Intervista a Nicola Zamuner per il suo : La bussola

Nicola Zamuner

Intervista a Nicola Zamuner

La bussola

Buongiorno cari lettori, il graditissimo ospite del nostro spazio interviste di oggi è Nicola Zamuner con il suo libro La bussola letto e recensito dallo nostro Luca (Link).

THRILLER LIFE: Come lavori sulla struttura del libro: parti da uno schema o ti affidi all’istinto?

NICOLA ZAMUNER: Se ti dicessi che all’inizio i personaggi erano 5? Mi crederesti? Diciamo che io faccio un mix, quando “La Bussola” era all’inizio non pensavo ad un libro ma a buttare giù un racconto per me. Poi scrivendo sempre più in modo istintivo mi ero perso. Ho ripreso in mano in tutto ho costruito uno schema e da lì sono ripartito. Quindi si, seguo l’istinto, ma ho dovuto comunque appoggiarmi ad uno schema.

TL: Cosa ti ha spinto a scegliere il genere giallo per il tuo esordio?

NICOLA ZAMUNER: ​Ho sempre letto gialli, non ho la fantasia e le capacità per inventarmi un mondo fantasy, né tantomeno per scrivere di fantascienza o di amore. Certo ho fantasia per inventare storie nel mondo reale, che devono instillare nel lettore il dubbio se quello che legge è reale o no. Ti svelo un segreto, nel prossimo libro c’è una storia d’amore tra due personaggi e sono riesco a buttare giù una riga, peccato che loro sono il perno del nuovo libro, che è un thriller.

TL: Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato nella pubblicazione della prima opera?

NICOLA ZAMUNER: ​Trovare una casa editrice, poi anche l’editing è stato motivo di scontro con l’editore: punti di vista diversi sulla storia.  Soprattutto il farsi conoscere: se nessuno sa che il tuo libro esiste nessuno lo compra e tanto meno lo legge.

TL: Quali autori di gialli ti hanno maggiormente influenzato?

NICOLA ZAMUNER: ​Frederick Forsyth assolutamente lui! Per chi non lo conosce è l’autore del “Giorno dello sciacallo” o “I mastini della guerra” o il mio preferito “Icona”. Lui era un ex giornalista che ha vissuto molto storie scritte nei suoi libri, e quando leggi le sue opere ti viene da chiederti: ma è una storia finta o reale? I posti, i luoghi e certi fatti storici, inseriti nei suoi testi ti fanno dubitare della finzione e il finale è sempre qualcosa di inaspettato.  Quando ho pubblicato il mio libro gli ho inviato una copia ringraziandolo perché se ho iniziato a leggere, se ho iniziato a scrivere è grazie ai sui libri.

TL: Il tuo libro “La bussola” evidenzia uno notevole sforzo nella ideazione e nello sviluppo di più piani narrativi e temporali; quale è la sfida più impegnativa in questa complessa costruzione?

NICOLA ZAMUNER: Non perdersi! Come ho scritto sopra sono istintivo nello scrivere, ma quando le trame diventano più di una e i piccoli dettagli fanno la differenza devi avere uno schema. La parte difficile è far combaciare tutto, lasciare delle piccole briciole che il lettore trova, le vede ma non ci fa caso. Anche scrivere la scena dove il personaggio buono affronta il cattivo: far coincidere i dialoghi che avvengono in un luogo con i fatti che avvengono in contemporanea nell’altro, lasciare vedere al lettore solo una parte della verità, nascondere alcune cose. 

Per me è stato un continuo scrivere, rileggere, riprendere cambiare, rifare. Ricordo una scena lo riscritta dieci volte. Poi ci sono le ricerche: Le descrizioni delle città, dei mezzi usati, le strade, i luoghi. La sfida è far combaciare tutto. Arrivi al punto che hai tutti i pezzi del puzzle e devi assemblare il tutto, per vedere l’immagine completa. 

La redazione di Thriller Life ringrazia Nicola Zamuner per la disponibilità e augura il meglio per il suo libro.

Condividi questo articolo:

Potrebbero interessarti anche: