Intervista a Marco Attena

Buongiorno cari lettori, il graditissimo ospite del nostro spazio interviste di oggi è Marco Attena con il suo libro d’esordio “Estate del 93” letto e recensito dal nostro Luca (Link recensione).
TL: Come nasce la psicologia dei Tuoi personaggi? Parti da una intuizione narrativa o da una costruzione ragionata?
MARCO ATTENA: Sinceramente non so rispondere a questa domanda. Ho un’idea iniziale su come dovrebbe essere il personaggio, ma non voglio impormi di definire i suoi comportamenti e il suo carattere sin dall’inizio. Lascio che la storia decida per me, la psicologia del personaggio esce fuori man mano che scrivo e, a volte, rimango sorpreso anche io dalle scelte e dalle azioni che mi ritrovo ad attribuirgli.
Spesso neanche le condivido, ma sono costretto perché la narrazione va verso una direzione, diventa indipendente ed è così che nasce un personaggio e si definisce la sua natura. Penso che alla fine c’è un’evoluzione personale naturale che mi accompagna durante la scrittura di un romanzo e che trasferisco ai miei personaggi crescendo così insieme a loro.
TL: Come riesci a mantenere un livello costante di tensione?
MARCO ATTENA: La tensione è l’elemento essenziale per questo genere di romanzo. Quando leggo un libro è esattamente ciò che voglio ritrovare: tensione, tensione, tensione. Di conseguenza quando scrivo provo a concentrarmi maggiormente su questo aspetto e lo faccio attraverso i luoghi, le atmosfere, le emozioni dei personaggi. Qualsiasi parola scrivo cerco di finalizzarla alla creazione di un clima teso e ricco di suspense. Spero di riuscire in questo intento.
TL: Come hai saputo trovare il giusto equilibrio tra analisi psicologica dei personaggi e la necessaria tensione narrativa propria del thriller?
MARCO ATTENA: Non so se riesco a trovare il giusto equilibrio, però cerco di lavorare sempre in tal senso. Più un personaggio è complesso e puro, più raggiunge una psicologia adatta al genere thriller. Cercare di creare un personaggio vero, forte nella sua realtà, sia nel bene che nel male, è il modo migliore a mio avviso per entrare in un genere letterario e provare ad equilibrarsi ad esso.
TL: Quali autori di gialli ti hanno maggiormente influenzato?
MARCO ATTENA: Autori italiani sicuramente Donato Carrisi su tutti. Però non posso non citare altri maestri italiani del genere come Roberto Costantini e Sandrone Dazieri. Per quanto riguarda gli autori stranieri ho letto tantissimi libri e ne potrei citare decine e decine. I miei preferiti rimangono Lars Kepler, Frank Schätzing, Sebastian Fitzek, Don Winslow, Wolf Dorn, Glenn Cooper, Anne Holt.
TL: Hai in mente qualche nuova avventura? Stai lavorando a qualcosa?
MARCO ATTENA: Ho in mente tante idee, se avessi anche il tempo sarebbe fantastico potersi dedicare totalmente alla scrittura. Per ora l’idea è quella di approfondire il personaggio di Dana, magari scrivere la sua storia, dare vita alla sua persona, creare il mondo in cui è diventata ciò che è. Qualcosa emerge già in Estate del 93, per questo avrei piacere di scrivere un romanzo dove sia lei la protagonista assoluta.
La redazione di Thriller Life ringrazia Marco Attena per la disponibilità e gli augura il meglio.



