“La buona samaritana” di John Marrs

La buona samaritana
“Per me, conoscere come funziona la mente di un candidato fa sì che il suo ultimo respiro sia il suono più dolce del mondo.”

La buona samaritana

Recensione di: Julia Fabbro

Trama:

Le persone che chiamano il servizio “Ultima Fermata” sono in cerca di una ragione per vivere. Una speranza, una mano tesa per risalire dal buio. Ma chi ha la sfortuna di trovare Laura all’altro capo della linea riceve tutt’altro. Laura non vuole salvarli. Vuole che muoiano.
Dietro la sua finta voce rassicurante si nasconde in realtà una donna spezzata con una vita segnata dalla malattia, un matrimonio difficile alle spalle e un’esistenza che, a quasi quarant’anni, è intrisa di amarezza e rabbia. Parlare con chi soffre e sta peggio di lei non è una cosa difficile. Anzi la nutre, ne ha un bisogno disperato.

Ma quando Ryan, un uomo distrutto dal suicidio della moglie incinta, comincia a fare domande, il suo piano diabolico inizia a sgretolarsi. La moglie di Ryan non era sola quando ha deciso di farla finita: chi era l’uomo che è morto con lei? E perché hanno scelto di togliersi la vita insieme? Ryan si avvicina pericolosamente alla verità, ma non sa fino a che punto Laura sia disposta a spingersi per proteggere i suoi segreti. Perché Laura è una predatrice, non è una voce di conforto.

E la cosa migliore di spacciarsi per un buon samaritano è che puoi farla franca anche se commetti un omicidio.

Recensione:

Esistono thriller che si limitano a intrattenere e poi esistono i romanzi di John Marrs, capaci di scardinare ogni certezza morale e trascinare il lettore in un abisso psicologico senza via d’uscita. La buona samaritana, edito da Indomitus Publishing, non è soltanto un thriller: è un’esperienza claustrofobica che ridefinisce il concetto di “disturbo” letterario, scoperchiando il lato più torbido dell’altruismo e della manipolazione mentale.

L’approccio di Marrs alla narrazione è spietato. Fin dalle prime pagine veniamo catapultati nella mente di Laura, un personaggio che incarna il male più viscido, quello che si nasconde dietro una voce calma e rassicurante al telefono.

Può sembrare un noir, ma non quello classico fatto di vicoli bui o detective disillusi, piuttosto a un noir dell’anima moderno, dove l’orrore germoglia tra le pareti domestiche e nei silenzi di una linea dedicata al supporto. Il senso di inquietudine che accompagna la lettura è costante, quasi fisico: l’autore riesce a farci sentire complici involontari di una predatrice che si nutre della disperazione altrui.

La costruzione dei personaggi rappresenta il vero pilastro del romanzo.

 Laura è delineata con una precisione psicologica che mette i brividi; la sua totale mancanza di empatia, il bisogno ossessivo di controllo e la visione distorta della realtà sono resi con tale lucidità da creare un’immediata e profonda repulsione.

Accanto a lei, Ryan agisce come un contrappeso perfetto e come un detonatore narrativo: la dinamica tra i due si trasforma presto in un gioco al massacro, un duello mentale in cui il confine tra vittima e carnefice diventa sempre più labile. Questa ambiguità alimenta una suspense che non concede tregua e che cresce pagina dopo pagina, ribaltando continuamente le aspettative del lettore.

Il ritmo è serrato, scandito da una scrittura affilata e priva di fronzoli. Marrs predilige frasi brevi e incisive, una scelta stilistica che conferisce al testo una velocità vertiginosa nonostante la densità psicologica della trama. La fluidità della prosa bilancia la crudezza dei temi affrontati – suicidio, depressione, manipolazione, malattia mentale – evitando derive melodrammatiche.

L’autore non cerca la facile commozione, ma punta dritto alla pancia, costringendo chi legge a confrontarsi con una realtà disturbante e scomoda.

In conclusione, La buona samaritana è un thriller psicologico eccellente e profondamente crudo, un viaggio senza paracadute nell’oscurità più nera dell’animo umano.

Non è una lettura adatta a tutti: richiede stomaco forte e disponibilità ad affrontare una storia che non offre consolazioni né catarsi rassicuranti.

Proprio per questo, però, si rivela un romanzo potente, capace di infestare i pensieri anche dopo l’ultima pagina e di confermare John Marrs come una delle voci più originali e disturbanti della suspense contemporanea, dopo Tutto rimane in famiglia e Il giorno in cui sei scomparso.

Traduzione: Maria Pia Smiths-Jacob

Editore: Indomitus Publishing

Pagine: 420

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

John Marrs

John Marrs è uno scrittore ed ex giornalista che vive a Londra e nel Northamptonshire. Dopo aver trascorso la sua carriera intervistando celebrità del mondo della televisione, del cinema e della musica per numerosi quotidiani e riviste nazionali, ora è uno scrittore a tempo pieno. I suoi libri includono il bestseller n. 1 e la serie Netflix “La coppia quasi perfetta”, “Il giorno in cui sei scomparso” e “La buona samaritana”.

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