Il giorno in cui Nils Vik morì
Recensione di: Ilaria Galafassi
TRAMA:
Nel cuore della Norvegia, una barca salpa da una banchina e attraversa il fiordo. È l’ultimo viaggio di Nils Vik, un uomo semplice che abita nella stessa casa da quando è nato e fa da sempre il traghettatore. Ha perso la moglie Marta, il suo grande amore, e conduce ormai un’esistenza solitaria. Ma oggi Nils compirà un viaggio nel tempo e i suoi passeggeri, risorti per un breve momento dal regno dei morti, saliranno a bordo uno dopo l’altro per accompagnarlo simbolicamente verso il suo ultimo giorno.
Mentre il traghetto scivola lungo il paesaggio solenne dei fiordi, la traversata si trasforma in una riflessione poetica sulla vita, sulla morte e sulla dolcezza dei ricordi, e il desiderio di Nils Vik di rivedere la moglie diventa la forza motrice di un romanzo che sublima un’esistenza comune in un’esperienza universale e toccante. Con uno stile poetico capace di evocare la bellezza malinconica del paesaggio norvegese e intessuto di sottile ironia, “Il giorno in cui Nils Vik morì” si fa metafora della fragilità dell’esistenza e dello splendore silenzioso delle cose più semplici.
RECENSIONE:
Il giorno in cui Nils Vik morì è un romanzo sospeso in un’atmosfera soprannaturale.
Il lettore sale sul traghetto condotto da Nils Vik attraverso i fiordi norvegesi ed è testimone di quello che sarà l’ultimo giorno di vita del protagonista.
“In quell’ultimo giorno avrebbe disteso un filo attraverso il tempo, avrebbe seguito il tempo a ritroso”.
Nils Vik è il suo lavoro: ha iniziato giovanissimo a creare una simbiosi perfetta con il paesaggio suggestivo che lo circonda, e che è quasi diventato famiglia per lui, un immancabile punto di riferimento.
“A quattordici anni era già un traghettatore esperto, era così che era cresciuto: aveva imparato a leggere l’acqua, il vento, le nuvole e il cielo.”
La narrazione di Frode Grytten, in terza persona, si sviluppa quasi come un lungo flusso di coscienza del protagonista, nel quale si innestano i ricordi che evocano i tanti personaggi conosciuti e traghettati.
Come ospiti incorporei di un’ultima corsa, si avvicendano a bordo anche il fratello, l’amico americano, un attore famoso, alcune coppie, la cagnolina Luna e alla fine anche la moglie Marta. Ogni personaggio viene presentato con l’aneddoto risalente al primo incontro con Nils Vik.
“Bisogna imparare a vivere insieme alla montagna, sapere quando è calma e quando invece inizia a scivolare, scricchiolare, a rompersi.”
La Norvegia che descrive Frode Grytten è in perfetta sintonia con lo stato d’animo di Nils Vik, è una coltre malinconica che fa da sfondo perfetto al viaggio che si appresta a compiere e che inizia in “un tranquillo e piovoso giorno di novembre”. Mentre le ore scorrono, le emozioni diventano sempre più palpabili e intense: all’approssimarsi della fine, la percezione si tramuta in “E’ una bella giornata di novembre, magica e mite.”
Il giorno in cui Nils Vik morì è un romanzo breve ma ricco di intensità, originale e molto scorrevole. La scrittura è a tratti poetica a tratti diretta e realistica.
Si arriva così all’ultima pagina con un pensiero interessante: nel momento della traversata d’addio, Nils Vik era forse già spirito?
Il lettore è chiamato a dare la sua personale interpretazione.
Traduzione: Andrea Romanzi
Editore: Carbonio Editore
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Frode Grytten (Bergen, 1960) è fra i più acclamati scrittori contemporanei norvegesi. Giornalista e autore di romanzi, racconti, poesie e libri per l’infanzia, è stato tradotto in tutto il mondo e ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Il giorno in cui Nils Vik morì è stato candidato al Booksellers’ Prize e al Libraries’ Prize of Literature, e ha vinto il Norwegian Book Prize nel 2023.