Hugging the river
Recensione di: Giulia Capacchietti
TRAMA:
Iroha Rivera è la figlia adottiva di una leggenda del blues, e con una chitarra in mano sembra invincibile.
Maverick Ward è il suo migliore amico, il suo opposto: batterista, portiere di hockey, logica e tempesta.
Sono nati per salvarsi. Sono cresciuti per sfidarsi. Rischiano di perdersi.
Attorno a loro, tutto cambia: la loro band rock sta per esplodere, una comunità nomade è messa sotto accusa e una scia di omicidi scuote la città. Le vittime vengono trovate allo stesso modo: stuprate, accecate, strangolate. E nessuno vuole davvero la verità. Si preferisce un capro espiatorio.
Quando nella band entra Robin, un cantante nomade, le crepe diventano voragini. Così come quando, nella vita di Iroha, entra Montgomery Walker, il bullo del liceo che un tempo l’ha quasi distrutta, e che le fa capire che anche i mostri, a volte, chiedono aiuto.
Tra un bacio rubato e un’altra vittima trascinata fuori dal fiume, Iroha e Maverick dovranno scegliere se restare spettatori o scendere nel fango.
Perché la musica può salvarti.
Hugging the River è un dark romance new adult. Una storia di sangue, talento, corruzione e desideri proibiti.
Dove tutti hanno qualcosa da perdere e qualcuno… qualcosa da nascondere.
RECENSIONE:
Hugging the River di Sara Braghin è uno di quei romanzi che riescono a mescolare suspense e parte emotiva senza però che l’una sia preponderante sull’altra e viceversa. Fin dalle prime pagine si percepisce una sorta di inquietudine, quasi angosciante che accompagna tutta la lettura e che tiene viva la curiosità senza bisogno di forzare continuamente la trama creando colpi di scena che sarebbero stati fuori luogo.
Una delle cose che Sara Braghin ha curato con particolare attenzione è la costruzione dei personaggi. Iroha è una protagonista molto fragile, ma proprio per questo vera. Ha tante contraddizioni, momenti in cui sembra voler sparire e altri in cui invece cerca disperatamente il proprio posto nel mondo. È facile affezionarsi a lei perché non viene mai resa “perfetta”, anzi: spesso sbaglia, si chiude, si lascia sopraffare, ed è proprio questo a renderla credibile.
“Se dovessi descrivere Iroha in tre parole direi fiume in piena. Di quelli che travolgono alberi, rive, case, che non ti lasciano scampo. Non importa quanto tu possa tentare di venirne fuori, di salvarti. ti risucchiano al loro interno in ogni caso, ballonzolandoti, facendoti perdere i sensi. Regalandotene di nuovi”
Anche Maverick è un personaggio che colpisce il lettore. All’inizio appare distante, quasi duro, ma andando avanti si intravede tutta la sofferenza che ha dentro. Il suo modo di proteggersi dagli altri, di nascondere quello che prova,è uno degli aspetti più riusciti del libro.
“Maverick è selvatico, mordace. E al contempo abilmente capace, in tutto. Non c’è una sola cosa che gli venga difficile fare. Persino essere bello gli riesce incredibilmente bene. E ovviamente te lo sbatte in faccia, ogni singolo giorno.”
Robin invece ha un equilibrio diverso: attraverso di lui emergono soprattutto il bisogno di appartenenza, la paura di essere esclusi, nonostante l’apparente sicurezza e strafottenza.
I rapporti tra loro sono costruiti con calma, senza forzature, e questo aiuta tantissimo la parte emotiva della storia. Non sembrano relazioni create solo per mandare avanti la trama, ma legami che cambiano davvero i personaggi. Il romanzo affronta temi molto attuali come il disagio giovanile, il senso di isolamento, il razzismo e la difficoltà di sentirsi accettati. Sono argomenti inseriti nella storia in modo naturale, senza diventare mai pesanti o artificiosi.
Un altro elemento che accompagna continuamente i protagonisti è la musica rock, che nel romanzo non è solo un dettaglio o un sottofondo, ma quasi un filo conduttore emotivo, tanto che una delle canzoni che i ragazzi suonano dà il titolo al romanzo, Hugging the river. La musica diventa un modo per riconoscersi, per sfogarsi, per sentirsi vivi quando tutto il resto sembra troppo difficile da gestire.
“Io annuncio Money for Nothing, la annuncio al pubblico che la riconosce subito, che alza le mani, che ondeggia sul posto. Infine ci uniamo tutti assieme.”
La struttura di Hugging the river funziona molto bene. La storia alterna capitoli narrati dal punto di vista di Iroha ad altri raccontati da Maverick, entrambi sempre in prima persona. Questa scelta permette di entrare davvero nella testa dei personaggi, di capire le loro paure, i loro silenzi e tutto quello che spesso non riescono a dire apertamente agli altri. È una struttura che rende la lettura più coinvolgente anche dal punto di vista emotivo, perché mostra due modi diversi di vivere le stesse sensazioni e le stesse situazioni.
Anche l’ambientazione ha un ruolo importante. I luoghi descritti trasmettono spesso una sensazione malinconica e inquieta che si intreccia perfettamente con gli eventi della storia. Non fanno solo da sfondo, ma sembrano partecipare allo stato emotivo dei personaggi.
Tra i punti di forza ci sono sicuramente la scorrevolezza della scrittura, il ritmo sempre coinvolgente e il modo in cui il romanzo riesce a bilanciare introspezione e suspense.
Ci sono scene che lasciano addosso una strana malinconia, un senso di angoscia che fa immergere il lettore ancora di più nella narrazione.
Nel complesso, Hugging the River è una storia intensa, emotiva e a tratti anche dolorosa, che parla di crescita, identità, rabbia, paura e bisogno di sentirsi capiti. È uno di quei libri che restano per l’atmosfera e per il modo in cui riescono a farti entrare dentro i personaggi.
A breve uscirà la seconda parte della storia. Le aspettative sono altissime, sicuramente sarà all’altezza del primo romanzo e Sara Braghin riuscirà a conquistare il cuore del lettore esattamente come con il primo volume.
Editore: LAR Editore
Pagine: 388
Anno di pubblicazione: 9 febbraio 2026
AUTORE:

Sara Braghin è nata a Chieri, classe 1992, assistente di studio odontoiatrico nel basso Monferrato. Ha vinto nel 2015 il concorso letterario indetto da Ragnatela Editore con il racconto “Un altro giorno” guadagnandone la pubblicazione nell’antologia “Racconti nella Ragnatela”. Ha pubblicato nel 2024 la sua prima opera “Storia di una bugia” presso la casa editrice Planet Book; nel 2025 la sua seconda in formato eBook “I Tritarifiuti” presso la casa editrice Delos Digital; nel 2026 la sua terza suddivisa in due volumi, “Hugging the River” e “Death Warrant”, presso Just Read Edizioni.