IL FINALE SI SCRIVE DA Sé   – Evelyn Clarke

Il finale si scrive da sé
Un thriller claustrofobico che unisce mistero e critica all’editoria, dove la scrittura diventa una questione di sopravvivenza.

Il finale si scrive da sé

Recensione di: Federica Salzano

TRAMA:

Le vite di sei scrittori e scrittrici emergenti stanno per cambiare per sempre: un invito misterioso ed esclusivo li conduce a Skelbrae, l’isola privata al largo della Scozia dove il leggendario Arthur Fletch si è ritirato per lavorare al suo ultimo, attesissimo romanzo. Al loro arrivo, però, scoprono che Fletch è morto e che il libro è rimasto incompiuto. Decisi a pubblicarlo comunque, l’agente e l’editore dello scrittore lanciano agli invitati una sfida impossibile da rifiutare: ciascuno avrà settantadue ore per inventare un finale degno di Fletch, vincendo così una ricompensa milionaria e un contratto da tre libri con la Merriweather Press.

Un’occasione che capita una sola volta nella vita. Il riscatto che ciascuno di loro cerca dopo anni di sforzi, delusioni e rifiuti. Isolati dal mondo, armati solo di una macchina da scrivere e di una pila di fogli colorati, i sei si ritrovano intrappolati in un vortice di ambizione, vanità e segreti. Ma i segreti, si sa, non restano mai tali a lungo, e perdere il controllo della propria storia può avere conseguenze molto pericolose.

Il finale si scrive da sé è un giallo brillante e pungente, che si diverte a giocare con i cliché dei generi letterari e i retroscena dell’industria editoriale. E, mentre i protagonisti rincorrono la fama tanto agognata, una cosa diventa sempre più chiara: se iniziare un romanzo è difficile, arrivare vivi all’ultima riga, su quest’isola, potrebbe essere la vera sfida.

RECENSIONE:

Il finale si scrive da sé di Evelyn Clarke è un romanzo che richiama fortemente le atmosfere alla Agatha Christie, in particolare quelle di Dieci piccoli indiani.

La storia si svolge su un’isola deserta, dove sei scrittori emergenti, ognuno specializzato in un diverso genere letterario, vengono invitati con una proposta irresistibile: completare il romanzo incompiuto di un celebre autore di gialli, Arthur Fletch.

Privati di qualsiasi congegno elettronico e dotati solamente di una macchina da scrivere e di fogli colorati, i protagonisti vengono immediatamente catapultati in un feroce countdown che non segna solo il tempo a disposizione per scrivere, ma anche quello delle loro vite.

In palio ci sono due milioni di dollari e la possibilità di cambiare per sempre il proprio destino. Nessuno si tira indietro, ma da quel momento prende avvio una spirale di eventi sempre più inquietanti.

La casa di Arthur Fletch è una magione vecchio stile completamente isolata dal mare, molto grande ma che nasconde anche molti segreti.

Una scogliera muschiosa e frastagliata emerge dalle creste bianche del mare. E una casa che sembra un castello in miniatura s’arrocca sulla cima.”

I sei protagonisti hanno solo settantadue ore per scrivere un finale all’altezza dell’autore:
È un’eternità e un battito di ciglia. Un weekend lungo. Una maratona e uno sprint.

L’atmosfera è volutamente cupa e opprimente: la pioggia, il mare in tempesta, le linee telefoniche interrotte e la presenza di un assassino tra loro mettono a dura prova i personaggi. L’ambientazione è uno dei punti di forza del romanzo, perché riesce a creare una forte sensazione di claustrofobia e una tensione crescente che accompagna tutta la narrazione.

Tutti i protagonisti sono autori fragili, segnati da insuccessi, blocchi creativi o dubbi sul proprio talento. L’alternanza dei punti di vista rappresenta uno degli elementi più interessanti della narrazione, permettendo di approfondire, per ciascun autore, segreti, amori e frammenti di vita passata e presente.

Interessante è anche il tema della spietatezza dell’editoria, fatta di segreti e inganni, che emerge soprattutto nel finale e che forse avrebbe meritato maggiore spazio fin dall’inizio.

Tuttavia, la trama, pur partendo da un’idea molto promettente, si sviluppa in modo piuttosto prevedibile, soprattutto per i lettori più esperti del genere. Proprio nel finale, però, le autrici (riunite sotto lo pseudonimo Evelyn Clarke) riescono a risollevare il romanzo con una serie di colpi di scena ben orchestrati, dando finalmente un tocco di originalità alla storia.

Definito anche da Stephen King, il re del brivido, un libro in lizza per diventare il bestseller dell’anno, accogliamo con piacere il suo giudizio. Tuttavia, Il finale si scrive da sé a nostro avviso, è sicuramente un’opera che ha un grande potenziale, ma che purtroppo non è stato pienamente sviluppato. La parte iniziale è sicuramente la più lenta e, forse, anche poco necessaria, mentre dalla metà in poi il ritmo diventa più incalzante e coinvolge attivamente il lettore, trasformando il romanzo in un vero page-turner.

Traduzione: Mirko Zilahy

Editore: Mondadori

Pagine: 432

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Evelyn Clarke

Era una notte buia e tempestosa (be’, in realtà era una serata insolitamente calda a Edimburgo, in Scozia) quando l’autrice bestseller del “New York Times” V.E. Schwab propose un’idea assurda alla sua amica di lunga data e sceneggiatrice Cat Clarke: scrivere un libro insieme. V. si era fatta un nome con più di venti libri di successo, tra cui la serie Shades of Magic e La vita invisibile di Addie LaRue, ma aveva giurato che non avrebbe mai scritto un romanzo a quattro mani, tanto meno uno che non fosse fantasy.

Cat, dopo una carriera tumultuosa come editrice e autrice di diversi romanzi Young Adult, aveva abbandonato l’industria editoriale per lavorare nell’ancora più tumultuosa industria cinematografica, giurando che non sarebbe mai tornata ai libri. Eppure, il destino e un’idea irresistibile le hanno smentite entrambe. Quella sera, mentre passavano dal tè a qualcosa di più forte, è nata Evelyn Clarke.

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