L’Eco delle Stelle di Chiara Bianchi

L'eco delle stelle
«Io costruisco, mio figlio mantiene, i nipoti distruggono»

L’eco delle stelle

Recensione di: Giulia Magnanini

TRAMA:

Metà anni Settanta. Angelo Rizzoli è un ragazzo cresciuto troppo in fretta, con un cognome che pesa e la responsabilità di un’azienda sull’orlo del collasso. Suo padre Andrea si è sfilato dalla scena, trasferendosi in Costa Azzurra vicino alla nuova moglie e ai tavoli da gioco, adesso tocca a lui, Angelo Jr. Preceduto da un cameriere in livrea, attraversa i corridoi di un hotel.

Ad attenderlo nella camera 127 c’è un uomo molto potente e temuto: l’unico, dicono, che abbia le conoscenze in grado di salvare l’impero dei Rizzoli, soffocato dai debiti contratti per l’acquisto del Corriere della Sera. Lo chiamano Venerabile Maestro. Il suo nome è Licio Gelli. Da quel momento, le regole ereditate dal Commenda, che quell’impero l’aveva costruito dal niente, non sono più ‘non fare debiti’ o ‘stare lontano dalla politica’. La regola diventa una sola: quanto sei disposto a perdere, per non perdere tutto?

RECENSIONE:

Con questo nuovo romanzo Chiara Bianchi riprende il racconto lasciato inIl canto della fortuna“, ma questa volta il percorso della famiglia non è più quello dell’ascesa bensì quello della caduta.

 Se il primo libro raccontava la costruzione del’impero Rizzoli, “L’eco delle stelle” racconta cosa succede quando questo comincia a sgretolarsi. Tutto prende avvio dalla morte del fondatore Angelo, che aveva predetto ciò che sarebbe accaduto dopo di lui. «Io costruisco, mio figlio mantiene, i nipoti distruggono», aveva detto. Una frase che torna più volte nel romanzo, come un avvertimento ripetuto e non ascoltato, un’ombra che accompagna ogni scelta dei suoi eredi.

Alla sua scomparsa, l’azienda passa prima ad Andrea e poi al giovane Angelo jr, detto Angelone per la sua mole. È con questo passaggio di consegne che inizia il declino. L’acquisto del Corriere della Sera, nell’estate del 1974, diventa il gesto di rivalsa delle nuove generazioni per affermarsi a tutti i costi anche a rischio di tradire gli insegnamenti ricevuti. Il patriarca aveva infatti detto loro di non comprare nessun giornale e addirittura di vendere l’azienda in punto di morte, intuendone i pericoli, ma i suoi eredi scelgono di ignorarlo.

E così, quello che doveva essere un grande sogno diventa presto un insieme di debiti, compromessi, legami rischiosi e alleanze che si riveleranno estremamente pericolose. «Al Corriere la realtà è un’altra. È il compromesso, Angelo. Sempre stato così», si legge in una delle pagine più emblematiche

L’eco delle stelle è molto più di una saga familiare: è un viaggio attraverso cinquant’anni di storia italiana, un affresco potente in cui le vicende della famiglia Rizzoli si intrecciano con gli eventi che hanno segnato il Paese dagli anni Settanta a oggi.  Chiara Bianchi non racconta solo la storia di una famiglia, ma la inserisce in un contesto storico vivo, restituendo al lettore la sensazione di attraversare epoche, atmosfere e tensioni che appartengono alla memoria collettiva. La storia individuale e quella nazionale si sfiorano, si influenzano e finiscono per diventare inseparabili, perché l’una è parte dell’altra.

La struttura narrativa è uno dei grandi meriti del romanzo. La scelta di far parlare più personaggi permette di osservare la storia dei Rizzoli da prospettive poliedriche, ciascuna con la propria sensibilità e la propria verità. La narrazione si muove con naturalezza, ricordi che riportano alla luce episodi e segreti del passato, parti in cui domina la soggettività di più personaggi e pagine che sembrano quasi cronache del passato. Il risultato è un ritmo avvolgente, mai prevedibile, che cattura e trascina.

Leggendo, si prova una sensazione particolare: quella di ritrovare emozioni, ricordi, frammenti di un passato che appartiene non solo ai personaggi, ma anche al lettore. Gli anni di piombo, la P2, la televisione come nuovo mezzo di comunicazione: tutto è raccontato con una precisione emotiva tale da far riaffiorare memorie personali. È un autentico effetto madeleine, un ritorno del passato che non ha nulla di nostalgico, ma molto di profondamente umano.

