The Dinner Party di Freida McFadden

THE DINNER PARTY

The Dinner Party

Recensione di: Federica Salzano, Giulia Capacchietti, Chiara Ferrato, Isabella Bianco

TRAMA:

Sei al verde. Non hai modo di pagare l’affitto e stai per essere sfrattata. Per fortuna, una tua amica ti ha offerto un lavoro come cameriera a una cena… in una villa isolata, lassù su Peyton’s Peak. Il compenso sarebbe sufficiente a coprire due mesi di affitto e a rimetterti in piedi. È un’occasione d’oro, che risolverebbe i tuoi problemi. Ma tutta la faccenda suona davvero sospetta. I soldi sono tanti, ma ci dev’essere per forza qualche terribile fregatura.

Probabilmente dovresti rifiutare… A quanto pare, la scelta spetta a te. Sei tu a decidere se andare alla cena o restare a casa a leggere un libro. Sei tu a decidere se dare un passaggio all’autostoppista malconcio sul ciglio della strada. Sei tu a scegliere se andare a sinistra o a destra al bivio. Per una volta, la decisione è completamente nelle tue mani. Allora… cosa farai?

RECENSIONE:

The Dinner Party

The Dinner Party di Freida McFadden è un thriller (se così lo si vuole chiamare) interattivo.

La protagonista del libro è Sloan una giovane cameriera, con molti debiti e uno sfratto imminente. Un’amica le propone un’opportunità molto vantaggiosa economicamente: fare la cameriera per una cena esclusiva in una villa isolata tra le montagne. Si troverà davanti a una serie di scelte pericolose: accettare o rifiutare? E se accetterà, riuscirà davvero a fidarsi delle persone che incontrerà? La cena è veramente solo una cena?

 Ogni decisione può portarla verso la salvezza o verso conseguenze molto inquietanti.

Sloan è un personaggio costruito con mano leggera ma efficace: ha le sue debolezze, il suo umorismo involontario, una bontà di fondo che la porta spesso a fare scelte rischiose per aiutare gli altri. Freida McFaddenscrive in seconda persona: “sei al verde”, “decidi di”, “ti fermi”; e questa scelta trasforma il lettore in Sloan stessa. Non si osserva la protagonista dall’ esterno: si è lei, con tutti i suoi dubbi, i suoi errori e le sue speranze. È un meccanismo che funziona perfettamente per un formato interattivo: ogni decisione sbagliata ti infastidisce soprattutto perché siamo stati noi in prima persona a scegliere.

Uno dei tratti distintivi di questo romanzo è proprio la struttura interattiva, che lo differenzia dai thriller tradizionali della McFadden.

Questa scelta narrativa potrebbe creare un coinvolgimento emotivo (almeno questo era nelle intenzioni dell’autrice), perché ogni decisione sembra personalissima.

La sensazione di avere il controllo, quindi, è continuamente messa in discussione.

Il cast secondario è un ventaglio di figure volutamente sopra le righe, ciascuna costruita per massimizzare l’effetto comico o inquietante a seconda del percorso scelto.

Carson, il maggiordomo della villa, è il classico personaggio dall’aria misteriosa che sa troppo e dice troppo poco: bello quanto basta per distrarre Sloan nei momenti peggiori, con una frase sussurrata all’orecchio che ti torna in testa per tutto il romanzo.

Davenport Wentworth, il padrone di casa, è il ritratto del ricco eccentrico portato al limite dell’assurdo: caloroso, impeccabile nei modi, con una passione culinaria che si rivela molto più perturbante di quanto sembri al primo incontro.

Heinrich van Houten, ospite con forte accento dell’Europa dell’Est e occhiali spessi, è invece il personaggio che concentra in poche battute tutto l’umorismo nero del libro: ogni volta che apre bocca, dice esattamente la cosa sbagliata nel modo più sbagliato possibile.

Anche i personaggi che Sloan incontra lungo la strada verso la villa contribuiscono a costruire un universo narrativo ricco e surreale.

Jasper, l’autostoppista con il borsone e le ceneri della moglie, è uno di quei personaggi che il lettore non dimentica: in alcune diramazioni si rivela una minaccia, in altre una presenza quasi dolce… e la differenza dipende interamente dalle scelte del lettore.

Robert, invece, è il colpo di scena più inaspettato del libro: una figura che in mano a un altro autore sarebbe rimasta un semplice elemento horror, e che qui diventa invece uno dei cuori emotivi più sorprendenti dell’intera storia l’ambiente allo stesso tempo è un punto di forza del romanzo.

