L’addio al nubilato
TRAMA:
Matilda, Anna, Linnea ed Evelina, amiche sin dall’infanzia, hanno un appuntamento fisso: ogni anno trascorrono un fine settimana su un’isola del Mar Baltico per bere birra, ballare in riva al mare e scrollarsi di dosso il peso delle aspettative. Nessun altro sa dove si trovi quest’isola. È da sempre il loro segreto. Una notte di divertimento sfrenato e confidenze senza filtri, per poi tornare ognuna alla sua vita. Fin dall’adolescenza, Tessa Nilsson è ossessionata da un caso di cronaca nera: quattro amiche scomparse misteriosamente durante una gita su un’isola.
La sua passione per il true crime si è trasformata in un podcast molto popolare in cui racconta le storie più raccapriccianti, ma non è mai riuscita a risolvere il mistero delle quattro ragazze. Il caso è stato ormai archiviato come un tragico incidente, ma Tessa la pensa diversamente. Anneliese, la migliore amica di Tessa, sta per sposarsi e ha organizzato una festa di addio al nubilato. La destinazione è il Baltic Vinyasa, un sofisticato resort su una piccola isola del Mar Baltico.
Tessa è sicura che sia la stessa isola della tragedia di dieci anni prima, e non ha intenzione di lasciarsi sfuggire quest’occasione. È la sua ultima possibilità di scoprire una volta per tutte cosa è successo alle quattro amiche. Ma si troverà a vivere un incubo.
RECENSIONE:
C’è un tipo di paura che non arriva di colpo. Si deposita, piano piano, come la nebbia su un’isola che non conosci ancora.
L’addio al nubilato funziona esattamente così: non ti aggredisce, ti abita. E quando te ne accorgi, è già tardi per uscirne indenni.
Camilla Sten — già apprezzata con Il villaggio perduto e L’erede — sceglie deliberatamente la via della lentezza, e all’inizio si sente.
La storia si muove su due piani temporali: nel passato, quattro amiche scomparse su un’isola del Mar Baltico durante quello che doveva essere un weekend spensierato; nel presente, Tessa, podcaster ossessionata dai cold case, che torna su un’isola che potrebbe essere la stessa, con un’ossessione da esorcizzare e qualcosa di irrisolto nel petto.
Un meccanismo narrativo non nuovo, ma Sten lo maneggia con precisione crescente — e man mano che le due linee temporali si avvicinano, il ritmo smette di essere un elemento da valutare e diventa parte integrante dell’esperienza di lettura.
Il setting svolge un ruolo fondamentale.
L’isola, il bosco, il resort isolato non sono mai semplice scenografia: sono spazi sospesi dove il silenzio pesa e la natura sembra trattenere il fiato.
C’è qualcosa di profondamente nordico in questo modo di usare il paesaggio come presenza silenziosa — e funziona, pagina dopo pagina, con una coerenza che alla lunga diventa ipnotica.
Tessa è una protagonista credibile: determinata e fragile nella stessa misura, capace di andare avanti anche quando sarebbe più sensato fermarsi.
Da quando era adolescente è ossessionata dalla scomparsa di Matilda, Anna, Linnea ed Evelina — quattro amiche d’infanzia inghiottite dal nulla su un’isola che solo loro conoscevano, durante uno di quei weekend segreti che si regalavano ogni anno per scrollarsi di dosso il peso del mondo.
Il caso è stato archiviato, dimenticato. Ma per Tessa è un enigma aperto.
E quando la migliore amica le propone di festeggiare il suo addio al nubilato al Baltic Vinyasa, un resort appena inaugurato su una piccola isola del Mar Baltico, Tessa capisce che non può capisce che non può mancare.
Perché quell’isola le è familiare — o almeno così sembra.
Sten costruisce il parallelismo tra i due gruppi di donne con mano leggera: rapporti di forza, tensioni sotterranee, cose non dette che emergono per frammenti. Più si avanza nella lettura, più la somiglianza, i legami tra le due storie smettono di sembrare una coincidenza — e cominciano a fare paura.
La tensione cresce senza essere immediatamente percepita.
È questo il vero talento della Sten: non la suspense costruita a tavolino, ma quella che si accumula quasi di nascosto, fino a trasformarsi in un coinvolgimento costante.
Il finale, senza scendere nei dettagli, non cerca il colpo di teatro.
Si chiude con coerenza e con una certa amarezza lucida, che lascia il segno anche dopo l’ultima pagina.
Qualche passaggio risulta intuibile con un certo anticipo. Ma si tratta di un’ombra sottile in un romanzo che, per il resto, non sbaglia quasi nulla e che, una volta concluso, continua a restare nella mente.
L’addio al nubilato è un thriller raro: quello che non urla, ma rimane.
Cinque stelle, senza esitazione.
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Traduzione: Daniela De Lorenzo
Editore: Fazi Editore
Pagine: 340
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE

Camilla Sten
Nata in Svezia nel 1992, è la figlia della famosa scrittrice di gialli Viveca Sten. Scrive storie fin da quando era ragazzina. Dopo alcuni libri per ragazzi, ha esordito nella narrativa per adulti con Il villaggio perduto, pubblicato da Fazi Editore nel 2024: un successo da duecentomila copie tradotto in ventuno paesi, che verrà presto adattato da Netflix per una serie TV. Fazi Editore ha pubblicato anche il suo secondo romanzo, L’erede, nel 2025.