Al centro del romanzo c’è Angelone, figura tragica e magnetica. È un uomo che desidera ardentemente essere all’altezza del proprio nome, ma che finisce per smarrirsi nella ricerca di un riconoscimento che non arriva mai. Cresciuto all’ombra di un padre severo, affamato di approvazione, vede nel Corriere non solo un giornale, ma un simbolo, un trofeo, la prova definitiva di poter camminare senza l’ombra del genitore e del nonno. Ma quella conquista si rivela un abisso. Le parole di Montanelli – «Se ci mettete un piede dentro, poi vi troverete con l’acqua alla gola» – suonano come una condanna inevitabile, una verità che Angelone non vuole vedere.

Ma la costellazione dei personaggi è molto più ampia e complessa.

C’è Andrea, il figlio del patriarca, un uomo cresciuto nella rigidità e nella mancanza di affetto, che vede nell’acquisizione del Corriere un’occasione di emancipazione tardiva. C’è Pinuccia, la sorella più silenziosa, che osserva tutto con lucidità e comprende prima degli altri che la famiglia sta correndo verso il baratro e fa l’impossibile per uscirne quanto prima. Ci sono i fratelli e i cugini, divisi tra lealtà e rivalità, incapaci di trovare un equilibrio comune.

Ci sono le donne della famiglia, spesso più consapevoli degli uomini, che vedono ciò che gli altri ignorano e cercano, invano, di frenare la corsa verso il disastro. Lucia la madre di Angelone che cerca di consigliarlo sempre e di proteggerlo e utilizza tutte le sue conscenze per aiutarlo. C’è la moglie di Angelone, Eleonora Giorgi, che lo prega più volte di farsi aiutare e di vendere tutto. E poi ci sono gli amici, i collaboratori, gli avvocati, i consiglieri, figure che incarnano le molte anime dell’Italia del periodo: l’imprenditoria, la politica, la borghesia emergente, la criminalità finanziaria.

Una delle parti più intense del romanzo è quella dedicata all’incontro tra Angelone e Licio Gelli. L’autrice ricostruisce con precisione quasi documentaria la rete di potere, manipolazione e ambiguità che circondava la P2, senza rinunciare alla tensione narrativa. Gelli appare come una presenza magnetica e inquietante, capace di esercitare un fascino oscuro su chiunque entri nella sua orbita.

Da quel momento, il destino di Angelone si intreccia con uno dei capitoli più bui della storia italiana e la sua parabola discendente diventa inevitabile. Il fallimento del Banco Ambrosiano, la morte di Calvi, lo scandalo della loggia massonica: tutto si abbatte su di lui come una tempesta. E quando arriva il carcere, con accuse pesanti e umilianti, resta solo la sensazione di un uomo che ha tentato di restare in equilibrio, ma che alla fine ha perso ogni appiglio.

Il romanzo attraversa decenni cruciali: gli anni di piombo, la strategia della tensione, il boom economico. Ogni evento storico incide sulla vita dei personaggi, mostrando come la storia collettiva e quella individuale siano legate da un filo invisibile ma indissolubile. Le scene dialogate sono vivaci e dinamiche, mentre le parti più introspettive mostrano i personaggi alle prese con i propri fantasmi e con il peso di un’eredità che sembra più grande di loro. «I Rizzoli non si possono fermare mai. Sono un’azienda prima ancora di essere una famiglia», si legge in una frase che racchiude l’essenza della loro tragedia.

La lettura di L’eco delle stelle genera un coinvolgimento emotivo raro. Si ha la sensazione di essere dentro la storia, di vivere accanto ai personaggi, di condividere le loro paure, le loro speranze, le loro cadute. È un romanzo che non si limita a raccontare: trascina, avvolge, ferisce e lascia un’eco che continua a risuonare molto dopo aver chiuso l’ultima pagina. È un’opera che rimane, che parla di destino, famiglia, potere, amore, errori, cadute e rinascite. È un libro che non si limita a essere letto: lo si vive.

Editore: Salani

Pagine: 416

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Chiara Bianchi

Chiara Bianchi è nata a Taranto. Ha una laurea in Lettere e una specializzazione in Musicologia. Vive a Berlino dove lavora come editor freelance. Collabora con varie riviste e blog culturali. Il suo primo romanzo, Il canto della fortuna (2024), primo capitolo della saga dei Rizzoli, ha vinto il Premio BPER Armonia, il Premio Letteratura d’Impresa e il Premio Massarosa.

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