La villa di Peyton’s Peak è descritta con un’ironia che svuota ogni pretesa di grandiosità: la piscina olimpionica che è una pozzanghera, la biblioteca che è una pila pericolante di libri fino al soffitto, l’home theater che è una videocamera su un treppiede puntata su un letto. Freida McFadden usa l’ambiente come specchio dei suoi personaggi: la villa è esattamente come sono i suoi ospiti: una facciata di eleganza che nasconde qualcosa di molto meno raffinato.

Le montagne che la circondano, la neve, l’isolamento, il GPS che smette di funzionare e i cartelli di pericolo ignorati: ogni elemento del paesaggio è calibrato per alimentare quel senso di disagio che il lettore porta con sé lungo tutti i percorsi narrativi.

Freida McFadden dimostra con The Dinner Partydi saper padroneggiare il registro dell’umorismo nero con la stessa sicurezza con cui gestisce la tensione. È un libro che fa ridere e mette a disagio quasi contemporaneamente, con un ritmo vivace e una scrittura che non perde mai di vista il piacere del lettore.

La struttura ricorda i famosi libri “Choose Your Own Adventure” degli anni Ottanta.

Nel titolo inglese, viene inserita come sottotitolo la frase “Pick Your Poison Adventure” (scegli il tuo veleno) che va ad anticipare che non esiste un finale unico “canonico”. Ventidue finali diversi, decine di bivi, e una protagonista che può sopravvivere, soccombere o trovare l’amore più improbabile della letteratura contemporanea, il tutto in un formato che non si vedeva così ben congegnato da decenni.

The Dinner Party di Freida McFadden non è un romanzo, è un’esperienza.

A metà tra il game book in cui si affianca ad altre letture come Bozze non corrette di Stefano Bartezaghi e Questo è il diario di Giulia di Carlo Lucarelli e la letteratura ergodica .

Da una regina del thriller come Freida McFadden, però, ci si aspetterebbe non solo un piccolo libro intrattenente, ma anche un thriller con pochi uguali.

Ecco, su questo punto The Dinner Party precipita, arrivando a somigliare non tanto alla bella storia thriller che tanto si aspetta, con colpi di scena in continua successione, ma in un intreccio di trama risicato e a tratti paradossale. In alcune delle opzioni possibili, Freida McFadden sfocia nell’horror e nel gotico, con l’inserimento di elementi che poco si sposano con uno dei principi base dei thriller: fa paura perché è vero.

Per i fan dei precedenti romanzi di Freida McFadden, questo libro apparirà con parecchie svolte di trama già viste, nei punti cruciali vi è una certa somiglianza con Una di famiglia, un suo grande successo.

Se si cerca un modo carino per trascorrere qualche ora, un libricino da condividere, senza troppe pretese, The Dinner Party fa di certo al caso vostro.

Si tratta di una scelta d’intrattenimento che rende la lettura un’esperienza divertente, perfetta da portare sotto l’ombrellone o da condividere con un gruppo di amici. Il continuo ondeggiare tra un capitolo e l’altro, inoltre, rende la lettura piacevolmente scorrevole e tiene alta l’attenzione del lettore che aspetta continuamente non solo il colpo di scena, ma anche la valutazione della sua scelta.

 Non aspettatevi, però, un thriller alla Freida McFadden: per ritrovare quelle atmosfere e quelle trame travolgenti, purtroppo sarà necessario attendere o rispolverare uno dei suoi romanzi già pubblicati.

Chi ama i thriller con un pizzico di follia troverà in questo romanzo qualcosa di difficile da trovare altrove: un’esperienza di lettura in cui la responsabilità e il divertimento è davvero tuo.

Se volete rispolverare o conoscere gli altri libri di Freida McFadden trovate sul nostro sito le recensioni di: L’Inquilina , l’Insegnante , La donna della porta accanto, Non mentireFinché morte non ci separi

Traduzione: Eleonora Motta

Editore: Newton Compton

Pagine: 169

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Freida McFadden

Freida McFadden è una scrittrice americana di thriller psicologici bestseller. Ha venduto oltre cinquanta milioni di copie in tutto il mondo ed è rimasta nella classifica dei bestseller internazionali per oltre tre anni consecutivi. Il suo romanzo Una di famiglia (Newton Compton, 2023) è uno dei suoi titoli più celebri. Con The Dinner Party sperimenta il formato del romanzo interattivo a bivi.

Condividi questo articolo:

Potrebbero interessarti anche: