Gang bang rosso sangue
Recensione di: Veronica Geraci
TRAMA:
Estate 1991. La nave Vlora arriva a Bari con i suoi 20.000 profughi albanesi. Autunno ’91. Brucia il teatro Petruzzelli. Nell’arco di questi tre mesi una sequenza di omicidi colpisce giovani maschi benestanti, tra feste notturne a base di cocaina e sesso di gruppo della Bari bene. Il primo cadavere è ritrovato da quattro ragazzi nel Boschetto delle fate. Saranno proprio loro a fornire un prezioso contributo alle indagini, guidate da un commissario tormentato dal proprio passato. I principali sospettati sono i membri di una famiglia tedesca disfunzionale, costretti a fuggire dal loro piccolo villaggio nella Foresta Nera dopo un altro orrendo assassinio. Scoprire la verità sarà impresa ardua.
RECENSIONE:
In un periodo nel quale tutto viene stravolto, segnato da cambiamenti politici, sociali ed economici, quanto diventa difficile rimanere estranei mantenendo le giuste definizioni di accettazione e benessere?
“Gang bang rosso sangue”, edito da Brè Edizioni è un testo ambientato nei primi anni ’90, in una Bari, forse, non ancora pronta ad accogliere i profughi dei famosi “barconi”, gestire l’immigrazione e tutto ciò che ne consegue.
Dikotomiko, narra tutti gli aspetti di una società che si fa trascinare nel baratro del disfunzionale, e ne subisce gli effetti. Tutti sembrano avere vizi insospettabili e scheletri nascosti, che restano tali non per molto, anche chi all’apparenza sembra innocuo non lo è, e chi genera dubbi o incute timore aggiunge oscurità a una società in bilico.
In questa situazione di “crisi” viene ritrovato un cadavere, un uomo brutalmente ucciso che sarà solo il primo di una serie.
I sospetti ricadono su diversi soggetti che vivono ai margini, persone che vengono guardate con soggezione, spesso disprezzo.
A capo delle indagini c’è il commissario Pàstina, un uomo in conflitto con sé stesso, con un passato che lo rende nervoso e tormentato, forse però, vista la situazione, è la persona più giusta, un poliziotto che sembra aver già perso tutto e per questo non si ferma, non si fa confondere dal caos generale che aleggia nella città.
Parallelamente, quattro ragazzi, ben integrati negli ambienti giusti e con molte conoscenze, tra le quali alcune delle vittime, cercheranno di scoprire chi ci sia dietro agli efferati assassinii.
Nel testo ci sono molte descrizioni di feste proibite, uso sconsiderato di alcol e sostanze stupefacenti, racconti più o meno dettagliati su chi certi ambienti li vive, da personalità di spicco immischiate in faccende poco chiare, a vizi illegali alla portata di tutti, fino a comportamenti palesemente rischiosi che danno una visione piuttosto negativa della “Bari bene”.
Il testo di “Gang bang rosso sangue” non risulta molto scorrevole. Da una parte, proprio per la varietà di personaggi non troppo caratterizzati, spesso il lettore si trova a leggere riflessioni che non sono subito riconducibili a chi le fa. Altro ostacolo sono le diverse vicende, che a tratti sembrano essere scollegate tra loro, rallentando la lettura.
Purtroppo, per i motivi sopra citati, diventa difficile appassionarsi alla storia ed empatizzare con i personaggi, compreso il commissario.
Editore: Brè Edizioni
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Dikotomirko è Mirco Moretti, 54enne. Con Massimiliano Martiradonna compone il microcollettivo Dikotomiko. Collabora con il Monster Fantastic Film Festival di Taranto, e con riviste di settore cinematografico: “Nocturno” in primis. È appena uscito il terzo saggio a firma Dikotomiko. Gang Bang rosso sangue è il suo esordio nella narrativa.