“Mezzanotte a Malabar House” di Vaseem Khan

Mezzanotte a Malabar House
“Se oggi era un’agente di polizia, lo doveva alla biografia di altre donne, eroine realmente esistite.”

Mezzanotte a Malabar House

Recensione di:  Ilaria Galafassi

TRAMA:

Bombay, 1949. È la sera di Capodanno e in tutta la città si celebra la fine del decennio più turbolento della storia dell’India: gli inglesi se ne sono andati e il paese è finalmente indipendente. Ma mentre tutto intorno impazza la festa, nel seminterrato di Malabar House – stazione di polizia periferica e scalcinata dove finiscono gli agenti ritenuti inadatti o semplicemente troppo scomodi per incarichi di rilievo – l’ispettrice Persis Wadia è sola alla sua scrivania. A sei mesi dal reclutamento,

Persis rimane la prima e unica agente donna del paese. Malvista dai colleghi, anche questa volta le è stato affidato il turno di notte. Quando il telefono squilla è perciò lei a ritrovarsi per le mani un caso a dir poco delicato: sir James Herriot, noto diplomatico e uomo d’affari, è stato pugnalato a morte durante un ballo in maschera che vedeva riunito nella sua villa il bel mondo cittadino. Persis, affiancata dal criminologo di Scotland Yard Archie Blackfinch, viene catapultata in un’indagine dai risvolti politici scottanti, al cui centro si affastellano grandi interessi economici, afflati nazionalisti e brame di potere sfrenate.

Tantissimi i sospettati – nella migliore tradizione del giallo anglosassone -, altrettanti i papabili moventi per uccidere un uomo che si rivela via via ben più equivoco di quanto la sua linda immagine pubblica lasciasse intendere. Viaggiando in cerca di prove o testimoni attraverso un territorio diviso tra fanatici hindu e nazionalisti islamici, l’ispettrice Wadia si scontrerà con i pregiudizi di un popolo ancora legato al passato coloniale e dovrà sgomitare per farsi strada malgrado il suo talento, l’ingegno aguzzo e il coraggio.

RECENSIONE:

Mezzanotte a Malabar House coniuga la struttura di un giallo classico con elementi storici e una nota di originalità.

Vaseem Khan propone infatti una protagonista fuori dalle convenzioni per il periodo storico in cui ha deciso di ambientare il suo romanzo.

Siamo a Bombay, alla fine di un decennio particolarmente turbolento della storia dell’India: nel 1947, infatti, il Paese ha vissuto la “Partizione” e gli strascichi sconvolgenti perdurano in un clima di continue agitazioni e violenze.

Persis Wadia è fresca di nomina nelle forze di polizia criminale di Malabar House, unica ispettrice donna non solo del distretto ma di tutto il Paese.

“Se voleva il rispetto, doveva sudare per ottenerlo.”

Dopo la prematura morte della madre, Persis è cresciuta con il padre, nell’accogliente scrigno di pagine del Wadia Book Emporium, il negozio di famiglia.

“Da giovane, fantasticava che i libri si parlassero nel buio: sussurri di carta, che le davano conforto in un’infanzia difficile. La libreria aveva davvero plasmato la donna che era poi diventata”

Determinata, suscettibile, anticonformista, si deve confrontare quotidianamente con lo scetticismo della società e l’insubordinazione dei colleghi, “molti dei quali non concepivano l’idea di un’agente donna, per non parlare della prospettiva di ricevere ordini da lei.”

Nonostante ciò, è proprio lei a ricevere la telefonata che rivela l’omicidio del diplomatico britannico Herriot: Persis si ritrova così coinvolta in una delicata spirale di ricerche, che la conduce in un ambiente spesso ostile, popolato da tanti potenziali colpevoli. Per dipanare l’intricata matassa, tuttavia, può contare su Archie Blackfinch, consulente e criminologo di Scotland Yard: deve vincere la reticenza, decidere di instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione.

Mezzanotte a Malabar House” si struttura in 30 capitoli, per la maggior parte brevi, con una narrazione scorrevole, in terza persona.

La scrittura di Vaseem Khan è elegante, misurata. Lo sviluppo della trama è prevalentemente descrittivo, arricchito da riferimenti storici che aiutano il lettore ad approfondire il contesto storico e geopolitico nel quale si muovono i personaggi. Non mancano momenti carichi di suspense, che portano alle rivelazioni finali.

“Questo paese cambierà. Che lo si voglia o no. E non sarà merito di una donna. Sarà merito di tutte le donne. Per secoli ci hanno detto qual è il nostro ruolo: moglie, madre, figlia. Siamo tutte queste cose, ma siamo anche molto di più. Gli uomini come te pensano di poterci fermare: bene, provateci. Hai mai provato a fermare il monsone?”

Mezzanotte a Malabar House è un viaggio nel tempo, in una società fitta di pregiudizi, ancora attuali. Insieme alla protagonista, scopriremo le difficoltà e la resilienza…nell’attesa delle prossime indagini!

Traduzione: Luigi Maria Sponzilli

Editore: Rizzoli – collana Nero Rizzoli

Pagine: 348

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Vaseem khan è nato a Londra nel 1973, da padre indiano e madre pakistana. Ha ottenuto la laurea in Economia e Finanza presso la London School of Economics. Ha trascorso una decina di anni in India per lavoro, è tornato nel Regno Unito nel 2006 e da allora ha lavorato presso l’University College di Londra per il Dipartimento di Sicurezza e Scienze criminologiche. Gli elefanti sono al terzo posto nella lista delle sue passioni: prima e seconda sono la grande letteratura e il cricket, non sempre in quest’ordine.

È principalmente noto per la serie gialla avente per protagonista l’ispettore indiano in pensione Ashwin Chopra e il suo assistente Ganesh, un piccolo elefante.

Nel 2017 ha vinto un premio Shamus con il romanzo The Perplexing Theft of the Jewel in the Crown e un Ellis Peters Historical Award nel 2021 con Midnight at Malabar House, primo libro della serie che vede come protagonista l’ispettrice Persis Wadia.

Nel 2023 è stato eletto presidente della Crime Writers’ Association.

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