Mutevoli nascondigli
Recensione di: Alessandra Boschini
TRAMA:
Nel cuore di una Roma oscura e corrotta, Leo Malinverno, audace giornalista investigativo, è pronto a sfidare di nuovo l’abisso. Il Tatuatore è tornato. Sfuggito alla giustizia, questa volta non esita e non sbaglia mira: un attacco brutale riduce Malinverno in fin di vita. Ma il male non attende. Mentre il giornalista lotta per rimettersi in piedi, un nuovo orrore squarcia la capitale: la decapitazione del celebre scrittore Petronio Grigo, maestro dei bestseller e divo mediatico, ma anche burattinaio invisibile di intrighi malavitosi.
E non è che l’inizio: una catena di omicidi si dipana, rivelando ipocrisie letali, invidie, violenze e inganni sepolti nei mutevoli nascondigli dell’animo umano, dove il confine tra vittima e carnefice si dissolve. Tra dolori lancinanti, ferite dell’anima, nostalgie che divorano e assenze che urlano, Malinverno dovrà fronteggiare anche i demoni del suo ambiente: slealtà professionali e rivalità con giovani colleghi affamati di scoop. Riuscirà a riaccendere il fuoco interiore per smascherare la rete di corruzione in cui rischia di smarrirsi?
RECENSIONE:
Mariano Sabatini torna in libreria con “Mutevoli nascondigli” una nuova avventura per il giornalista d’inchiesta Leo Malinverno, che riprende dal precedente “Primo venne Caino” in cui lo avevamo lasciato alle prese con la ricerca del “Tatuatore”, un killer spietato e pericoloso.
L’incipit di “Mutevoli nascondigli” vede le parti invertite: mentre guida con la sua Lambretta lungo via Trionfale, Malinverno riconosce, nello specchietto retrovisore, gli occhi dell’uomo a cui aveva dato la caccia. Nell’inseguimento una macchia d’olio manda Malinverno a cozzare contro un albero mentre la vettura del Tatuatore si fracassa contro un muretto e l’uomo muore.
“Termina così il viaggio terreno all’insegna del crimine del Tatuatore. Per lui nessun processo, nessuna possibilità di difesa, niente carcere né sconti di pena. Aveva avuto il destino come giudice supremo, benché la sua morte si sarebbe potuta definire un incidente sul lavoro”.
Ha così inizio il terzo capitolo di questa serie noir, ambientata in una Roma cupa, tentacolare e corrotta, in cui la morte del Tatuatore è solo l’inizio di una serie di omicidi legati a corruzione, riciclaggio di denaro proveniente dalle sale gioco e politici senza scrupoli, invischiati in un giro di prostituzione minorile. Sono questi i “Mutevoli nascondigli” dell’animo umano, attorno a cui ruota l’omicidio sensazionale dello scrittore Petronio Grigo, l’uomo dei talk show, facoltoso “scrivente” colluso con i peggiori criminali senza scrupoli.
Mariano Sabatini ha messo in campo una Babele di personaggi, ognuno col proprio ruolo e la propria costruzione psicologica, creando tante sottotrame legate con fili sottili le une alle altre, a tratti si rischia di perdere il bandolo della matassa poi, piano piano, tutto trova la giusta collocazione e il finale appare la conclusione più logica e determinante che si possa immaginare.
Leo Malinverno è una figura che ricorda i giornalisti investigativi d’oltreoceano: nostalgico, appassionato di belle donne e della buona cucina, ironico e impavido, onesto e costantemente alla ricerca di verità e giustizia. Consapevole del fatto che il suo è un mestiere duro e rischioso, non si piange addosso ma sceglie la via della collaborazione, grazie all’amicizia col vicequestore Jacopo Guerci e dando fiducia alle giovani leve. Roma è una presenza costante, che siano i palazzi popolari delle periferie che “odorano di minestroni e di stantio” oppure il suo centro storico, “un museo a cielo aperto” ma sempre capace di emozionare.
Con una penna rapida e precisa, Mariano Sabatini traccia un’inchiesta realistica e articolata, rivelando tutta la sua esperienza giornalistica nel linguaggio schietto e curato ma fruibile e accattivante, a tratti ironico, alla costante ricerca di un ritmo che cresce a mano a mano che si procede nella lettura. I temi che “Mutevoli nascondigli” mette in risalto sono più che attuali, regalando così maggior coinvolgimento. I dialoghi messi in campo da Sabatini rendono la lettura incalzante, scorrevole, mai pesante e il lettore ha la sensazione di trovarsi di fronte ad uno schermo televisivo, grazie alla dinamicità delle situazioni, ai toni realistici e ai veloci passaggi di contesto.
Mariano Sabatini sembra trovare in Malinverno il suo perfetto alter ego, che risalta nelle situazioni di crisi in cui versa l’editoria, nella “fame di notizie del cronista” che lo accompagna, nell’invidia tra colleghi, tra “chi è animato dalla smania di tensione investigativa e chi invece da una certa vaporizzazione dell’informazione” e nel continuo confronto coi grandi maestri Montanelli, Biagi e Bocca. Consigliato a chi ama le storie cupe, realistiche e le investigazioni giornalistiche dal ritmo crescente collocate in una realtà concreta, “Mutevoli nascondigli” è un noir che necessita di una lettura attenta, non superficiale e di essere lasciato decantare lentamente per poterlo assaporare nella sua interezza.
EDITORE: Indomitus publishing
PAGINE: 306
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Mariano Sabatini è nato nel 1971 a Roma, dove vive. Ha scritto per i maggiori quotidiani, periodici e per il web, ha firmato programmi televisivi di successo (tra i quali “Tappeto volante”, “Parola mia” e “Uno Mattina”) per la RAI e altri network nazionali privati. Ideatore e conduttore di rubriche radiofoniche, continua a frequentare la TV come commentatore e scrive racconti per riviste popolari. Ha partecipato a diverse antologie e proposto una novella per bambini dal titolo “Una cagnolina non vola mica” (Chiaredizioni, 2021).
Dopo diversi libri saggistici, con “L’inganno dell’ippocastano” (2016), suo primo romanzo, ha vinto il premio Flaiano e il Romiti; “Primo venne Caino” (2018) si è aggiudicato tra gli altri il Giallo Ceresio e Premio Città di Como. Entrambi sono tradotti all’estero.