“L’annegata” di John Banville

L'annegata
"Due luci rosse sfolgoravano come gli occhi di una bestia selvatica, ma non era un animale. Era un’automobile."

L’annegata

Recensione di: Elena Amoruso

TRAMA:

Irlanda, anni Cinquanta. Una sera d’autunno Denton Wymes, un uomo solitario e schivo, trova una Mercedes abbandonata in un campo non lontano dalla roulotte in cui vive da solo con il suo cane. Il suo primo istinto gli direbbe di allontanarsi – non vuole avere altri guai visto il suo passato turbolento – ma poco dopo arriva sconvolto il proprietario della macchina: sembra che a seguito di una lite la moglie si sia allontanata e lui teme si sia gettata in mare. I due vanno a cercare aiuto e viene allertata la polizia locale.

Le ricerche, però, non portano a nulla, e così il caso passa all’ispettore Strafford, della polizia di Dublino. Si tratta davvero di suicidio? O c’è dell’altro? Man mano che le indagini proseguono l’ispettore capisce che la scomparsa della donna è solo la punta di un iceberg che cela dissapori, matrimoni infelici, bugie tra amanti, colpe taciute e forse anche qualcosa che lo riporterà a un caso del passato. In tutto questo, Strafford deve anche fare i conti con la sua situazione personale: la moglie vuole il divorzio, ancora proibito in Irlanda, e la giovane amante Phoebe, figlia dell’anatomopatologo Quirke con cui spesso si trova a collaborare, gli rivela di essere incinta.

RECENSIONE:

L’annegata” di John Banville è un noir complesso, un romanzo che si concentra non solo sull’indagine di una donna scomparsa, e che il titolo lascia già presagire la sua triste fine, ma fa molto leva sugli aspetti psicologici e privati dei personaggi. Protagonista indiscusso è il detective St. John Strafford immerso nello scenario dell’Irlanda degli anni Cinquanta, il tutto incorniciato dall’autunno che dona alla vicenda un più marcato senso del mistero. Un uomo, tornando da una battuta di pesca, si imbatte in un’auto abbandonata e, nel mentre, incrocia un uomo che dice di essere alla ricerca di sua moglie scomparsa. Sembra che la donna sia scappata in seguito a una lite. Si tratta di suicidio o c’è dell’altro?

Nel corso de “L’annegata”, il lettore ha la sensazione che di tutto si parli tranne che della donna; questo perché, nel bel mezzo dell’indagine, affiorano ricordi, vicende personali, descrizioni minuziose e dialoghi che sembrano lontani dal presente. In realtà, oltre alla misteriosa scomparsa, c’è molto di più. John Banville costruisce una storia che non ha il ritmo serrato di un thriller mozzafiato, pieno di colpi di scena e scene di suspense che si susseguono come una corsa contro il tempo. Nel suo racconto emergono infatti di più bugie, colpe e fatti che riportano a un caso del passato.

Inoltre, la vita privata del detective si insinua nel suo lavoro: la moglie Marguerite vuole il divorzio e questo dà modo al lettore di viaggiare nella dimensione emotiva di Strafford. A tutto ciò si aggiunge la relazione extraconiugale con Phoebe, figlia del collega anatomopatologo Quirke, e la sua gravidanza inaspettata. Phoebe non è solo l’amante, è una presenza costante nella sua mente.

Altro personaggio degno di nota è il marito della vittima, Armitage, un uomo un po’ ambiguo che teme che la moglie si sia suicidata per colpa della lite ma, il corpo non si trova e, potrebbero esserci segreti che complicano la situazione. Tutto è lento, forse fin troppo; la narrazione è statica, uno stile che fa di questo thriller un’opera certamente poco convenzionale rispetto al genere. John Banville lascia che i personaggi emergano un po’ alla volta, scrive con ponderatezza, tutto è calibrato: dalle riflessioni ai dialoghi che, sembrano essere quasi flussi di coscienza con lo scopo di mettere in risalto criticità e fragilità dell’essere umano.

Dello stesso autore “Il dubbio del killer” e “Il corpo della ragazza.

Traduzione: Irene Abigail Piccinini

Editore: Guanda

Pagine: 320

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

John Banville è un autore irlandese. Nato a Wexford, in Irlanda, nel 1945, è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un’inventiva Nabokoviana, e per l’umorismo nero del suo spesso malizioso narratore. Scrive nel «The New York Review of Books» fin dal 1990.


Nel catalogo Guanda sono presenti: La spiegazione dei fattiLa notte di KepleroAtena, L’intoccabileEclisseL’invenzione del passatoRitratti di PragaIl mare (vincitore del Booker Prize 2005), Isola con fantasmiLa lettera di NewtonTeoria degli infinitiUn giorno d’estateIl buon informatoreUna educazione amorosaFalse pisteLa musica segretaLa chitarra bluIl cerchio si chiude e, della serie dedicata all’anatomopatologo Quirke Dove è sempre notteUn favore personaleCongetture su April.

Ha anche scritto, sotto lo pseudonimo di Benjamin Black, La bionda dagli occhi neri. Tra i numerosi riconoscimenti, ha ricevuto anche il Premio internazionale Nonino nel 2003 e il Premio Principe delle Asturie per la Letteratura nel 2014.
Tra gli ultimi titoli, pubblicati sempre da Guanda, troviamo: Le ospiti segrete (2020), Delitto d’inverno (2021), Il corpo della ragazza (2023), Teoria delle singolarità (2024).

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