Le notti di Odino
Recensione di: Alessandro Quadri di Cardano
TRAMA:
Una serie di delitti a sfondo esoterico e la sparizione di un pericoloso paziente da una clinica psichiatrica scuotono le penombre di Roma nell’inverno 2023. L’ispettrice Maria Grazia Colonna ipotizza per prima un collegamento tra le due vicende e, per approfondire gli aspetti archetipici degli omicidi, si avvale della consulenza di Anna Leone, psicologa e quasi criminologa, ma soprattutto: la prima donna in stato di gravidanza impegnata in un’investigazione dalle tinte noir. Personaggi disturbanti, scene del crimine ispirate alla sottile simbologia dei quattro elementi, cadaveri marchiati con le rune e l’allucinatorio percorso di crescita di Anna, accidentato e magico, grazie al quale può risignificare la sua parte femminile e creativa.
RECENSIONE:
Se il romanzo “La Vasca” aveva saputo conquistarci con il suo nuovo thriller, intitolato “Le notti di Odino”, Beatrice Fiaschi si conferma una voce fresca e sapiente del panorama letterario italiano.
Leggere “Le notti di Odino” di Beatrice Fiaschi è come immergersi in un lago oscuro. I primi passi paiono offrire solo dei leggeri brividi, ma man mano che si sprofonda nell’abisso i fremiti crescono d’intensità e, a un certo punto, si è totalmente sopraffatti dalla storia e non si può più tornare indietro. Voltare pagina diventa dunque una necessità e non si può che entrare in apnea fino alla conclusione del romanzo.
Quello che colpisce fin dalle prime battute è, ancora una volta, lo stile. La Fiaschi non scrive, ma tesse una trama, sussurra parole e dipinge immagini vivide. In principio era il verbo, si legge nelle sacre scritture, e questo romanzo ce lo ricorda a ogni pagina.
Poi arriva la vicenda, che si sviluppa lungo due sentieri: da un lato la scomparsa di Alan, paziente di una clinica psichiatrica e dall’altro una serie di delitti a sfondo esoterico che sembra in qualche modo legato proprio alla persona fuggita (o rapita?).
Il fatto di ambientare la vicenda in una struttura sanitaria è uno dei punti di forza del romanzo. Gli ospedali psichiatrici hanno sempre un fascino particolare, ma l’autrice è brava nell’evitare facili sensazionalismi e opta per una descrizione realistica del quotidiano delle persone che vivono in questo tipo di struttura, sia che essi siano pazienti o personale sanitario.
La protagonista è Anna Leone, la psicologa che si occupava di Alan prima della sua scomparsa. Anna è un personaggio toccante, piena di fragilità che la rendono reale e umana. Al tempo stesso è una donna che, nonostante le delusioni, riesce ancora a sperare e ad amare.
Per via del suo rapporto speciale con il paziente scomparso e dei suoi studi in criminologia, Anna viene reclutata da Maria Grazia Colonna, ispettrice responsabile dell’indagine. Le due donne iniziano così una collaborazione reciprocamente proficua in cui le loro differenze si riveleranno un potente motore delle indagini.
Interessanti e ben delineati anche i personaggi maschili, da Matteo, il capo della struttura sanitaria, ad Andrea, uno degli inservienti, così come Alan e André.
Chi ha avuto il piacere di leggere “La vasca”, il precedente romanzo di Beatrice Fiaschi, sarà felice di ritrovare quel mondo onirico che è la firma di questa talentuosa autrice e che conferisce all’opera un elemento magico e misterioso di indubbio fascino.
In sintesi, “Le notti di Odino” è un noir con forti richiami esoterici che saprà conquistare anche i lettori più esigenti grazie a una prosa ricercata ed elegante.
Traduzione:
Editore: IL VIANDANTE
Pagine: 272
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Beatrice Fiaschi è scrittrice, giornalista pubblicista, insegnante di scrittura creativa. Ha esordito con “La leggenda del cane rosso” (Rapsodia, 2017), per poi pubblicare “L’essenza fatale” (Ianieri, 2021). “La vasca” (Il Viandante, 2023) risulta «Miglior storia nera» al premio “Barga Noir”, finalista al premio «Lago Gerundo» e riceve una menzione al premio «Ombre Gialle». Ha ricevuto il primo posto al «Garfagnana in Giallo 2025» nella sezione racconti inediti. “Le notti di Odino” (Il Viandante, 2025) ha ricevuto il premio speciale della giuria al «Premio Alsium» di Ladispoli.

Domande all’autore
1. Presenta il tuo romanzo spiegandone l’approccio generale, la vicenda (senza fare spoiler), i personaggi e le particolarità che lo rendono unico.
Il mio nuovo romanzo “Le notti di Odino” racconta la storia di un serial killer che si aggira tra le nebbie di una oscura periferia romana uccidendo persone senza un particolare target e marchiando i loro corpi con le rune, simboli dell’antico alfabeto norreno. In contemporanea, un pericoloso paziente psichiatrico abbandona la clinica dove è ricoverato proprio nella notte in cui iniziano i delitti, spingendo la Polizia a cercare corrispondenze tra le due vicende.
Sarà di grande apporto alle indagini l’intervento della psicologa e quasi criminologa Anna Leone che conosce molto bene il paziente scomparso così come il linguaggio misterioso ed evocativo delle rune. La particolarità di questo romanzo credo che risieda nello sfruttare la struttura del giallo classico arricchendone il contenuto con un torbido viaggio nella psiche dei personaggi, lasciando emergere il ritratto di una Roma nera e violenta dove l’impronta esoterica ne sfuma ancora di più i contorni.
2. Parlaci del (o dei) protagonista (isti). Descrivi caratteristiche, aspetti marcanti, punti di forza e difetti.
Anna Leone è una donna tridimensionale e moderna che, come molte donne nate negli anni Ottanta, ha ereditato un rapporto difficile con il lavoro, la madre e gli uomini. Anna viene esplorata nei suoi aspetti di luce e ombra mentre è alle prese con un profondo arco di trasformazione che si snoda insieme alle indagini: per la Polizia, infatti, il suo apporto sarà fondamentale, risolutivo. Anna è sempre stata dotata di una spiccata sensibilità, super-potere che ha lasciato sfiorire in favore di un cinismo volto a proteggere il suo ego ferito.
Sarà proprio attraverso la risignificazione del suo femminile più autentico, creativo e alchemizzante che Anna riuscirà a sanare le ferite da abbandono e rifiuto inferte durante la sua infanzia tradita. Anna è stata infatti una bambina triste, bullizzata dai compagni di classe, non ricambiata dal primo amore Andrea tra i banchi di scuola. Il messaggio della sua storia è che il riscatto è sempre possibile se ci si concede un’altra possibilità.
3. Presentati ai nostri lettori: chi sei e qual è il percorso che ti ha portato a scrivere dei romanzi? Perché hai scelto un romanzo thriller/giallo/noir? Quale elemento caratteristico di questo genere letterario ti sembra interessante?
Sin da piccola mi interessava soltanto scrivere. Intrapresi così il mestiere della giornalista prima e della scrittrice poi, appassionandomi all’editoria. Ho costruito negli anni la mia professionalità all’interno del settore editoriale, collaborando con editori e agenzie letterarie, muovendomi infine come editor free-lance, insegnante di narratologia e scrittrice noir. Il crime a 360 gradi è ciò che ho sempre letto e guardato sia al cinema che in tv.
I miei gusti, partiti da avventura e action, si sono orientati poi su grandi classici come Arthur Conan Doyle e Agatha Christie che hanno settato le regole dei meccanismi crime. Nonostante io legga anche altri generi, quando mi approccio a scrivere, è come se il mio gesto scrittorio primitivo si riuscisse a esprimere solo attraverso il noir, come se fosse ormai parte integrante di me. Penso che sia proprio la modalità d’inchiesta e scavo tipica del noir ciò che più mi attira nella composizione, qualcosa di molto simile al giornalismo.



