La libraia di Valerie Keogh

La libraia
I libri, che da bambina erano stati la sua via di fuga, si erano rivelati altrettanto efficaci quando si era trovata rinchiusa dietro le mura del carcere

La libraia

Recensione di: Isabella Bianco

TRAMA:

Helen Appleby desidera solo una vita tranquilla. Appena uscita di prigione per l’omicidio colposo del suo compagno, sta cercando di dimenticare i propri errori − tutti − per ricominciare da capo. Aprire una libreria le sembra il modo perfetto per iniziare una nuova vita: tra gli scaffali silenziosi può nascondersi dal mondo reale e ritrovare sé stessa. L’universo creato dai libri è il rifugio ideale per cercare la felicità, anche se è tutta finzione.

Ma le colpe non si cancellano… Mentre Helen si adatta alla sua nuova vita da libraia apparentemente timida, qualcuno sembra deciso a sabotare tutto ciò che ha costruito. Ma Helen si è già macchiata le mani di sangue. E per proteggere il suo futuro, potrebbe essere pronta a farlo di nuovo…

RECENSIONE:

La libraia di Valerie Keogh è un romanzo d’inquietudine, una storia lenta e semplice che si insinua sottopelle, nelle vene, e che lascia una strana sensazione addosso.

Valerie Keogh riesce nell’intento di turbare il lettore a partire dall’ambientazione scelta, una piccola comunità patinata in cui tutti si conoscono e sono gentili tra loro, che creano un corto circuito nella mente di chi legge: se, da un lato, queste cittadine sono da associare ai cosiddetti confort books come Mistero al profumo di cannella di R.L. Killmore dall’altro sono spesso il teatro di romanzi thriller dal carattere decisamente più cupo, come Una strada tranquilla di Seraphina Nova Glass.

La cittadina in cui la protagonista di questo romanzo fa ritorno e decide di aprire la sua modesta attività è simile a molte altre, eppure il lettore ne percepisce la natura ansiogena sin dalle prime pagine: l’edificio che sembra perfetto ma è una catapecchia, il mistero di un presunto fantasma, i vicini che sembrano guardare tutto dall’alto in basso.

Ad aumentare il sentimento d’ansia che chiude lo stomaco del lettore c’è la scelta di una protagonista inaffidabile perché Helen Appleby è dolce, pacata, attenta, timida e chiusa quasi in un mondo tutto suo fatto di libri, eppure nasconde un animo cupo e un temperamento estremamente violento.

Eppure conoscendola nel corso della prima parte del romanzo Helen sembra cambiata, mai la considereresti una donna capace di azioni violente. Proprio con la consapevolezza che, però, Helen ha effettivamente commesso ciò per cui ha pagato, il lettore non può fidarsi di lei fino in fondo, questo dualismo lo porta a restare costantemente all’erta, a diffidare delle sue percezioni, a dubitare di quanto racconta.

Per aumentare l’impatto di Helen, Valerie Keogh la circonda di personaggi – bozzetto, figure non molto caratterizzate, non molto profonde che sembrano avere solo il compito di ruotare intorno alla protagonista per rinforzarla e costruire lo sfondo della sua storia.

Nonostante La libraia non sia narrato in prima persona da Helen è subito chiaro che il suo sia l’unico punto di vista presente e questo, agli occhi del lettore, distorce l’immagine dei personaggi che la circondano.

La libraia di Valerie Keogh risulta, un romanzo un po’ incompleto: è una storia che certo costruisce un ambientazione suggestiva che rende il lettore quasi paranoico, ma il romanzo procede con estrema lentezza, fatica ad ingranare e forse aggiunge troppi elementi nella creazione dell’inquietudine e troppi pochi alla trama. Il personaggio di Helen Appleby non riesce a conquistare il lettore fino in fondo, è troppo ambigua e, sin dall’inizio, eccessivamente inquieta e l’occhio paranoide con cui sembra studiare tutti, anche le persone dall’aspetto più innocuo, tradisce la fiducia del lettore.

Nonostante i punti deboli, questo romanzo racchiude tra le sue pagine numerosi spunti interessanti. Primo tra tutti il tema dell’amore per la lettura, spesso distante dal panorama dei romanzi thriller. Nella vita di Helen i libri sono quasi strutture portanti, fonti di protezione e assistenza, non solo oggetti. Eppure, come in ogni thriller che si rispetti, Valerie Keogh mina proprio alle certezze della sua protagonista e anche la sua casa di libri, il rifugio perfetto che si è eretta intorno, diventa un luogo in cui avere paura.

Traduzione: Laura Mastroddi

Editore: Newton Compton editore

Pagine: 288 pagine

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Valerie Keogh

Valerie Keogh è l’autrice di bestseller di The Nurse e The Wives. Ha venduto oltre un milione di copie dei suoi libri ed è stata tradotta in diverse lingue. Vive nel Wiltshire con suo marito e un enorme gatto nero, Fatty Arbuckle. È cresciuta leggendo Agatha Christie e inizialmente ha scritto romanzi gialli – ora scrive thriller psicologici.

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