassionato di giochi di ruolo, è nato a Castel Goffredo, in provincia di Mantova. Gandalf, Hari Seldon e Sherlock Holmes gli hanno instillato, fin da ragazzo, la passione per la scrittura; Vasco Rossi e i Depeche Mode quella per la musica. La Newton Compton ha pubblicato Una ragazza cattiva, Prima di morire e Il caso dei tre bambini scomparsi.