Strani frutti
TRAMA:
Ebbene sì, il questurino Sarti Antonio ha lasciato la questura. O meglio, è stato sospeso dal servizio per via di certe sue indagini scomode. Così ha deciso che era il caso di levare le tende per un po’ e si è rifugiato con la Biondina a casa del suo amico Dido, sull’Appennino. Anche perché l’aria che tira nel Paese e in Europa – siamo in un anno che verrà (e verrà molto presto) – gli fa orrore: l’Europa si sta trasformando in una federazione di Stati sovrani, e a loro difesa sono nate le nuove Forze Speciali di Sicurezza, la cui inquietante sigla è SS.
È l’alba di un giorno d’inverno e Sarti è l’unico in giro per il paese innevato. Passando per la piazza deserta, vede che da un ramo dell’antico acero pende uno “strano frutto”. Proprio come nella canzone di Billie Holiday, Strange Fruit, a dondolare dall’albero è il corpo di un ragazzo nero appeso per i piedi. È vivo per un soffio. Sarti chiama aiuto e riesce a tirarlo giù appena in tempo. Il giovane in paese lo conoscono tutti come “il Somalia”. Lavora per il benzinaio Benito, che a dispetto del nome è anarchico ed è un uomo generoso.
Quando scopre che gli hanno quasi ammazzato il Somalia, Benito giura che troverà i responsabili. Non solo del tentato omicidio, ma di una serie di episodi cruenti che si stanno verificando nei dintorni. A dargli man forte ci sono Dido, la Biondina e Sarti, che, essendo fuoriuscito dalla polizia, si mette in proprio. La caccia si svolge sui monti, nei luoghi impervi che durante la Seconda guerra mondiale hanno visto la Resistenza. Per la prima volta nella sua lunga carriera, Sarti Antonio si ritroverà a imbracciare un’arma. E sarà disposto a sparare.
RECENSIONE:
Nell’ultimo lavoro di Loriano Macchiavelli, padre del celebre questurino Antonio Sarti, vi ritroverete in un romanzo molto particolare, distopico, ai limiti del genere, preavvertiti sin dalle prime pagine da una voce narrante a metà tra la guida al lettore e la coscienza del celebre questurino. Vi ritroverete in un’Italia strana, lontana, ma facilmente riconoscibile, in cui si sta riaffacciando l’ombra dell’odio razziale, dell’ira gratuita, della sopraffazione. In “Strani Frutti”, Sarti, sospeso dal servizio, ha abbandonato Bologna e il suo ruolo di questurino. Si è dovuto rifugiare in montagna, fa il contadino, cerca di rendersi invisibile guidando con perizia un trattore tra campi e colline.
Vive in una dimensione sospesa, dove il lavoro nei campi e il silenzio dei boschi sembrano restituirgli un frammento di pace. Ma quella quiete è solo apparente: il male, come sempre nei romanzi di Macchiavelli, non è mai troppo lontano. Attorno a lui si raccoglie una piccola comunità di amici di fortuna – tra cui la Biondina e Benito – figure che incarnano la resistenza quotidiana. Quando il vento della guerra torna a soffiare, Sarti non può restare a guardare. La sua battaglia non è più quella del poliziotto che cerca un colpevole, ma dell’uomo che si oppone all’odio gratuito e immotivato.
Loriano Macchiavelli ci immerge in una trama complessa al punto giusto, senza diventare dispersiva, ben costruita anche se, forse , i dettagliati richiami alla resistenza appesantiscono il complesso dell’opera. Piacevole, snello e fluido il linguaggio, ben riusciti i personaggi secondari, credibili e parte integrante imprescindibile del romanzo.
Vi ritroverete in un romanzo non convenzionale, ma non per questo meno coinvolgente dei “gialli” tradizionali, che vi farà riflettere senza però ridurre la tensione del racconto.
Loriano Macchiavelli, con questo libro aiuta e stimola il pensiero con squarci sul passato, ma anche illuminanti lampi nel presente, e soprattutto con una narrazione originale che non teme di trattare argomenti di spinosa attualità.
Editore: Mondadori
Pagine: 348
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Loriano Macchiavelli ha frequentato l’ambiente teatrale come organizzatore, come attore e, infine, come autore; alcune sue opere teatrali sono state rappresentate da varie compagnie italiane. Dal 1974 si è dedicato al genere poliziesco e ha pubblicato numerosi romanzi divenendo uno degli autori italiani più conosciuti e letti.
