Il prezzo della verità di Michael Wendroff

Il prezzo della verità
“Ricorderò il giorno in cui sono morto per il resto della mia vita”

Il prezzo della verità

Recensione di: Daniele Casumaro

Trama:

Jack Ludlum e Jill Jarred sono due detective agli antipodi: lui concreto e impulsivo, lei brillante e intuitiva. Costretti a collaborare per risolvere una serie di omicidi che terrorizzano una cittadina americana, si ritrovano immersi in un’indagine che li porterà a confrontarsi con il mondo oscuro degli incel, dei suprematisti bianchi, e con un giovane fragile e manipolabile. Mentre le tensioni tra autorità locali e FBI aumentano e i media alimentano il caos, Jack e Jill dovranno mettere da parte le loro divergenze per fermare un killer che sembra agire secondo una logica distorta di giustizia. Ma è davvero un serial killer? O qualcosa di molto più complesso?

Recensione:

Inizio travolgente, un’operazione di polizia che sfocia in una sparatoria con annesse vittime, salvataggi, eroismi e un senso di giustizia compiuta.

E’ così che si presenta “Il prezzo della verità” di Michael Wendroff.

Leggere le prime pagine di questo romanzo è elettrizzante, un po’ come salire su un treno in corsa.

Un’America sopraffatta dalle tensioni sociali, in cui i nuovi filonazisti si riuniscono in bande e disseminano morte e violenza, facendo precipitare la comunità in un abisso di terrore.

I suprematisti bianchi intendono ricacciare gli immigrati, di qualunque razza o estrazione sociale essi siano, neri, messicani, poliziotti, giudici, lavapiatti, camerieri, non fa alcuna differenza, l’importante è uccidere, e lanciare un segnale, “non siete più i benvenuti”.

A loro si uniscono gli incel, i “celibi involontari”, giovani soli e sbandati che vengono facilmente reclutati online con la promessa di nuove amicizie e nuova vita.

E poi c’è lui, il killer del KKK, che sceglie le sue vittime in base al colore della pelle e le uccide dalla distanza, con un fucile di precisione.

A fare da contraltare c’è uno sceriffo inetto e ubriacone, e ci sono forze di polizia, locale e statale, prive dei mezzi necessari per arginare questa spirale di violenza.

Senza dimenticare l’FBI, sgradita a tutti, in particolare allo sceriffo, che rifiuta qualunque tipo di interferenza e di aiuto.

Quindi le premesse ci sono tutte, la trama è avvincente, e soprattutto attuale.

L’autore non crea atmosfera per coinvolgere, bensì travolge con il ritmo narrativo e il lettore si prepara a un viaggio adrenalinico e turbolento.

Purtroppo, non appena si inizia a pregustare il proseguo, inspiegabilmente il ritmo si ferma.

Sembra fermarsi continuamente e più del necessario, senza aggiungere o togliere elementi che abbiano una rilevanza tale da risollevare la narrazione.

I Flashback sono lunghi, troppo dettagliati e spesso inutili.

Michael Wendroff ha il pregio di una scrittura asciutta e semplice, che rende piacevole e immediata la ripartenza, e ogni volta che torna sul binario la voglia di leggere riprende vigore.

I due personaggi principali, gli ispettori Jack e Jill, sono una coppia che si presenta bene e promette scintille, purtroppo però si perdono in continue e reciproche punzecchiature che a un certo punto sfociano in una passione sessuale incontrollabile.

Noi che li abbiamo appena conosciuti, non possiamo né gioire con loro dei piaceri della carne, e neanche apprezzare i ripetuti compiacimenti che si scambiano riguardo alle loro illustre carriere.

Se da una parte Jack e Jill sono l’anello debole del romanzo, dall’altra c’è il giovane Saint, un ragazzo solo e manipolabile, che viene descritto alla perfezione.

La sua ascesa nel braccio violento dei suprematisti bianchi ricorda per certi tratti un capolavoro del cinema come American History X.

Anche i tre capibranco che si dividono il controllo delle bande sono personaggi iconici e reali, seppur nella loro follia.

Le indagini portano alla collaborazione tra polizia statale e federali, con l’arrivo di nuovi personaggi più o meno riusciti, che sgomitano, si detestano e si scambiano occhiatacce.

Tra i tanti spicca Doug, profiler dell’FBI, risoluto e sicuro di sé.

Sarà lui a portare ordine nelle indagini, e a guidare Jack e Jill nella direzione giusta.

“Il prezzo della verità” di Michael Wendroff è un esordio che suona un po’ come un’occasione mancata, ma vale comunque una lettura.

Se il ritmo battente delle premesse iniziali fosse stato mantenuto, sarebbe potuto diventare davvero un gran bel viaggio nell’anima oscura dell’America.

Nonostante i vari Doug, Tracy, Jack e Jill, Il cuore del romanzo resta il giovane Saint, un anima fragile che si sforza di sembrare forte, che si prende sulle spalle un carico che non può trasportare, vittima di un mondo che non gli ha mai dato neanche una possibilità.

Traduzione: Eleonora Motta e Demetra Amadasi

Editore: Newton Compton

Anno di pubblicazione: 2025

Pagine: 288

Autore:

Michael Wendroff

Michael Wendroff- ha lavorato per anni nel mondo del marketing e dell’editoria prima di realizzare il sogno di scrivere un romanzo. ”Il prezzo della verità” è il suo romanzo d’esordio, nato durante la pandemia.

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