La costellazione del pesce
TRAMA:
Un italiano scomparso ad Algeri con una somma importante affidatagli dall’azienda. Un caso che non deve arrivare all’attenzione della polizia né delle autorità. Carla, investigatrice privata atipica e specializzata in missioni all’estero, capisce subito che non si tratta solo di scoprire dove si trova Alfredo Mancini e di recuperare i soldi, ma di proteggere interessi più inconfessabili. Parte senza esitare, lasciando marito, figlio piccolo e una quotidianità ordinata che le sta stretta. Presto, Carla non avrà più tempo per chiedersi cosa non vada nella sua vita, perché appena atterrata nella capitale algerina troverà una sorpresa: le verrà affiancato un investigatore locale, Youcef Belkacem, alto, ironico, pieno di risorse.
Mentre la vita di Mancini in quell’angolo di Nordafrica – tra un’amante abbandonata e una liaison con la malavita – si rivela assai più complicata del previsto, Carla e Youcef si inoltrano in una città stratificata e viva, dove ogni verità sembra dipendere da chi la racconta. E man mano che l’indagine prosegue, Carla si accorge che nulla, in quel viaggio, riguarda soltanto la persona che deve ritrovare, perché ogni passo la costringe a rinegoziare il proprio sguardo, il proprio ruolo, la propria posizione nel mondo.
Fughe rocambolesche, generali corrotti, night club equivoci, il fascino di un appuntamento nel deserto: la travolgente spy story di Valentina Fornelli gioca in maniera intelligente con i canoni del genere, innovandoli e ribaltandoli. Carla – libera, poliglotta, brillante, spregiudicata – non ci porta soltanto in un’Algeri viva e magnetica; ci fa da guida nelle logiche di un potere opaco, fatto di privilegi e nuove forme di dominio, e nelle vie di una possibile resistenza.
RECENSIONE:
Vincitore del concorso letterario LetteraFutura 2025, La costellazione del pesce di Valentina Fornelli è un esordio letterario più che riuscito.
L’autrice ci dimostra piena consapevolezza dei temi che tratta: lingue, paesi, culture, geopolitica.
Carla Berio è uno dei personaggi femminili più riusciti che si incontrino nei gialli investigativi italiani recenti. Non è una supereroina, non è invulnerabile, non ha superpoteri investigativi. È una donna di quarant’anni con un figlio all’asilo, un conto in rosso, un viaggio da rimandare e un’ossessione per le lingue che non ha mai smesso di coltivare, anche quando la vita le ha presentato il conto.
La sua competenza è reale, la Fornelli non finge che sapere l’arabo sia una cosa generica: Carla distingue tra arabo classico, derdja algerina e le lingue tamazight berbere, e questa precisione dà al romanzo una credibilità che molti gialli d’ambientazione esotica non raggiungono.
L’ambientazione algerina è uno dei punti di forza più evidenti del libro. Valentina Fornelli non usa Algeri come fondale pittoresco: la città ha una storia, una complessità politica, una vita propria che entra nel romanzo con prepotenza. La Casbah, il quartiere di Hydra con i suoi ristoranti di sushi e le sue palazzine di lusso, la periferia operaia, il deserto del Sahara, ogni luogo è descritto con precisione e questo fa intuire una conoscenza diretta, non solo documentaria. L’Algeria che emerge da queste pagine è un paese stratificato, post-coloniale, che porta ancora i segni della guerra d’indipendenza e che si muove dentro tensioni molto contemporanee.
Tra i molti elementi originali del romanzo, quelli che lasciano il segno più duraturo sono gli intermezzi etimologici. Nel corso della narrazione, Valentina Fornelli inserisce piccole pause in cui l’autrice si sofferma sull’origine di alcune parole come: polvere, inquinamento, mare, guerra, ricordo, verità.
Ne esamina le radici attraverso le lingue che conosce. Non sono ornamenti: sono il cuore di ciò che il libro vuole dire. La parola “polvere” che risale alla radice indoeuropea pal-, “muovere, agitare”, e che attraversa millenni e migrazioni intatta. “Guerra” che viene dall’antico tedesco werra, “mischia, groviglio”, ben diverso dal latino bellum ordinato dei Romani e i popoli successivi che hanno saggiamente scelto la versione più cruda. “Ricordo” che viene da recordare, e porta dentro di sé cor, cuore: ritornare al cuore, non solo alla mente.
Ogni intermezzo è breve, preciso, e trasforma una curiosità linguistica in una riflessione sul modo in cui gli esseri umani hanno dato forma al mondo attraverso le parole. L’etimologia come macchina del tempo, come dice Carla stessa nel romanzo e questa definizione è forse la più bella dell’intero libro.
Il giallo funziona, il ritmo è sostenuto, i colpi di scena ci sono, la tensione finale nell’aeroporto di Algeri è costruita bene ma è evidente che la struttura del genere serve a Valentina Fornelli soprattutto come contenitore per portare avanti un discorso più ampio: sul colonialismo economico contemporaneo, sulle risorse energetiche sottratte ai paesi produttori, sul modo in cui l’Europa consuma senza guardare da dove viene ciò che consuma. La scena finale in autostrada, con Carla che conta le pompe di benzina e pensa alla terra da cui quel carburante è stato estratto, è uno dei momenti più efficaci del romanzo.
Se c’è qualcosa su cui riflettere, è che la sottotrama familiare di Carla, il rapporto con il marito Marco, il figlio Gabriele, la gestione della vita domestica durante le missioni all’estero viene introdotta con una certa densità nelle pagine iniziali, per poi essere necessariamente messa in pausa per tutta la durata dell’avventura algerina se non per qualche piccolo accenno durante le telefonate o nei momenti in cui Carla stessa ci pensa.
In conclusione, La costellazione del pesce è un esordio solido, originale e colto, che riesce a essere un buon giallo investigativo e qualcosa di più allo stesso tempo. Valentina Fornelli porta nel genere una voce nuova precisa, curiosa, politicamente consapevole, innamorata delle parole e Carla Berio è una protagonista che merita di tornare.
Traduzione: N/A – opera italiana
Editore: Solferinolibri / RCS MediaGroup
Pagine: 256
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Valentina Fornelli è una scrittrice italiana. La costellazione del pesce è il suo romanzo d’esordio, vincitore del concorso letterario LetteraFutura 2025, pubblicato da Solferino nella collana Narratori nell’aprile 2026.