Whistle. Trenini assassini
Recensione di: Alessandra Colombo
TRAMA:
Dopo un anno segnato da tragedie, l’illustratrice Annie Blunt si trasferisce con il figlio Charlie in una cittadina di provincia, sperando in un nuovo inizio. Ma quando Charlie scopre un vecchio trenino in un capanno, strani eventi iniziano a turbare le loro vite. Un fischio nella notte, disegni inquietanti, presenze invisibili: qualcosa di oscuro si è messo in moto. E non ha intenzione di fermarsi. Linwood Barclay costruisce un thriller soprannaturale alla Stephen King, un romanzo che fa per i trenini giocattolo ciò che Chucky ha fatto per le bambole.
RECENSIONE:
Dopo una carriera di tipo giornalistico, Linwood Barclay si è dedicato con grande successo alla sua passione per la scrittura. Questa passione l’ha ripagato in breve tempo inserendolo a pieno titolo tra i più quotati scrittori di thriller americani. Il suo ultimo thriller “Whistle. Trenini assassini” pubblicato in Italia da Nutrimenti Editore è ricco di carattere e altamente coinvolgente.
Lontano dai suoi ultimi romanzi, “Whistle” è un thriller dalle tinte horror e paranormale, con un forte richiamo ai grandi romanzi di Stephen King, che ha personalmente espresso all’autore il suo parere dopo averlo letto prima della pubblicazione.
La protagonista principale è Annie Blunt, illustratrice di libri per l’infanzia e vedova da poco, che si trasferisce nella cittadina di Lucknow sperando di riuscire a condurre una vita normale con il figlio Charlie, dopo la tragica e improvvisa scomparsa del marito.
Altri protagonisti si alternano tra le pagine con le loro storie legate da un filo sottile che porta inevitabilmente alla presenza nella loro vita, di un modellino di treno.
Un semplice trenino elettrico che è sempre stato simbolo di passione, divertimento e spensieratezza, si trasforma invece in annuncio di sventure ed episodi paranormali.
Spesso sembra di sentire nell’aria il fischio di un treno che con prepotenza inquietante si insinua nella mente di chi lo sente, anche dove i binari sono arrugginiti e abbandonati da anni. I fatti sembrano tutti contemporanei ma, dopo attenta osservazione e molte pagine, si comprende che ci sono due piani temporali separati da venticinque anni e da una catastrofe senza precedenti.
La struttura del romanzo di Barclay è semplice ma densa di elementi fondamentali per lo sviluppo narrativo: primo tra tutti il ritmo serrato degli avvenimenti, la suspense sempre al massimo e lo schema ripetuto che inserisce alla fine di ogni capitolo un indizio, una parola, un particolare che scatena immediata curiosità e trascina il lettore al capitolo successivo con grandi aspettative sempre ripagate.
La storia è molto articolata, sono tante le sfumature da cogliere e apprezzare, come anche la fantasia che ha permesso lo sviluppo di una trama tanto assurda quanto vincente.
Le scene di crimini e delitti sono descritte con dovizia di particolari e con un realismo incredibile. Tutto è studiato ad arte e niente è scritto per caso. Lo stesso Linwood Barclay nel suo sito personale dichiara di prendere ispirazione per le sue storie da momenti di vita quotidiana, in particolare da “everyday anxieties”, ansie di tutti i giorni: dalla paura di non aver chiuso la porta al timore di un crimine alla porta accanto.
Si comprende quindi come la vita quotidiana delle famiglie coinvolte nella storia sia in perfetta sintonia con lo stile e il modo di pensare dell’autore e sia diventata lo sfondo perfetto per questo macabro e angosciante romanzo.
Atmosfera inquietante, eventi inspiegabili, personaggi realistici e fortemente caratterizzati contribuiscono in egual parte alla buona riuscita di “Whistle”, un libro da assaporare pagina dopo pagina per giungere all’attesissimo gran finale che lascia a bocca aperta.
Sul nostro sito potete apprezzare ulteriormente la penna di Linwood Barclay con le nostre recensioni di “Fino a toglierti il fiato” e “Trovali per primo”.
Editore: Nutrimenti
Pagine: 480
Anno di pubblicazione: 2025
Traduzione: Nicola Manuppelli
AUTORE:

Linwood Barclay è nato negli Stati Uniti, è cresciuto e vive in Canada. Dopo una laurea in Lettere, ha iniziato a collaborare con varie testate, tra cui il «Toronto Star», su cui ha tenuto una rubrica fissa dal 1993 al 2008, quando si è ritirato per dedicarsi interamente al mestiere di scrittore. “Senza dirsi addio” (Piemme, 2009), tradotto in oltre trenta lingue, è stato un bestseller in tutto il mondo e addirittura il libro più venduto del 2008 in Gran Bretagna.
Successo replicato da “Il vicino di casa” (Piemme, 2010), vincitore dell’Arthur Ellis Award (il principale premio riservato ai thriller in Canada) e n°1 su Amazon.fr, e da “Prima che sia troppo tardi” (2012). Nel 2013 Piemme ha pubblicato il suo thriller “Non voltarti indietro”.