Il negozio di kimono vintage di Marie
Recensione di: Giulia Capacchietti
TRAMA:
Un kimono marrone con obi turchese e, ricamato all’interno, un piccolo rebus. Un altro, del raffinato tessuto kurumegasuri, ricevuto per posta da una mittente misteriosa. Al Gatto nero, il negozio di Marie, i kimono non sono semplici abiti, ma veri e propri scrigni di storie e segreti.
Quando la vita a Tōkyō le crolla addosso, Namiko trova rifugio a Kotohira, nella vecchia casa della nonna. Qui scopre una boutique sospesa nel tempo, specializzata in kimono di seconda mano. A gestirla è una donna elegante e riservata, dalla bellezza quasi innaturale.
Visita dopo visita, tra scaffali di stoffe antiche e presenze abituali, Namiko impara a padroneggiare l’arte di indossare un kimono nel modo tradizionale, di cucire e di rallentare il passo. Ogni incontro – le Tre Nonnine con i loro pettegolezzi venati di saggezza, la piccola ribelle Kazuna, il medico Segawa – le insegna qualcosa di nuovo su sé stessa e sugli altri. Ma la presenza più enigmatica resta quella di Kako, cliente storica di Marie che Namiko non incontra mai: chi è? E perché non si fa vedere?
Dopo il successo di Il magico studio fotografico di Hirasaka, per settimane in classifica su “La Lettura – Corriere della Sera”, “Robinson – La Repubblica”, “TTL – La Stampa”, un appassionante viaggio tra kimono e ricordi, dove ogni abito custodisce la memoria di chi lo ha indossato e diventa il filo prezioso che unisce vite lontane.
Un kimono, mille storie che si intrecciano.Nel cuore del Giappone rurale,la boutique Gatto nero di Marie custodisce segreti, rinascite e nuovi legami.
RECENSIONE:
Il negozio di kimono vintage di Marie di Sanaka Hiiragi è uno di quei libri che non si leggono di corsa. Non perché sia difficile o pesante, ma perché ha un ritmo tutto suo, molto calmo, quasi delicato, che porta a fermarsi più sulle sensazioni che sulla trama vera e propria. È una storia fatta soprattutto di persone, ricordi e piccoli dettagli, ed è proprio questo il motivo per cui riesce a lasciare qualcosa anche dopo la fine.
Il negozio di Marie, che da il titolo al romanzo, è il centro di tutto il racconto, ma più che un semplice negozio sembra un luogo sospeso, quasi fuori dal tempo. Entrarci dà la sensazione di entrare anche nelle vite delle persone che lo attraversano. Marie è un personaggio molto trattenuto: parla poco, si espone raramente, ma attraverso i suoi gesti e i suoi silenzi si capisce tantissimo. Il suo passato emerge lentamente, senza drammi forzati o grandi rivelazioni costruite apposta per stupire, e questo la rende molto vera.
Personaggi notevoli sono anche le tre nonnine, che danno al libro una parte del suo calore. Ognuna ha un carattere diverso, piccoli modi di fare riconoscibili, e tutte insieme riescono a creare quei momenti più leggeri e affettuosi che spezzano la malinconia di fondo del romanzo. Sembrano quasi custodire una memoria collettiva fatta di abitudini, tradizioni e ricordi che rischiano di sparire.
Nami, che dà voce al romanzo, è un personaggio interessante perché porta una sensibilità diversa, più fragile ma allo stesso tempo molto sincera. Nei rapporti con Marie si percepisce spesso quel bisogno di essere ascoltati e capiti senza dover spiegare tutto a parole, ed è una delle cose più riuscite nel libro.
Una delle parti più interessanti di Il negozio di kimono vintage di Marie è sicuramente la descrizione di come vengono usati i kimono. Non sembrano mai semplici oggetti decorativi: ogni tessuto, ogni colore, ogni ricamo porta con sé un pezzo di vita, un ricordo o un’emozione. In certi momenti si ha proprio la sensazione che i kimono raccontino le persone quasi più dei dialoghi.
<<La cultura del kimono è meravigliosa…>> ribattè la commessa allargando le braccia. <<Però, vede, dopotutto si tratta solo di un vestito. Al giorno d’oggi, chissà come mai, è diventato un capo costoso, che mette soggezione e con il quale si sente di non poter commettere errori. Un indumento per le persone con un certo coraggio. Eppure un tempo lo indossavano tutti. E la parola stessa, kimono, non significa proprio ‘capo che s’indossa’? Penso che lo si dovrebbe vedere come un qualsiasi abito da tutti i gionri e goderselo di più.>>
La scrittura di Sanaka Hiiragi è molto semplice, ma curata. Non cerca mai frasi a effetto o scene costruite per emozionare a tutti i costi. Mantiene sempre un tono intimo, delicato, un po’ malinconico ma mai pesante.
Probabilmente “Il negozio di kimono vintage di Marie” non è un libro adatto a chi cerca una trama movimentata o piena di colpi di scena, perché in apparenza succede poco. Però è uno di quei romanzi in cui il cambiamento avviene piano, quasi sottovoce, dentro i personaggi e nel modo in cui iniziano a guardare sé stessi e gli altri.
Al termine della lettura si rimane con una sensazione di calma, come quei posti che, anche quando si lasciano, sembra restino un po’ dentro coloro che li hanno visitati.
Traduzione: Davide Filograsso
Editore: Feltrinelli
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 14 aprile 2026

AUTORE:
Sanaka Hiiragi (prefettura di Kagawa, 1974) è cresciuta nella prefettura di Hyōgo e vive a Tōkyō. Dopo la laurea in Letteratura, ha lavorato all’estero come insegnante di giapponese prima di esordire nella narrativa, vincendo nel 2013 il premio Konomys.
Colleziona vecchie macchine fotografiche e kimono, passioni che mette al centro dei suoi romanzi.
Con Feltrinelli ha pubblicato Il magico studio fotografico di Hirasaka (2023), un bestseller in Italia e all’estero, in corso di traduzione in oltre venti Paesi.