La paziente del reparto 9
Recensione di: Isabella Bianco
TRAMA:
Laura è una donna senza più ricordi. Non sa chi è. Ma potrebbe sapere chi sei tu. Laura Winters non sa come abbia perso la memoria, né perché sia stata trovata sola e coperta di sangue. Un sangue che non è il suo. Ora è rinchiusa in un centro psichiatrico di massima sicurezza. Non c’è un corpo, non ci sono testimoni: tutto dipende da me, l’unica psicologa con cui accetta di parlare. Ho sei giorni di tempo per guadagnarmi la sua fiducia, capire cosa si nasconde dietro i suoi ricordi frammentati e, soprattutto, rimettere insieme i pezzi di ciò che è accaduto.
Tra le pieghe dei racconti di una vita perfetta e di un fidanzato senza difetti, comincio a intravedere una verità più oscura. E, mentre ascolto la sua storia, emergono inquietanti somiglianze con la mia. L’uomo che Laura descrive assomiglia in modo sorprendente a mio marito. Sto entrando nella mente di una vittima, di una testimone… o di un’assassina?
RECENSIONE:
La paziente del reparto 9 fa il suo prorompente ingresso all’interno del gigantesco mondo degli hospital thriller, romanzi che si ambientano, solitamente, in ospedali psichiatrici o centri di salute mentale. Appena il lettore lo comincia, infatti, trova immediatamente affinità con romanzi dall’ambientazione e dallo schema narrativo simile, come La paziente silenziosa di Alex Michaelides, celeberrimo libro pubblicato da Einaudi. La paziente del reparto 9 è una storia breve ma d’inquietudine che, attraverso le poco più di duecento pagine che la compongono, avvolge il lettore in un vortice di mistero, brividi e spavento, gli trasmette un sentimento di inadeguatezza che lo spinge a credere di non potersi fidare di nessuno.
L’ospedale psichiatrico in cui il romanzo è ambientato, Heaton Place, è un luogo oscuro e misterioso in cui, sin dalle prime pagine, il lettore e la protagonista, Emma, si sentono a disagio, come se qualcosa, da un momento all’altro, potesse andare male. Heaton Place non ha niente da invidiare a quei manicomi che si vedono nei film, come quello di Shutter Island di Martin Scorsese, un luogo che si vive solo all’interno, fatto di rigide regoli e protocolli.
All’inizio, però, la dottoressa Emma, psicologa di grande stima, non sembra notare l’inquietudine di quel luogo, è troppo concentrata sul suo lavoro, che sente il ticchettio dell’orologio: ha sei giorni per scoprire cosa sia accaduto a Laura, psicologa a sua volta, che è stata ritrovata in preda all’amnesia in una stanza piena di sangue.
Sin dai primi istanti di colloquio con Laura, Emma trova delle affinità nelle parole e nei comportamenti di quella giovane donna: le ricordano prima sua sorella, Sarah, morta molti anni prima, poi sé stessa. L’immedesimazione è un problema per la terapia, Emma lo capisce, ma continua il suo lavoro, qualcosa in quella donna la incuriosisce.
Nel suo lavoro Emma si occupa di violenza domestica, della tutela di giovani donne vittime di partner abusanti, ed è proprio questa la dinamica che rintraccia nel rapporto tra Laura e il suo compagno, Daniel. Dal suo arrivo a Heaton Place, inoltre, Emma non riesce a contattare suo marito, Connor. Emma ha smarrito il suo cellulare, ma tenta di raggiungere il marito con un nuovo telefono, tramite svariate telefonate e SMS, ma l’uomo è irraggiungibile. Presto Emma inizia a temere che all’uomo sia accaduto qualcosa di terribile.
La paziente del reparto 9 è ricco di spunti di trama interessanti che, tuttavia, vengono solo abbozzati, che creano uno sfondo solo parziale al centro della storia e che confondono un po’ il lettore, fornendo tanti elementi, forse troppi, che distraggono dal fulcro della vicenda. L’alternanza irregolare di due piani temporali, il passato e il presente, risultano inoltre un po’ forzati, non sono funzionali al progredire della narrazione e fungono solo da approfondimento psicologico dei personaggi protagonisti che, però, il lettore ha già la possibilità di conoscere ampiamente.
La paziente del reparto 9 di Naomi Williams è il romanzo perfetto per chi desidera approcciarsi ai thriller, per chi ha letto pochi romanzi del genere ed è incuriosito dal tema delle malattie mentali nei romanzi ad alta tensione. Per i lettori più esperti, invece, forse questo romanzo risulta un po’ prevedibile: chi si è già approcciato al mondo degli hospital thriller troverà le dinamiche già viste e quel colpo di scena che conclude il romanzo potrebbe risultare un po’ tiepido ed essere addirittura intuibile.
Traduzione: Alessandra Maestrini
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 288
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Naomi Williams è cresciuta nello Yorkshire e ora vive a Londra con la sua famiglia. Ha studiato Letteratura inglese all’università e ha iniziato la sua carriera insegnando inglese e teatro, prima di dedicarsi completamente alla scrittura. La paziente del reparto 9 è il suo romanzo d’esordio.