La farfalla dei ghiacciai di Paola Gianni

La farfalla dei ghiacciai
Tra Torino e la Val di Susa, detective improvvisati sulle tracce di un’ereditiera scomparsa animano un brillante cozy crime.

La farfalla dei ghiacciai

Recensione di: Barbara Casavecchia

TRAMA:

Un dipinto venduto da un misterioso intermediario trascina il gruppo dei Dumb Witness, quattro cinquantenni appassionati di gialli, sulle orme della ricca ed eccentrica ereditiera Matilde Ongran. Al loro arrivo, però, l’appartamento della donna è vuoto, e sembra che lei stessa prima di svanire nel nulla abbia voluto lasciare degli indizi per essere trovata. La scomparsa spinge gli improvvisati detective a esplorare i negozi di antiquariato più esclusivi di Torino e le loro ricerche li conducono fino alle silenziose montagne della Val di Susa, in un piccolo borgo dove credono che Matilde sia tenuta prigioniera. Enigmi da decifrare e sorprendenti incontri accompagneranno Veronica e i suoi amici in un percorso dove la verità sembra sempre sfuggire, fino all’ultima, inaspettata scoperta.

RECENSIONE:

“La farfalla dei ghiacciai” è il romanzo d’esordio di Paola Gianni, pubblicato nel mese di ottobre da Golem Edizioni per la collana Le Vespe.

Al centro della storia troviamo quattro cinquantenni torinesi, legati da una passione comune per la letteratura poliziesca che, in omaggio ad Agatha Christie, si fanno chiamare i Dumb Witness. La vendita di un quadro li trascina in un’indagine improvvisata sulla misteriosa scomparsa della miliardaria Matilde Ongran e della sua insegnante di yoga. Per dare una scossa alla loro vita decidono di seguire gli indizi lasciati dall’eccentrica ereditiera, intraprendendo un viaggio che li condurrà da Torino fino ad un borgo alpino della Val di Susa.

“La farfalla dei ghiacciai” è un giallo fuori dagli schemi, non cerca l’effetto sorpresa né l’azione, ma gioca con l’ironia e la riflessione. Lo stile è insieme elegante e asciutto, i dialoghi brillano per ritmo e sono scanditi da un sarcasmo sottile e ben calibrato.

Risulta essere un gradevole cozy crime che predilige atmosfere leggere e ironiche rispetto al giallo tradizionale, e si distingue per il tono narrativo che riesce a coinvolgere il lettore senza mai scivolare nel cupo o nel drammatico.  Il punto di forza del testo è proprio quello di essere un mystery dove la tensione si stempera grazie a personaggi eccentrici e atmosfere suggestive. 

Un ulteriore elemento di pregio del romanzo è la presenza di numerosi riferimenti letterari e cinematografici, che arricchiscono la narrazione e la collegano a una tradizione investigativa ben radicata nell’immaginario collettivo. Paola Gianni non si limita a costruire un mistero originale, ma inserisce citazioni e richiami a figure iconiche come Philippe Marlowe, il detective hard-boiled dalla disincantata lucidità, il geniale e apparentemente distratto Tenente Colombo, la sagace e osservatrice Miss Marple, fino alla popolare Jessica Fletcher de “La signora in giallo”.

Questi riferimenti hanno una duplice funzione: da un lato offrono al lettore un terreno familiare, richiamando archetipi investigativi molto conosciuti dal grande pubblico e dall’altro creano un contrasto ironico con i protagonisti del romanzo.

Paola Gianni ci regala un giallo senza inseguimenti, né pistole, con tante supposizioni sbagliate e detective improvvisati, ma che funziona alla grande. Un cozy crime, genere più diffuso soprattutto in ambito anglosassone, che qui trova una declinazione originale e radicata nel contesto italiano: una versione che riflette la sabaudità e l’eccentricità di Torino, città in cui gli abitanti portano nel loro carattere la memoria della storia sabauda e la trasformano in tratti distintivi di ironia, rigore e curiosità.

Il finale non è scontato e lascia intendere che forse sentiremo ancora parlare dei Dumb Witness e delle loro goffe intuizioni.

Editore: Golem Edizioni

Pagine: 280

Anno di pubblicazione: 10 ottobre 2025

AUTORE:

Paola Gianni

Paola Gianni è nata a Torino dove vive con “due bipedi” e “due quadrupedi”. Si è laureata in architettura, ma invece di progettare case ha scelto di restaurare dipinti. Tra un paesaggio e una natura morta non ha mai smesso di scrivere storie e racconti fino a quando il sogno di pubblicare un romanzo si è concretizzato. Il suo libro d’esordio è La farfalla dei ghiacciai, pubblicato da Golem Edizioni. Ha vinto anche il premio “Segnalibro d’oro 2025” con il racconto “Sogno lucido”.

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