Il sangue degli architetti di Diego Lama

Il sangue degli architetti
“La vita era solo un carillon che non poteva essere aperto”.

Il sangue degli architetti

Recensione di: Alessandra Boschini

TRAMA 

È lunedì mattina – maledetto, pensa Veneruso, come tutti quelli che Dio manda in terra – e il commissario ne ha già le tasche piene della vita e pure della morte quando bussano alla porta del suo ufficio: qualcuno ha ucciso l’architetto Lester Young, rovesciandogli addosso un busto di marmo dal Palazzo delle Belle Arti. Il colpevole si nasconde per forza nell’edificio, e il movente è chiaro: quel giorno si stava per assegnare l’appalto di un importante progetto cittadino, e Young era il vincitore annunciato. Veneruso concentra quindi le attenzioni sugli avversari della vittima… ma il quadro si complica in fretta, tra donne misteriose, faccendieri pieni di segreti e altri, pirotecnici assassinii.

Chi c’è dietro al mistero? E qual è il movente? Veneruso scopre che la sua Napoli sta per scomparire, travolta da una trasformazione che prevede l’annullamento di interi quartieri e la costruzione di nuove aree, un orizzonte che per lui, allergico al cambiamento, equivale a un terremoto. Man mano che l’indagine proseguirà, sul palcoscenico si alterneranno amori infranti, rimpianti mai sopiti, eterni sogni di futuri più o meno possibili e tanta dolente tenerezza, tutti a consumarsi all’altare del Grande Nemico, il Tempo, che gira, gira, gira e gira, e forse, questa volta, presenterà il conto più temuto.

RECENSIONE 

Dopo tre anni di attesa Diego Lama torna in libreria con Il sangue degli architettie una nuova indagine per il commissario del Regno, Veneruso. E con il commissario napoletano più cinico, sarcastico e incazzoso di sempre, ritroviamo tutta la sua squadra, più sgarrupata che mai ma, proprio per questo, indimenticabile. Diego Lama dà avvio al romanzo a indagine terminata e tocca al lettore riavvolgere il filo degli eventi, andando a ritroso nel tempo.

Un tempo assai breve, una settimana in cui Napoli sta per essere stravolta: dopo l’epidemia di colera che ha mietuto più di settemila vittime, il Comune ha messo in atto un’enorme trasformazione urbanistica. Il progetto di Risanamento prevedeva la demolizione di interi quartieri per far spazio a edifici moderni e nuove arterie stradali che avrebbero portato aria e luce ma, soprattutto, nuove aree urbane: il Vomero, Mergellina, Chiaia e Corso Rettifilo sorsero proprio grazie ad una legge voluta dal sindaco e approvata dal governo di un’Italia da poco unita in cui presidente del consiglio era De Pretis.

Il Comune aveva indetto un bando di concorso e quattro architetti si accingevano a presentare i loro progetti di Risanamento, seguendo ognuno i propri stili architettonici. Diego Lama struttura il romanzo in quattro parti suddividendoli negli gli stili a cui si ispiravano gli architetti: Neogotico, Neoclassico, Neomoderno e Floreale. Ma, uno dopo l’altro, i quattro architetti muoiono in circostanze strane e controverse e la morte sembra coglierli seguendone le inclinazioni artistiche.

Quattro giorni di indagini, dal lunedì al giovedì, più il sabato che viene presentato al lettore con interludi in cui il commissario Veneruso riceve macabri pacchetti anonimi e, fumando un sigaro dopo l’altro, raccoglie pensieri, maledizioni e chitemuort contro tutto e tutti. Avanti e indietro nel tempo, Diego Lama anticipa o posticipa gli eventi mentre il lettore assiste alla trasformazione di una città colta e internazionale, in cui convivono ricchezza e povertà, miseria e nobiltà:

Napoli è una città antica, antiquata e d’antiquariato. E non ama le novità”. Men che meno Veneruso, refrattario alla modernità e ai cambiamenti “sapeva poco d’urbanistica: per lui le città nascevano e morivano per grazia del Padreterno, il sommo Architetto. Per lui il nemico da combattere è il tempo, un nemico subdolo, l’assassino per eccellenza. Egli -esso- non si accontentava di ammazzare solo le persone, si accaniva anche sulle cose, sulle idee, sugli amori, su tutto”.

Il sangue degli architetti è un giallo storico che fa della lentezza il suo punto di forza, che si focalizza sui personaggi, sui loro pensieri, esaltandone l’umanità e le miserie, e sulla forza di una città in mutamento che, come un’araba fenice, risorge dalle proprie ceneri. Veneruso si fissa nel cuore del lettore perché antieroe per eccellenza, prende decisioni “di panza”, è malato di solitudine e nostalgia, non ha fede negli uomini e nel futuro eppure è capace di commuoversi e provare pietà ed empatia, ha conosciuto la fame vera e la povertà umiliante, è scontroso e talvolta meschino con i suoi sottoposti eppure “aveva bisogno di loro, erano un po’ la sola famiglia che avesse”.

Diego Lama dipinge gli agenti di Veneruso come macchiette rendendoli veri, umani “una miscela d’ignoranza, pigrizia, furbizia, intelligenza, operosità, rispetto, indolenza, sfiducia ed entusiasmo, tutto mescolato senza alcuna logica”. Un giallo che si divora, 400 pagine che scorrono veloci perché Diego Lama sa come intrattenere il lettore, affamandolo di curiosità, di nozioni, di storia, con una prosa piacevole e scorrevole, inframmezzata da verità storiche e finzioni sceniche, quasi un’opera teatrale, una commedia tragica e satirica in cui Napoli appare come un fondale brulicante di guitti e carrozze che ne solcano i vicoli, illuminati dalle lampade a petrolio che creano fitti misteri tra le sue ombre.

E come in ogni commedia che si rispetti risuonano l’eco di amori controversi, gelosie e possessioni, prevaricazioni e l’inesorabile scorrere del tempo: “è lui il colpevole, il vero assassino”.

EDITORE: Mondadori

PAGINE: 408

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Diego Lama

Diego Lama è nato a Napoli, dove vive e lavora come architetto. Per Mondadori sono usciti altri cinque libri con protagonista il commissario Veneruso – La collera di Napoli (2015), Sceneggiata di morte (2016), La settima notte di Veneruso (2018), Tutti si muore soli (2021), Il mostro di Capri (2022) – e la saga della famiglia Morelli – La casa delle sirene (2023), vincitore del premio Selezione Bancarella 2024, La casa delle colpe (2024), La casa dei ritorni (2025) – scritta a quattro mani con la sorella Diana Lama e pubblicata con lo pseudonimo di Valeria Galante.

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