Come isole nel mare
Recensione di: Alessandra Colombo
TRAMA:
Tre donne, tre vite che si rincorrono nel tempo legate dal filo invisibile del destino.
1873. Mary non sa come sia arrivata su quella nave che da giorni solca un oceano freddo e grigio. Non sa nemmeno chi siano le persone che la circondano, come lei ignare di cosa stia accadendo. Una sola cosa è certa: in un momento di debolezza, Mary si è macchiata di una colpa gravissima. Un gesto sconsiderato di cui forse ora sta pagando il prezzo?
1998, Madrid. 7 isolati, 45 cestini, 9 strisce pedonali separano Marta dal suo luogo di lavoro, il Museo Sorolla. Marta conta sempre, conta tutto, un’ossessione che l’ha isolata dal mondo e che l’ha spinta a nascondere una delle porcellane in esposizione, perché diversa dalle altre. Ma qualcosa cambia quando Marta inizia a trovare messaggi cifrati nascosti nel museo. Chi è V., il misterioso mittente, e perché ha deciso di scriverle?
1998, Londra. Adela aveva una vita perfetta. Almeno finché non ha scoperto che il marito ha un’amante e tutto è crollato. Adesso la sua carriera di scrittrice è in crisi e ogni cosa intorno a lei sembra tradirla, perfino la vecchia foto scattata durante una visita al Museo Sorolla di Madrid, da cui Adela ha l’impressione che, a volte, una delle porcellane sparisca. Possibile che stia perdendo la ragione? Mary, Marta e Adela non si conoscono, eppure c’è un filo sottile che lega le loro storie.
Come isole alla deriva nello stesso mare, le loro vite si sfiorano e s’intrecciano in modi inattesi, rivelando connessioni invisibili e segreti sepolti nel tempo. E sarà proprio grazie a queste connessioni che riusciranno a trovare la forza di prendere in mano la propria vita, di cercare nuove strade là dove sembrava ci fossero solo ostacoli, di intraprendere il cammino verso la felicità.
RECENSIONE:
Il romanzo d’esordio di Nuria Pérez ,“ Come isole nel mare”, attira i lettori con una trama che preannuncia un intreccio narrativo corale che abbraccia più epoche. Le tre protagoniste incarnano donne particolari, a loro modo combattive, che vivono momenti difficili delle loro vite.
Mary sta affrontando il peso di un peccato che non comprende a fondo, con la mente obnubilata dalla situazione triste e inquietante in cui si trova: su una nave di anime perdute in balia delle onde e del senso di colpa, nel 1873.
Un viaggio della disperazione a caccia di perdono.
“L’uomo dell’equipaggio esegue il breve rituale. Le appoggia una mano sulla fronte, le fa il segno della croce e poi le dice di continuare a camminare.”
Adela ha dedicato gli ultimi anni alla scrittura e alla fine degli anni ’90 ha ottenuto la fama desiderata, ma ora ha perso la sua identità; non si può dire che abbia raggiunto lo stesso livello di soddisfazione nella vita privata, con un marito che la inganna e forse vuole farla impazzire.
“Adela li fissa, alza il dito medio e, appena scatta il verde, parte sgommando.”
Marta lavora al Museo Sorolla di Madrid e la sua vita è dominata dai numeri. Conta ogni cosa e la sua ossessione non ha limiti: gradini, lampioni, piastrelle… tutto deve essere preciso e mirare alla perfezione. “Sono le 8.08. Palindromo. Ora può alzarsi.” Marta non sopporta le cose fuori posto e quella tazza di porcellana blu Spode mette a dura prova la sua pazienza. E non dimentichiamo la sua passione per i giochi di parole…
Le protagoniste di “Come isole nel mare” hanno una caratterizzazione sicuramente molto forte, Nuria Pérez ha saputo renderle uniche, soprattutto Marta, nelle loro debolezze e paure. La coralità del romanzo permette di apprezzare la natura femminile in tre situazioni distinte, sia per epoca e convenzioni sociali che per le dinamiche raccontate. Mary, Adela e Marta hanno in comune il senso di inadeguatezza, incertezza e senso di colpa. Vivono la quotidianità con ansia e paura, in perenne ricerca del senso della propria vita, assalite spesso dalla rassegnazione.
Lo stile dell’autrice è fluido e chiaro, la lettura risulta piacevole e il testo scorre senza intoppi. Il collante che tiene insieme l’intreccio è dato dal filo invisibile che trasporta con l’immaginazione una misteriosa tazza di porcellana e una foto che sembra viaggiare nel tempo.
Nonostante tutti questi aspetti all’apparenza positivi, “Come isole nel mare” non riesce a decollare e affascinare del tutto. Nella prima parte l’attenzione viene subito catturata, le tre vicende attirano per la loro particolarità e il lettore cerca di conoscere queste tre donne; dopo la metà si avverte un po’ la mancanza di stimoli e novità. La storia di Mary rimane un viaggio nel passato, Adela manifesta tutta la sua frustrazione e Marta con le sue manie perde un po’ di brio e originalità.
L’epilogo non soddisfa pienamente, forse Nuria Pérez con qualche dettaglio chiarificatore in più avrebbe reso il finale più completo.
Una lettura comunque interessante.
Editore: NORD
Pagine: 324
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Nuria Pérez è nata in Galizia e ha lavorato a lungo come direttrice creativa di agenzie pubblicitarie a Milano e a Londra. Ha curato uno dei podcast in lingua spagnola più seguiti e apprezzati degli ultimi anni, Gabinete de curiosidades, che ha vinto il Premio Ondas nel 2022. Già autrice di diversi saggi, Come isole nel mare è il suo primo romanzo.