Controbuio. Vivere e morire al casinò di Sanremo di Orso Tosco

Controbuio
“La manager ha un mancamento. Per fortuna Luigino non solo la sorregge, ma ha persino la prontezza d’animo di far finta che si tratti di un passo di danza».“

Controbuio

Recensione di: Luca Ronzoni

TRAMA:

Tonino, un vecchio pussettista ovvero un baro della roulette cerca l’aiuto di Orso Tosco. La richiesta è strana: fare luce su un caso di quasi cinquant’anni prima, l’omicidio di Francesco Russello, ristoratore prestasoldi che nel suo locale di Sanremo accoglieva a tarda notte i croupier e le altre figure, dentro o fuori la legalità, orbitanti intorno al casinò. C’è di mezzo un tesoro, assicura Tonino…

Orso prova a sottrarsi (“Sono nato nel 1982”) ma l’altro insiste e, da bravo pussettista, spinge la fiche vincente, chiedendo: “vuoi tradire la memoria di quel grand’uomo di tuo padre?” perché il padre di Orso era un croupier del casinò di Sanremo, conosceva Tonino, conosceva tutti i personaggi e tutte le storie. e dunque il figlio, pure giallista, non potrà che indagare.

RECENSIONE:

Controbuio …un romanzo corto, quasi un racconto, adrenalinico, da grande schermo, zeppo di personaggi più o meno curiosi in un amalgama ottimamente riuscito.

Ecco l’ultimo lavoro di Orso Tosco che in Controbuio Vivere e morire al casinò di Sanremo ci regala una galleria di personaggi con una scrittura ipnotica e coinvolgente. Romanzo, sceneggiatura o pièce teatrale: al lettore l’ardua catalogazione.

Per chi scrive una bellissima prova dell’autore.

L’ambientazione è efficace e ben riuscita. Siamo a Sanremo, durante la settimana del Festival, con la città pronta a brillare sotto i potenti riflettori della musica e della televisione. Ma una tempesta improvvisa si abbatte sulla Riviera, spegnendo luci e fasti, e trasformando la sfolgorante Città dei Fiori in un luogo spettrale, sfigurato da vento e pioggia torrenziale.

Palchi smontati, addobbi travolti, strade allagate: la natura ribelle diventa un cupo e scomodo controcanto alla leggerezza del Festival. Ed è in questa apocalittica cornice che prenderà corpo l’indagine, una sorta di ricerca mal riuscita, di Orso e Tonino, ma anche un viaggio nella memoria e nelle storie dimenticate. Orso Tosco in Controbuio ci porta nell’oscurità umana ed è in questa oscurità che Tosco ambienta e mette in scena il suo teatro umano. Un teatro nel quale si ricompongono e sintetizzano memoria storica e microstorie oscure, senza retorica, con l’appoggio della cronaca del vissuto e l’intensità dell’umanità.

In questo contesto Controbuio non è solo un noir: è un omaggio alla notte, al Casinò e ai personaggi che vi gravitano attorno, alla memoria di un mondo. Un racconto che celebra l’irregolarità, il lecito e l’illecito, tra momenti esilaranti e profondamente umani.

Folle, divertente, coinvolgente e fuori dagli schemi; eccentrico e, nello stesso tempo, particolare e quasi incomprensibile.

Da leggere, tuffarcisi senza cercare di capire ma lasciandoci trasportare in una notte di pazzia nella riviera dei fiori!

Editore: Ubago Press

Pagine: 150

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Orso Tosco

Orso Tosco, scrittore e sceneggiatore, è nato a Ospedaletti nel 1982. Tra i suoi libri, i romanzi Aspettando i naufraghi (2018) e London voodoo (2022), entrambi pubblicati da minimum fax, e Nanga Parbat. L’ossessione e la montagna nuda (66thand2nd, 2023, finalista al premio The Italian Review). Con L’ultimo pinguino delle Langhe (2024, vincitore del premio Provincia in giallo e del premio Scerbanenco) ha inaugurato la serie del «Pinguino» per Nero Rizzoli, poi proseguita con La controra del Barolo (2025).

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