Successo insanguinato
Recensione di: Giulia Capacchietti
TRAMA:
10 maggio 1994: durante l’esecuzione di John Wayne Gacy e il battesimo di Jeffrey Dahmer, un’eclissi solare oscura il cielo e una nuova vita nasce. Questo è l’inizio del nuovo romanzo di Johnny Green, scrittore solitario e ludopatico, che vive con la gatta Licya e che ha per unica amica Gloria, la sua editor.
10 maggio 2015: a Genova la marchesa Luigina Sforza Rondelli viene uccisa in casa. Il commissario Antonio Maria si trova ad affrontare un’indagine complessa. Tra false testimonianze e depistaggi, un altro omicidio scuote la città. Mentre l’assassinio della marchesa si risolve, il secondo caso si rivela più complesso e un terzo omicidio complica ancor di più le indagini. La risonanza mediatica porta in auge i libri di Johnny e l’avido editore sfrutta la pubblicità gratuita, mentre la linea tra finzione e realtà si assottiglia sempre più.
RECENSIONE:
Approcciando “Successo insanguinato: Genova, il filo rosso del delitto“ scritto da Laura Giudici ci si aspetterebbe un giallo più profondo, ma la lettura si rivela piuttosto deludente.
La storia si sviluppa su diversi piani narrativi, collegando omicidi, scrittura e riflessioni sul rapporto tra realtà e finzione. Un approccio che fatica a mantenere equilibrio e tensione costanti. L’indagine procede in modo frammentato, con diverse linee narrative che dovrebbero incoraggiare il lettore a ricostruire la storia come un puzzle, ma che in realtà rendono la lettura più pesante, soprattutto per chi cerca un ritmo più rapido e una progressione più lineare.
Anche i personaggi seguono questa linea: sono interessanti nelle intenzioni, ma non sempre efficaci nella realizzazione. Il commissario incaricato delle indagini, Antonio Maria, sembra solido e credibile, ma rimane spesso legato a un ruolo funzionale, più osservatore che vero motore emotivo della storia. Accanto a lui, lo scrittore Johnny Green, che dovrebbe essere la figura centrale, a volte appare distante, come se la sua complessità rimanesse più suggerita che esplorata.
Uno dei problemi di “Successo insanguinato” sono, dunque, i personaggi: rimangono tutti in superficie, poco caratterizzati, con reazioni prevedibili e privi di una vera profondità psicologica. Anche chi dovrebbe sostenere il peso dell’indagine non riesce mai a essere veramente credibile o interessante. Non c’è evoluzione, non c’è conflitto interno, non c’è nulla che li renda memorabili. I dialoghi stessi, inoltre, non aiutano: sono piatti, spesso funzionali solo per far avanzare la trama, senza naturalezza né ritmo. Mancano di tensione, di sottotesto, di quelle sfumature che rendono una conversazione viva e significativa.
Infine, l’indagine è lineare e priva di veri colpi di scena. Tutto procede senza sorprese, con passaggi prevedibili e soluzioni che si intuiscono con largo anticipo. Non c’è mai quella sensazione di sfida intellettuale o di crescente inquietudine che dovrebbe accompagnare un buon giallo.
Un altro aspetto critico di “Successo insanguinato” è il modo in cui viene descritta la relazione amorosa tra due protagonisti. Invece di arricchire la trama, questa relazione appare quasi sommaria, esposta in maniera superficiale e mai davvero esplorata. Le loro interazioni risultano spesso forzate, come se l’autrice, Laura Giudici, le avesse inserite per dare un tocco personale al racconto, senza riuscire, però, a integrarle realmente con la narrazione.
Si avverte una mancanza di evoluzione nei sentimenti e nelle difficoltà: i dialoghi sembrano privi di personalità, senza quella profondità emotiva necessaria a rendere autentica la connessione tra personaggi adulti e complessi. Di conseguenza, la relazione non riesce a catturare l’interesse e rimane in secondo piano, quasi un elemento non necessario.
Ne deriva un legame che non influisce sulla crescita dei protagonisti né sull’andamento della storia, lasciando l’impressione di una possibilità non sfruttata. Maggiore attenzione alla psicologia dei personaggi e uno stile di scrittura più attento alle emozioni avrebbero potuto rendere questo rapporto molto più significativo e coinvolgente.
In definitiva, “Successo insanguinato” è un libro che si legge velocemente, ma che lascia ben poco una volta chiuso. Un’occasione sprecata, soprattutto per chi ama i gialli costruiti su personaggi solidi e indagini capaci di mantenere alta l’attenzione.
Editore: Ugo Mursia Editore
Pagine: 324
Anno di pubblicazione: 16 luglio 2025
AUTORE:
Laura Giudici è nata a Genova nel 1973, città in cui vive tutt’oggi e ambienta le sue storie. Ha fatto parte di una compagnia teatrale, portando in scena alcune commedie e opere dialettali di Gilberto Govi. Nel 2022 ha esordito in editoria con il racconto lungo Giovane randagia. Nel 2023 apre il canale YouTube “La Parola all’Autore”, dove dà voce agli autori emergenti approdati alle grandi case editrici e a professionisti del settore. Nel 2024, sotto lo pseudonimo di L. Jury, ha pubblicato i racconti thriller La valigetta e La busta. Questo libro segna l’esordio nei romanzi.