Intervista a Tommaso Piani

Buongiorno cari lettori, il graditissimo ospite del nostro spazio interviste di oggi è Tommaso Piani con il suo libro d’esordio “Crossroad” letto e recensito dal nostro Luca (Link).
THRILLER LIFE: Come nasce la psicologia dei Tuoi personaggi? Parti da una intuizione narrativa o da una costruzione ragionata?
Tommaso Piani: Sono partito da un’intuizione narrativa — il crollo di un uomo di successo — ma la psicologia dei personaggi è una costruzione ragionata. Se Roberto è studiato per trasformarsi da broker arrogante a ‘lama affilata’ in carcere, per Salvatore Altomonte ho voluto creare una figura di saggezza oscura, quasi un architetto del destino. Anche Marco non è un semplice traditore, ma la personificazione dell’ambizione che corrompe i legami. Ogni loro mossa è calcolata per far scontrare il mondo dei numeri con quello, più crudo, della sopravvivenza.
TL: Il titolo Crossroads riflette una scelta importante delprotagonista? Quale?
Tommaso Piani: Assolutamente sì. Il ‘crocevia’ del titolo rappresenta il momento in cui Roberto, privato di tutto, deve scegliere tra soccombere o rinascere con nuove regole. La scelta cruciale non è solo come ottenere vendetta, ma decidere di abbandonare la sua vecchia identità di broker per diventare un uomo che non si fida più di nessuno. È il punto di non ritorno in cui smette di subire il colpo per iniziare a pianificare il contrattacco.
TL: Come hai saputo trovare il giusto equilibrio tra analisi psicologica dei personaggi e la necessaria tensione narrativa propria del thriller?
Tommaso Piani: Ho cercato di usare la psicologia come motore della tensione. In un thriller finanziario, il pericolo non è solo fisico, ma mentale: il dubbio, il sospetto e la paranoia creano un ritmo serrato tanto quanto un inseguimento. Ho bilanciato i due aspetti facendo in modo che ogni analisi interiore portasse a una scelta d’azione immediata: il lettore scopre chi è Roberto non attraverso lunghe descrizioni, ma vedendo come reagisce sotto pressione quando deve lottare per la verità.
TL: Quali autori di gialli ti hanno maggiormente influenzato?
Tommaso Piani: Proprio la vostra analisi sul ‘ritmo’ sincopato della narrazione cinematografica’ spiega bene il mio approccio. Non sono un lettore assiduo di thriller/gialli, la mia influenza non arriva dai libri ma dal racconto dei fatti reali: sono cresciuto con il linguaggio di Carlo Lucarelli in Blu Notte e con i nuovi canali YouTube dedicati ai grandi intrighi. Da loro ho assorbito quel modo di narrare asciutto e serrato, dove la tensione non nasce da artifici letterari, ma dalla cronaca cruda e dal ritmo incalzante tipico di un’inchiesta o di un documentario.
TL: Stai già pensando ad una nuova avventura di Roberto Edoardo Riva?
Tommaso Piani: Assolutamente sì. Nonostante l’idea sia ancora in una fase embrionale, Roberto Edoardo Riva è un personaggio che ha ancora molto da dire e conti in sospeso da regolare. Posso dirvi con certezza che presto sentirete di nuovo parlare di lui: la sua evoluzione non è finita qui e il suo ‘incrocio’ con la verità ha appena iniziato a produrre le sue conseguenze.
La redazione di Thriller Life ringrazia Tommaso Piani per la disponibilità e gli augura il meglio.





