Un delitto fuori luogo  di Francesco Cheynet e Lucio Schina

Un delitto fuori luogo
“A volte la soluzione si nascondeva in una pennellata distratta sullo sfondo della tela piuttosto che nelle gesta dei protagonisti ritratti in primo piano”

Un delitto fuori luogo

Recensione di  Alessandra Boschini

TRAMA:

Roma, primavera 1981. Nel cuore del lussuoso comprensorio Isola del Gabbiano, un’oasi di eleganza nell’Olgiata, un delitto inaspettato scuote il tranquillo quartiere dell’alta società romana. Il corpo di Luigi Mariani, portiere e factotum della palazzina C, viene trovato in un magazzino: un omicidio senza indizi né movente apparente. Le indagini della polizia brancolano nel buio, intrappolate tra il riserbo dell’aristocrazia locale e un cordone di segretezza che nasconde più di quanto riveli. Chi poteva voler morto un uomo qualunque in un mondo di privilegi?

Angosciata dall’immobilismo delle autorità, la vedova Mariani si rivolge a Daniele Negretti, investigatore privato dal carattere schivo ma dall’intuito affilato, trascinato nel caso dall’amico Luca Viti, scrittore di gialli tanto brillante quanto ficcanaso. Per Negretti, abituato a piccoli misteri e grandi caffè, questo è il primo, vero caso di omicidio. Tra i vialetti ordinati dell’Isola del Gabbiano e il fascino decadente di una Roma anni ’80 dove il profumo di primavera si mescola a segreti sussurrati, Negretti si muoverà con ironia e tenacia, scavando tra pettegolezzi, rancori nascosti e verità taciute. Riuscirà a ricostruire il puzzle di un delitto che minaccia di scuotere le fondamenta di un mondo apparentemente perfetto?

RECENSIONE: 

Gli scintillanti anni ’80, l’epoca che ha segnato il passaggio verso l’era elettronica, un periodo denso di mutamenti che hanno rivoluzionato la quotidianità, fanno da sfondo a questo giallo soft. In Un delitto fuori luogo”, un omicidio insolito scuote l’Isola del gabbiano, un comprensorio della Roma bene, un quartiere felice nell’Olgiata che sorge a pochi passi dalla capitale,un’isola abitativa progettata per chi agognava un mondo incontaminato.

Il portiere di una delle palazzine è stato ucciso all’interno del magazzino, addosso gli è stata gettata una coperta, quasi un ultimo gesto di rispetto, oppure di rimorso, dell’assassino. Entra subito in scena l’investigatore privato Daniele Negretti, alla sua prima vera indagine, che conduce immediatamente l’attenzione sul condominio, un microcosmo di boria, curiosità morbose, arroganze e sfoggio di cultura.

Daniele, 38 anni, dotato di arguzia, intuito, curiosità e poca pazienza, collabora con l’amico Luca Viti, suo coetaneo, reporter e scrittore, un eterno Peter Pan che bazzica le aule di tribunale alla ricerca di spunti per i suoi romanzi. “Un delitto fuori luogo” è un accattivante cozy mistery, che mixa sapientemente investigazione e analisi socio culturale, offrendo al lettore una Roma reale, in bilico tra esclusivi golf club frequentati da arrampicatori sociali e uomini costretti ad arrabattarsi tra mille peripezie pur di permettersi una vita dignitosa.

Cheynet e Schina hanno progettato un’indagine molto strutturata, mettendo in campo diversi personaggi, singolari e caratterizzati, che formano un coro di voci, pettegolezzi e maldicenze capaci di rendere articolata e vitale l’intera vicenda. Più che l’indagine in sé, l’omicidio e la ricerca del colpevole, Cheynet e Schina hanno puntato sull’umanità e sul vissuto dei due investigatori, presentando al lettore i trascorsi e le passioni che li legano.

In una Roma che è presenza fisica, tangibile e profumata da una primavera imminente che ne enfatizza l’unicità, il lettore viene coinvolto nelle precise e sottili deduzioni portate avanti dal detective privato Negretti, capace di incastrare tutti i minuscoli tasselli di un puzzle che si rivela alquanto intricato, avvalendosi dell’aiuto e della complicità di una spalla leale e sincera.

L’assenza di pathos e adrenalina non guasta una lettura che rimane coinvolgente ma soffusa, accompagnata da un linguaggio semplice, piacevole ed efficace a cui non mancano umorismo e una sottile ironia simbolo di una romanità profonda e vissuta. L’atmosfera anni ’80 si respira a sorsate, dai primi videogiochi per pc ai film di Dario Argento, che i due protagonisti amano, passando per le sale gioco in cui rimbombano le palline dei flipper alla moda dei paninari e una colonna sonora che accompagna le pagine di “Un delitto fuori luogo” che ha segnato un’epoca, ma porta ancora le ferite degli anni di piombo appena vissuti.

Negretti e Viti formano un sodalizio dalle grandi potenzialità, lasciano nel lettore il desiderio di approfondirne la conoscenza, di poterli incontrare di nuovo e vederli crescere, la loro simpatia e spontaneità rendono auspicabile un regolare appuntamento sulle pagine siglate da Francesco Cheynet e Lucio Schina.

EDITORE: Indomitus

PAGINE: 206

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE

Francesco Cheynet

Francesco Cheynet, romano doc, illumina le aule di una scuola primaria con la sua passione per l’insegnamento, mentre nel tempo libero dà vita a intrecci mozzafiato come autore di romanzi e racconti gialli, thriller e noir. Con un talento innato per le parole, Francesco si destreggia anche come copywriter freelance, creando contenuti accattivanti e originali per siti e portali. Tra le strade di Roma, la sua città natale, trova l’ispirazione per tessere storie che catturano l’immaginazione e lasciano il lettore con il fiato sospeso.

Lucio Schina

Lucio Schina, dalla suggestiva provincia di Roma, vive immerso in un mondo di parole, dove la scrittura e la lettura sono il battito del suo quotidiano. Come un vero maestro del giallo, si muove tra trame intricate e omicidi da risolvere, con l’atmosfera noir che lo accompagna come se fosse sempre mezzanotte in punto. La sua penna affilata dà vita a storie che tengono col fiato sospeso, mentre il suo profilo Instagram, @lucio_schina, è un invito a scoprire il suo universo creativo.

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