Crossroards
TRAMA:
Roberto Edoardo Riva aveva Milano ai suoi piedi. A soli ventinove anni, era il “Golden Boy” di Piazza Affari: squalo della finanza di giorno, re degli eccessi di notte. Un attico in Brera, una Porsche in garage e un futuro senza limiti. Poi, un’alba maledetta cambia tutto. Un risveglio in un appartamento sconosciuto. Il corpo senza vita di una modella svedese accanto a lui. Una siringa che non gli appartiene. In meno di dodici ore, il predatore diventa preda: arrestato, processato e condannato a sette anni di inferno nel carcere di San Vittore.
Oggi, Roberto è un uomo nuovo. Sopravvissuto al fango della prigione, si è rifugiato nel caos di Bangkok per sparire per sempre. Ma il passato ha braccia lunghe. Un pacco anonimo recapitato alla sua porta contiene una verità devastante: referti medici, foto rubate e una registrazione che non lascia dubbi. Non è stata una fatalità. È stato un piano perfetto, ordito dalle uniche due persone a cui aveva consegnato la sua fiducia. Dalle sale operative di Milano ai vicoli torbidi della Thailandia, Crossroads è un thriller finanziario adrenalinico sul potere, il tradimento e il prezzo altissimo della verità.
RECENSIONE:
Adrenalina ed azione. Il thriller finanziario di Tommaso Piani, pur affrontando tematiche già ampiamente esplorate, ci ha regalato emozioni e suspense, tenendoci incollati alle pagine in un coinvolgente crescendo di azione. Una narrazione solida ed uno stile autentico e dinamico ci catapultano nella storia di Roberto Edoardo Riva, “golden boy” della finanza milanese coinvolto in un feroce incubo senza respiro che lo porterà sino agli inferi di una vita rovinata per, poi, riemergere in una avventura di redenzione e vendetta senza respiro.
La storia, con il ritmo sincopato della narrazione cinematografica si muove con ritmo serrato tra finanza, eccessi, caduta e rinascita, senza mai perdere tensione. La trasformazione del “golden boy” milanese in un uomo spezzato e poi ricostruito è raccontata con una profondità rara, capace di rendere ogni fase credibile e coinvolgente. Non è solo un thriller o un noir: è un viaggio psicologico dentro colpa, identità e redenzione. Uno dei punti di forza più evidenti è l’atmosfera. Milano è fredda, spietata, quasi claustrofobica; il carcere è descritto con crudezza realistica, senza filtri; Bangkok, invece, diventa un luogo di rinascita sensoriale e spirituale.
Questo contrasto tra ambientazioni non è solo scenografico, ma riflette perfettamente l’evoluzione interiore del protagonista. La scrittura di Tommaso Piani è incisiva, visiva, estremamente moderna. Le scene scorrono come sequenze di un film: dialoghi credibili e ritmo calibrato. Si percepisce una grande cura nella costruzione della tensione narrativa, che culmina in rivelazioni capaci di ribaltare completamente la prospettiva del lettore. Particolarmente riuscito è anche il tema del tradimento: personale, professionale, emotivo.
Nulla è come sembra, e proprio quando il lettore pensa di aver capito tutto, la storia cambia direzione con una naturalezza sorprendente. Un libro che, pur scorrendo nell’alveo del genere cui si ispira, ci regala una lettura davvero piacevole ed emozionante, traboccante di adrenalina. Un romanzo potente, avvincente e profondamente umano. Tiene incollati dalla prima all’ultima pagina e ci regala una riflessione amara ma lucida su destino e seconde possibilità. Un esordio che dimostra una voce narrativa già matura e personalissima. Consigliatissimo a chi ama le storie intense, cariche di tensione e con personaggi che restano impressi.
Da leggere!
Editore: Self published
Pagine: 121
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Tommaso Piani è nato a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, e da dicembre 2020 vive e lavora a Londra. Il suo sguardo sul mondo si è formato in oltre un decennio trascorso tra le sabbie del Medio Oriente, i contrasti dell’Asia e gli orizzonti dell’Oceania. Questa lunga stagione internazionale gli ha permesso di osservare da vicino le crepe dietro il luccichio delle grandi metropoli e il fascino crudo dell’Oriente.
Più che ai generi, è interessato alle storie in cui le persone sono costrette a misurarsi con i propri limiti. Con Crossroads, il suo primo romanzo, sceglie di raccontare una discesa agli inferi e una lenta risalita, tra finanza, carcere e vendetta. Tradimento, colpa e desiderio di riscatto si intrecciano in un gioco di specchi in cui nessuno è davvero innocente. Con uno stile asciutto e cosmopolita, invita il lettore a chiedersi fino a dove si è disposti ad arrivare pur di riprendersi la propria vita.