Omicidi Srl
TRAMA:
Fare i killer è un mestieraccio, diciamolo. Ecco il Biondo e Quello con la cravatta, professionisti con partita iva, alle prese con un nuovo incarico, un omicidio di alta gamma, con parcella a sei zeri. Un lavoro difficile, per cui decidono di coinvolgere Francesca Aroldi, stimata collega di cui hanno avuto modo di apprezzare la professionalità. Ma i dubbi restano: sarebbe comunque un costo aggiuntivo, e poi, si possono davvero fidare fino in fondo?
L’occasione si presenta quando Gianguido Howard Tossini De Coullier, giovane studente americano che vive a Milano, orfano di entrambi i genitori, sta per entrare in possesso dell’enorme eredità sinora amministrata dal nonno materno, un detestabile mercante d’arte. Il vecchio De Coullier, però, non dev’essere molto felice di questo passaggio di consegne, se è disposto a pagare un compenso milionario alla Snap Srl per farlo fuori prima del compimento dei ventun anni.
Al Biondo e a Quello con la cravatta si presenta subito un problema etico: come si fa a sopprimere un ventenne, nemmeno così odioso? E poi ci sono i problemi pratici: Gianguido conduce una vita regolata, niente vizi o eccessi, né compagnie pericolose, almeno in apparenza. Bisogna scavare bene nella vita e negli ambienti, suoi e del nonno, per trovare una soluzione.
Omicidi Srl è un affilato poliziesco al contrario, in cui moventi, logiche e dinamiche di un delitto sono ricostruiti dal punto di vista di chi lo compie. Una crime story in forma di commedia che contiene una satira cinica su quel che abbiamo fatto della nostra società.
RECENSIONE:
C’è un momento, nelle prime pagine di Omicidi Srl, in cui il Biondo e Quello con la cravatta escono dall’appartamento di un ingegnere appena impiccato al suo lampadario con una corda da shibari giapponese, camminano sul marciapiede di Milano e scoprono che è la notte del 19 marzo. La festa del papà. Il modo in cui Alessandro Robecchi gestisce quel momento dice tutto su ciò che è questo libro: un noir nerissimo che fa ridere, una commedia che non smette mai di divertire.
Alessandro Robecchi torna con il secondo capitolo della serie dedicata al Biondo e a Quello con la cravatta, dopo Il tallone da killer del 2025, e conferma che la formula funziona a meraviglia. Siamo dalle parti del poliziesco al contrario, un genere che ha una tradizione illustre, da Highsmith a Westlake, ma che Alessandro Robecchi declina in modo personalissimo, calandolo in una Milano così riconoscibile da sembrare un personaggio a sé.
La città dei bar dove non esistono più bar di merda, della finanza creativa nei paesi dei tulipani, delle case nel centro che costano come una vita intera, degli aperitivi a trenta euro: la Milano nera di Robecchi, che è al tempo stesso la capitale attrattiva e glamour e il posto dove vivono quelli che i soldi li cercano dove possono.
Il meccanismo narrativo è di quelli che reggono tutta la storia. Il Biondo e Quello con la cravatta non hanno nome, non hanno passato, vivono in una zona morale che Robecchi non si preoccupa mai di giustificare: sono professionisti, hanno una partita iva, fanno bilanci, si preoccupano delle spese di gestione. Che il loro mestiere sia ammazzare la gente con la stessa logistica di un imbianchino è il motore comico del libro, ma è anche qualcosa di più.
In questi due killer c’è una critica precisa al capitalismo della prestazione: la Snap Srl è un’azienda come un’altra, con i suoi costi fissi, le sue economie di scala, i suoi passaparola attraverso i necrologi sul Corriere. Il male, in questo libro, ha la forma di una fattura ben compilata.
La novità di Omicidi Srl rispetto al primo romanzo della serie è l’ingresso di Francesca Aroldi, killer freelance con un suo stile e una sua storia, che i due soci decidono di coinvolgere per affrontare la complessità del contratto Tossini. Alessandro Robecchi gestisce il triangolo con grande abilità: Francesca non è solo una variante femminile del duo, è un personaggio con una psicologia diversa, più fredda in alcune cose e più esposta in altre, e la chimica tra i tre dà al libro una dinamica nuova. Il momento in cui i tre si ritrovano alleati invece che avversari è uno dei più riusciti del romanzo.
Il vero colpo di scena del libro è il bersaglio: Gianguido Howard Tossini De Coullier, ventenne americano di buona famiglia, orfano, incensurato, nemmeno così antipatico. Il fatto che il Biondo e Quello con la cravatta si trovino a fare i conti con un problema etico – come si fa ad ammazzare uno così? – non è solo un espediente comico. Robecchi usa quella perplessità per aprire il romanzo su tutta la stratificazione di interessi, evasioni, eredità e soldi sporchi che ruota attorno al vecchio nonno gallerista e mercante d’arte.
Il caso che sembrava semplice diventa via via più intricato, e la trama si allarga in direzioni che non ci si aspetta, con una serie di deviazioni e colpi di scena che tengono alta la tensione senza mai perdere il tono.
Un punto di forza da segnalare esplicitamente è la scrittura. Alessandro Robecchi è prima di tutto un grande prosatore: il suo italiano è affilato, pieno di ritmo, capace di passare dal registro beffardo alla riflessione amara in poche righe senza che la cucitura si veda mai. Le frasi brevi del Biondo, le lunghe divagazioni mentali di Quello con la cravatta, il linguaggio asciutto e preciso di Francesca Aroldi: ogni voce ha una sua musica, e il lettore le riconosce senza bisogno di indicazioni.
Se c’è qualcosa su cui riflettere, è che chi non ha letto Il tallone da killer potrebbe trovarsi a dover ricostruire qualche riferimento al passato dei personaggi. Non è un ostacolo grave, Omicidi Srl si legge benissimo anche da solo, ma val la pena segnalarlo: leggere la serie in ordine restituisce la piena dimensione di quello che Robecchi sta costruendo.
In conclusione, Omicidi Srl è uno dei thriller italiani più divertenti e più intelligenti degli ultimi anni. Alessandro Robecchi ha trovato una formula che riesce a fare più cose in contemporanea: intrattenere, far ridere, e lasciare al lettore qualcosa su cui riflettere quando il libro è finito. Un romanzo che si legge in un soffio, ma che non lascia le mani vuote.
Altre recensioni su Alessandro Robecchi vi aspettano sul nostro sito (QUI)
Traduzione: N/A – opera italiana
Editore: Sellerio Editore – collana La memoria
Pagine: 370
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Alessandro Robecchi scrive per vari giornali, per la tv e per il teatro. È stato editorialista de Il manifesto e una delle firme di Cuore. Con Sellerio ha pubblicato la serie dedicata al personaggio Carlo Monterossi, da cui è tratta la serie TV omonima. Il tallone da killer (2025) è il primo romanzo della serie con protagonisti il Biondo e Quello con la cravatta, di cui Omicidi Srl è il secondo capitolo.