Tutti parlano di loro
Recensione di: Lorenza Lazzarini
TRAMA:
Benny Abbott e Joy Moore, lui ironico e impulsivo, lei brillante e impenetrabile, conducono uno dei podcast più amati al mondo. Ogni settimana incantano milioni di ascoltatori con storie di sopravvivenza “contro ogni previsione”, raccontando con umorismo sorprendente perfino le esperienze di quasi-morte. Si sono sempre salvati la vita a vicenda. Almeno così raccontano. Dal primo episodio – in cui Joy ha parlato della sua grave narcolessia – sono diventati la coppia di migliori amici che tutti vorrebbero avere. E, grazie alla gestione impeccabile di Xander, marito di Joy, hanno costruito un impero mediatico. Poi, una mattina, tutto si spezza. Benny arriva a casa loro per registrare.
Vetri infranti. Silenzio. La casa è vuota. L’unico indizio è una bozza incompleta che nessuno ha mai letto prima: il memoir di Joy. Mentre la polizia concentra i sospetti su Benny, le ore passano e le speranze di ritrovare la coppia si assottigliano. Milioni di fan credono di conoscere i “veri” Benny e Joy. Ma forse nessuno ha mai saputo davvero cosa si nascondeva dietro le loro storie di sopravvivenza. Perché alcune verità non si raccontano in un podcast. Si tengono nascoste. Anche a chi ami di più.
RECENSIONE:
Il romanzo d’esordio di Tiffany Crum “Tutti parlano di loro” è un thriller pubblicato in contemporanea mondiale nel marzo 2026.
Benny Abbott e Joy Moore sono due amici inseparabili da tredici anni e conducono insieme il podcast “Questa storia potrebbe salvarti la vita”. In ogni puntata condividono storie di persone che hanno affrontato la morte e sono sopravvissute per raccontarlo, i due si immaginano soluzioni comiche per uscire da quella vicenda. Il loro motto è: “Quel che non ti ammazza… fa di te un sopravvissuto”. Il successo del podcast arriva, inaspettato e improvviso, cambiando radicalmente la vita di entrambi.
Ciò che nessuno di questi ascoltatori sa è che Joy ha condiviso solo una parte di sé. Quando Joy sparisce misteriosamente nel nulla e nella sua casa vengono ritrovati evidenti segni di irruzione, il romanzo ci riporta nel passato per ricostruire tutto ciò che è successo.
L’impatto iniziale con il romanzo è quindi immediatamente attrattivo: il lettore viene risucchiato nella vicenda e la curiosità aumenta pagina dopo pagina.
L’ambientazione di Los Angeles è perfettamente descritta da Tiffany Crum: una città frenetica, inquinata, spesso colpita dal caldo soffocante, legata al mondo dei media e dell’apparenza.
La struttura è divisa in due linee temporali alternate. Da una parte c’è il presente, narrato attraverso Benny, impegnato a seguire le indagini della polizia mentre su di lui iniziano a concentrarsi sospetti sempre più pesanti; dall’altra il passato di Joy, che racconta la propria infanzia e adolescenza segnate dalla narcolessia, malattia che condiziona profondamente il suo modo di vivere e di relazionarsi con il mondo.
Questa scelta narrativa permette di costruire personaggi stratificati e credibili. Joy non è soltanto la vittima di una scomparsa misteriosa, che rimane nello sfondo (ai margini) ma una figura complessa, vulnerabile e al tempo stesso resiliente.
Benny, invece, si rivela progressivamente più fragile di quanto la sua ironia lasci intendere, e il suo legame con Joy costituisce il centro emotivo del romanzo. Vengono analizzate anche le relazioni con i rispettivi partner: Luna la ex moglie di Benny e Xander marito di Joy.
Accanto alla componente thriller, emerge una parte significativa sul peso della malattia cronica e come impatta la vita di Joy fin dalla diagnosi nell’infanzia. I medici, infatti non capiscono subito di cosa si tratta, ma Joy soffre sempre di più.
Il punto di forza del romanzo è senza dubbio la prima parte. Tiffany Crum riesce a creare tensione fin da subito e ad alimentare costantemente la curiosità del lettore grazie ai continui rimandi tra presente e passato.
Altro elemento riuscito è la caratterizzazione del rapporto tra i protagonisti: la loro amicizia appare autentica, intensa e per certi versi commovente, rendendo la componente emotiva molto presente all’interno della vicenda.
Dopo un avvio molto serrato, la tensione investigativa perde mordente. Non c’è un vero colpo di scena; il finale prende forma piano piano, mettendo insieme tutti i pezzi che erano stati sparsi lungo la trama.
Il finale mantiene una linea narrativa realistica e non punta sull’effetto shock a tutti i costi. La risoluzione chiarisce i nodi principali della vicenda senza tradire l’impianto emotivo costruito in precedenza. Più che stupire, l’autrice sceglie di chiudere il cerchio concentrandosi sulle verità taciute e sulle crepe del rapporto tra i personaggi.
Chi si aspetta un thriller puro può rimanere un po’ deluso per la mancanza di un effetto sorpresa. La sua forza risiede soprattutto nel percorso umano dei protagonisti, nella solidità del loro legame e nell’attenzione verso temi delicati come la malattia e la sopravvivenza emotiva. “Tutti parlano di loro” è una lettura consigliata a chi apprezza i thriller che non si limitano all’indagine o alla suspense, ma intrecciano mistero, introspezione e dinamiche relazionali. Un esordio interessante, capace soprattutto di coinvolgere il lettore e di amalgamare generi diversi tra loro.
Traduzione: Annalisa Carena
Editore: Edizioni Piemme
Pagine: 385
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

TIFFANY CRUM È cresciuta in una fattoria poco distante da un carcere di massima sicurezza. Ha vissuto tanti anni in California dove ha svolto diversi lavori nell’industria cinematografica prima di conseguire un master in Scrittura creativa. Ora vive ad Atlanta con il marito, i figli e i cani, e nel tempo libero cerca di mantenere in vita il suo orto. Tutti parlano di loro è il suo romanzo d’esordio.