Prima che finisca di Diego Quintero

Prima che finisca
Ci sono noir che raccontano un’indagine. E poi ci sono noir che usano l’indagine per parlare della vita.

Prima che finisca

Recensione di: Emanuela Di Novo

TRAMA:

Torino, 1990. L’Italia sogna il Mondiale. Selena Moretti ha tre mesi di vita. Una diagnosi di leucemia. Nessuna cura possibile. L’Ispettore decide di non fermarsi. Di non aspettare la fine. Invece di arrendersi, riapre un caso archiviato troppo in fretta: la scomparsa di Riccardo Rossi, figlio di un operaio Fiat morto sul lavoro. Nessun corpo, nessun colpevole, nessuna verità. Non si scappa così. Mentre il Paese urla davanti alla televisione, Selena scava tra silenzi industriali, responsabilità nascoste e rabbia operaia.

E intanto cerca di vivere tutto ciò che non ha vissuto: il desiderio, il rischio, l’amore per un padre che non è pronto a perderla. Il tempo è il suo vero nemico. Il corpo cede. L’indagine accelera. Prima che finisca è un noir potente e personale, ambientato in un’Italia distratta, dove il rumore dello stadio copre verità che nessuno vuole ascoltare. Ogni scoperta è una ferita.

RECENSIONE:

Cosa resta di una vita quando il tempo improvvisamente si accorcia?

Prima che finisca di Diego D. Quintero parte da questa domanda per costruire un noir intimo e profondamente umano, dove l’indagine diventa il mezzo attraverso cui affrontare la paura, il desiderio e il senso stesso dell’esistenza.

Ambientato in una Torino del 1990 sospesa tra il rumore dei Mondiali, le tensioni operaie e i silenzi industriali, il romanzo segue l’Ispettore Selena Moretti, una donna che riceve una diagnosi senza possibilità di appello: leucemia mieloide acuta, pochi mesi di vita. Da questo momento, però, la storia non sceglie la strada della rassegnazione, ma quella della trasformazione. Selena decide di continuare a lavorare e riapre un vecchio caso archiviato troppo in fretta: la scomparsa di Riccardo Rossi, figlio di un operaio Fiat morto in circostanze poco chiare.

Il noir costruito da Quintero funziona perché non si limita alla struttura investigativa. L’indagine diventa il mezzo attraverso cui Selena affronta qualcosa di molto più profondo: il rapporto con il tempo, con il corpo che si deteriora, con i desideri mai vissuti davvero, con il padre e con la paura della solitudine. Ogni passo verso la verità coincide con una presa di coscienza personale, trasformando il romanzo in una riflessione sulla necessità di scegliere come vivere anche quando tutto sembra già deciso.

Uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio Selena. È un personaggio imperfetto, umano, rabbioso, fragile. Non viene idealizzata e non cerca mai di apparire eroica. La sua forza nasce dalla paura, dal desiderio improvviso di non rimandare più niente. In questo senso il romanzo riesce a evitare molti cliché sia del noir sia della narrativa legata alla malattia, scegliendo invece una strada più concreta e intima.

Anche l’ambientazione ha un ruolo fondamentale. La Torino industriale dei Mondiali del 1990 non è solo uno sfondo nostalgico: diventa parte integrante della narrazione. Il contrasto tra il Paese distratto dal calcio e il dolore silenzioso di chi resta invisibile costruisce un’atmosfera profondamente malinconica e credibile. Le urla delle partite, i bar pieni, la Fiat, i fascicoli archiviati in fretta e la rabbia operaia attraversano continuamente la storia, amplificando il senso di isolamento della protagonista.

La scrittura di Diego Quintero è asciutta, diretta, senza compiacimenti. Non cerca effetti artificiosi e proprio per questo riesce spesso a colpire con forza. I dialoghi sono essenziali, i pensieri di Selena arrivano in modo immediato e la caratterizzazione dei personaggi avviene soprattutto attraverso gesti, silenzi e reazioni, senza bisogno di lunghe spiegazioni.

Prima che finisca è un romanzo che parla della morte, ma soprattutto della possibilità di vivere davvero prima che il tempo finisca. E forse è proprio questo il suo nucleo più potente: ricordarci che spesso iniziamo a guardarci davvero soltanto quando comprendiamo che nulla è infinito.

Traduzione: X

Editore: Rudis Edizioni

Pagine: 210

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Diego Quintero

Diego Damian Quintero è nato in Argentina nel 1966, da piccolo abitando in Patagonia ha imparato a sciare e crescendo è diventato insegnante di sci. Questo l’ha portato a viaggiare per il mondo sempre alla ricerca degli inverni e della neve. Più tardi il suo lavoro come ingegnere lo porta nei cinque continenti per implementare soluzioni informatiche ai suoi committenti e così conosce culture diverse, religioni diverse, persone diverse e si appassiona a scrivere su di loro.

I suoi continui viaggi lo portano a condividere conversazioni con persone che gli raccontano le basi dell’induismo a riguardo delle reincarnazioni. L’argomento lo affascina e gli permette di creare storie con basi solide ambientate nei posti meravigliosi da lui visitati. Con Rudis Edizioni ha già pubblicato “Imagine – Tu puoi fare la differenza.

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