L’odore del sonno
Recensione di: Alessandra Colombo
Trama:
Anna e Jack sono amici da sempre, inseparabili. Lei è introversa, sensibile, piena di domande; lui, gracile e silenzioso, cerca nel corpo la forza che non ha. Un giorno, in palestra, Jack conosce Giovanni, un ragazzo più grande, affascinante e misterioso. Gli si affeziona su-bito, ma quella figura carismatica nasconde un mondo oscuro che lo spaventa fino a fuggirne.
Quindici anni dopo, Anna e Jack vivono insieme. Il passato sembra sepolto, fino al ritrova-mento di un cadavere in un cantiere: si tratta di Giovanni. Da quel momento, Anna inizia ad avere visioni e sogni sempre più precisi, in cui riaffiorano immagini che le rivelano una verità rimasta nascosta troppo a lungo.
Finalista al Premio Nebbiagialla 2024, L’odore del sonno è una storia ipnotica sulla fragilità, sull’amicizia e sul coraggio di guardare nel buio.
Recensione:
Les Flaneur Edizioni ha recentemente pubblicato “L’odore del sonno” di Simona Cantelmi, un noir psicologico che abbraccia il thriller investigativo e offre al lettore anche un piccolo scorcio romantico.
Anna e Jack sono i protagonisti principali. Simona Cantelmi ha creato con maestria il loro ca-rattere e soprattutto le loro debolezze, evidenti e ben mostrate soprattutto nel loro rapporto come coppia. Anna è all’apparenza decisa e diretta, ma le sue azioni hanno spesso bisogno di una spinta, di una conferma: la figura del professor Luigi Sartori, docente di Storia contempo-ranea, ha molto peso in questo senso. Jack è gracile e debole, e non solo fisicamente: porta sulle spalle un grande dolore che gli rende difficile esternare e manifestare davvero ciò che prova.
Nel corso della trama si può seguire l’evolversi della loro storia, dall’amicizia quando erano solo ragazzini, a un rapporto più intimo e maturo, anche se oscurato da parecchie ombre. Il rapporto tra Anna e Jack (Giacomo) si era già incrinato quando, diversi anni prima, lui aveva fatto amicizia con Giovanni, tipo losco e dalla fisicità monumentale, che a detta di Jack gli voleva bene a modo suo, ma che Anna non ha mai visto di buon grado, anzi lo temeva…
Con uno stile chiaro e scorrevole, l’autrice ci fa entrare nel mondo di Anna, nelle sue notti turbate da incubi e visioni inquietanti. L’utilizzo della prima persona nelle parti dedicate al suo racconto, è molto introspettivo e immersivo, un ottimo espediente narrativo.
I capitoli si alternano su piani temporali diversi e il lettore scopre, poco alla volta, quale sia il collegamento tra i vari personaggi. Gioca un ruolo fondamentale anche la famiglia di Giacomo, elemento di sostegno e di confronto. Nell’intreccio narrativo, Simona Cantelmi inserisce le vicende di Pasquale Varriale, personag-gio di spicco negli ambienti più abbietti e malfamati, oltre a essere noto e apprezzato ristoratore.
La parte del “buono” è affidata al commissario Barbieri, uomo nervoso e agitato e dal “carattere fumantino, anche a cinquant’anni”. Difficile, durante un’indagine, non immagi-narlo sulla sua poltrona preferita, con un buon bicchiere di rosso in mano. La storia ha un buon ritmo anche senza grandi colpi di scena; il motore portante di “L’odore del sonno” è sicuramente la personalità di Anna con le sue visioni e i suoi dilemmi interiori, che trascina il lettore e tiene alta la curiosità. Degno di nota l’epilogo, ben orchestrato e a effetto. Un buon libro, breve ma completo.
Editore: Les Flaneurs Edizioni
Pagine: 204
Anno di pubblicazione: 2026
Traduzione: /
AUTORE:

Simona Cantelmi Budrio (Bo), giornalista e scrittrice. Laureata in Lettere Moderne, ha lavo-rato come redattore per quotidiani (L’Informazione-Il Domani di Bologna, allegato della Stampa e per il Corriere di Bologna). Si occupa di comunicazione negli ambiti musica, teatro ed editoria. Ha curato quattro voci del Dizionario Biografico degli Italiani Treccani. Ha pubblicato monografie e saggi di carat-tere storico (tra cui Bologna fra Trecento e Quattrocento. La testimonianza di Pietro Di Mattiolo, 2011), racconti e i romanzi Il protettore del tempo (2017) e Io non mi trucco (2023).