Intervista a Elisa Bertini
DOMANDE DI: Michelangela Barba
SPAZIO CURATO DA: Ilaria Ambrosi

Buongiorno cari lettori, la graditissima ospite del nostro spazio interviste di oggi è Elisa Bertini con il suo libro “Linfa nera. La prima indagine di Lena Malinverni, botanica forense” (SEM, 2025) letto e recensito qui dalla nostra Michelangela.
Elisa Bertini, nata a Ravenna nel 1988, è scrittrice e giornalista italiana. Laureata in Letteratura Italiana, ha vissuto per anni nel Regno Unito prima di rientrare a Ravenna, dove vive con il compagno, i gatti e innumerevoli libri. Ha esordito con romanzi brevi come “Byron a pezzi” (Fernandel) e “I diari di Seaport” (Castelvecchi), seguiti da gialli come “Nerocuore” (Giallo Mondadori) e la serie per ragazzi “La banda degli invisibili” con Franco Forte (Mondadori). Nel 2025 pubblica il thriller “Linfa nera” (SEM), esordio della botanica forense Lena Malinverni: successo critico, opzionato per una serie TV. Voce emergente del noir, unisce suspense, territorio e scienza.
ELISA BERTINI: Ciao amici di Thriller Life, molto piacere di essere vostra ospite!
THRILLER LIFE: Ci sarà una nuova avventura di Lena Malinverni, la botanica forense protagonista di “Linfa Nera”? Il sottotitolo che precisa “prima indagine” ci lascia ben sperare…
ELISA BERTINI: Hai capito bene dal sottotitolo, e lo confermo: sì, ci sarà presto una nuova indagine della botanica forense Lena Malinverni e del ruvido commissario Massimo Severi, anche se non posso ancora svelare troppo della trama! Posso solo anticipare che questo secondo volume della serie alzerà l’asticella e il livello di tensione dell’indagine, che metterà a dura prova Lena e la sua squadra…
TL: Da dove nasce il tuo interesse per la botanica forense? E come hai fatto per acquisire le competenze necessarie?
ELISA BERTINI: Il mio interesse per questa scienza particolare nasce, come spesso accade per molte storie, da un “incontro” del tutto casuale! Nello specifico, è nato ormai sette anni fa: mi trovavo in vacanza nelle Cotswolds col mio compagno (abbiamo vissuto nel Regno Unito per 5 anni e, da quando siamo tornati a vivere in Italia, ogni anno torniamo in vacanza nella nostra “seconda casa”) e avevo appena proposto al mio agente letterario – Piergiorgio Nicolazzini – la trama germinale di “Linfa Nera”, che però… aveva una protagonista ben diversa!
Ovvero, la “detective” che indagava era una giornalista di cronaca nera, come me, che da ormai 10 anni lavoro per un quotidiano della mia città. Ma… secondo me mancava qualcosa, quel famoso “quid” che tanto si va cercando nel mondo editoriale: la domanda specifica che mi facevo spesso era “in un mondo pieno di gialli e thriller con tanti giornalisti che indagano, cosa può aggiungere la mia protagonista di più”? E la risposta onesta era: “nulla, o poco e niente”. Ecco perché mi serviva un tipo di investigatore che ancora non esisteva nel panorama letterario.
E qui torniamo alla vacanza… quel giorno avevamo visitato uno dei tanti bellissimi paesini delle Cotswolds e io, curiosa come sempre, avevo preso, da non ricordo quale pub, un giornale gratuito che parlava di vari argomenti riguardanti quella contea. La sera stessa poi, mentre il mio compagno faceva la doccia e io lo aspettavo bella comoda in poltrona nella nostra stanza d’hotel in attesa di andare a cena, ho deciso di sfogliare il famoso giornaletto: ed è lì che l’ho trovata, la mia nuova (per me e per il panorama del thriller) investigatrice!
C’era infatti un breve trafiletto che parlava dell’uscita del memoir della botanica forense Patricia Wiltshire, e in poche parole descriveva in cosa consisteva questa affascinantissima tecnica investigativa… Bam! Amore a prima vista! Il resto della serata l’ho passato a parlarne fitto fitto col mio compagno, tra pinte di birra e appunti scribacchiati su qualunque cosa mi capitasse a tiro. Avevo trovato il mio tesoro!
TL: Scrivere per adulti e scrivere per ragazzi: cosa metti in gioco di te in ciascuna delle due cose?
ELISA BERTINI: Bella domanda…! Allora, scrivendo per adulti do sfogo alla mia parte più cupa e insieme più speculativa e cerebrale, quella (che si intreccia col mio lavoro di giornalista) che ogni volta che incappa in un articolo di cronaca nera particolare mi fa domandare “e se…?”.
Scrivere per ragazzi invece mi fa tornare, per l’appunto… una ragazzina! E questo è davvero impagabile, ancor più di poter scrivere per adulti, me ne rendo conto ogni anno che passa. Dopotutto, il mio amore per le storie è nato proprio da piccola, con una serie iconica che molti di voi ricorderanno: i mitici “Piccoli Brividi” di R. L. Stine! PS: grazie mamma per avermeli lasciati leggere (altri genitori li reputavano troppo spaventosi per dei “bimbetti”) e avermeli comprati tutti!
TL: Secondo la tua personale esperienza meglio vivere a Ravenna o sull’isola di Wight (dove hai abitato)? Ci spieghi le ragioni della tua scelta?
ELISA BERTINI: Questa domanda non ha una risposta univoca: ti direi, dipende. Per certi versi il Regno Unito mi rispecchia di più: per abitudini, cultura, paesaggi, cosmopolitismo, etc… Ma per altri lati (quelli che mi hanno fatto scegliere di tornare a vivere a Ravenna), l’Italia è migliore: la sanità e la scuola pubblica per cominciare, che in UK sono di qualità solo per una certa élite, e poi il fatto che qui ci siano le mie radici, la mia famiglia e i miei amici.
TL: Cosa avresti voluto fare nella vita se non avessi fatto la scrittrice?
ELISA BERTINI: Anche se pagarmi le bollette scrivendo romanzi e lavorando come giornalista (ovvero fare quel che sto facendo) è sempre stato il mio sogno numero uno, se questa carriera non fosse andata in porto, da brava sognatrice, ci sono altre mille vite che avrei voluto provare a vivere. Una fra tutte: vendere arte e antiquariato, un’altra delle mie grandi passioni!
La redazione di Thriller Life ringrazia Elisa Bertini per la collaborazione.