Da un suo romanzo (Passato, presente e chissà) è stato tratto lo sceneggiato televisivo per Rai Due Sarti Antonio brigadiere andato in onda nell’aprile del 1978. In seguito ha curato il soggetto e la sceneggiatura del film per la TV L’archivista, andato in onda su Rai Uno nel settembre del 1988. Il film porta sul piccolo schermo uno dei suoi personaggi letterari più riusciti: Poli Ugo, interpretato per la TV da Flavio Bucci. Il film presenta una Bologna attuale e viva, ben lontana dalla solita vecchia iconografia, e anticipa drammaticamente le mutazioni successive della città. A fine ’87 e primi mesi del 1988 è andata in onda una lettura radiofonica in 13 puntate dei suoi racconti, dal titolo
I misteri di Bologna. Nel 1988 Rai Due ha prodotto una serie di 13 telefilm, tratta da suoi romanzi e racconti, i cui esterni sono stati girati interamente a Bologna e dintorni. La serie ha per titolo L’ispettore Sarti – un poliziotto, una città ed è andata in onda su Rai Due a partire dal 12 febbraio 1991 e replicata nel 1993. La serie televisiva di Sarti Antonio è proseguita (sempre su Rai Due) con una coproduzione italo tedesca (Rai-NDR) di sei film di un’ora e trenta, ancora tratta dai suoi romanzi, e andati in onda nell’aprile e maggio del 1994.
Il suo personaggio più conosciuto, Sarti Antonio, è entrato anche nel fumetto (Orient Express) con una serie di avventure tratte dai romanzi. I disegni sono di Gianni Materazzo. Numerosi romanzi sono stati tradotti all’estero: Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Ungheria, Cecoslovacchia, Unione Sovietica, Giappone, Romania.
Nel 1974 ha vinto, con il romanzo Fiori alla memoria, il premio Gran Giallo Città di Cattolica; nel 1980, con il romanzo Sarti Antonio, un diavolo per capello, ha vinto il premio Tedeschi; nel 1992 ha vinto la XIV edizione del Premio di letteratura per l’infanzia con il romanzo Partita con il ladro; nel 1997, con il romanzo Macaronì (scritto assieme a Francesco Guccini), ha vinto il Premio letterario Alassio, un libro per l’Europa, dopo essere stato nella rosa dei finalisti nel Premio Ennio Flaiano e nel Premio città di Ostia.
Lo stesso romanzo ha vinto l’edizione 1998 del Police film festival. Con il romanzo Tango e gli altri (scritto sempre con Francesco Guccini) ha vinto l’edizione 2007 del Premio Scerbanenco (Courmayeur, Mistfest). Ha pubblicato e pubblica con i maggiori editori italiani. Ha collaborato e collabora con quotidiani e periodici. Altri romazi da ricordare sono I sotterranei di Bologna (Mondadori, 2002), Delitti di gente qualunque (Mondadori, 2010), L’ironia della scimmia (Mondadori, 2012) e Sarti Antonio, rapiti si nasce (Einaudi, 2014).
Insieme a Francesco Guccini ha scritto per Mondadori la raccolta di racconti Lo spirito e altri briganti (2002), Un disco dei Platters (1998), Questo sangue che impasta la terra (2001), Malastagione (2011) e La pioggia fa sul serio (2014), oltre ai già citati Macaronì e Tango e gli altri. Assieme a Marcello Fois e Carlo Lucarelli ha fondato il “Gruppo 13” e con Renzo Cremante ha fondato e dirige la rivista Delitti di Carta che si occupa esclusivamente di poliziesco italiano. Nel 1987 ha tentato di uccidere Sarti Antonio, sergente. Non c’è riuscito. Nel 1990 ha avuto una quantità di guai con il romanzo Strage, ritirato dalla circolazione per ordine dell’Autorità Giudiziaria.
Assolto da ogni accusa, il romanzo sarà ripubblicato da Einaudi solo nel 2010. Nel 2001 Rai Sat Fiction è riuscita a farlo recitare in una serie di sei minidrammi dal titolo Bologna in giallo, rapsodia noir, assieme a Carlo Lucarelli. A causa dello straordinario successo ottenuto dalla coppia, l’esperienza si è ripetuta nel 2002 con 12 minidrammi in Corpi di reato. L’Arma contro il crimine. Nel 2019 per Mondadori pubblica Delitti senza castigo e La bambina del lago. Nel 2020 scrive con Francesco Guccini Che cosa sa Minosse (Giunti) e nel 2023 Vola golondrina (Giunti).