Tutti i ragazzi che mi hanno spezzato il cuore
TRAMA:
Sloane ha giurato che i suoi ex per lei sono morti e sepolti. Peccato che adesso lo siano letteralmente….
Ogni volta che un ragazzo le spezza il cuore, Sloane gli dedica un elogio funebre sul suo diario. È il suo rituale segreto: un modo per seppellire il dolore, chiudere con il passato e riprendersi la propria vita. Peccato che, un giorno, quegli ex inizino a morire davvero. Quando i loro corpi vengono ritrovati e i suoi elogi compaiono sulle scene del crimine, il nome di Sloane balza in cima alla lista dei sospettati.
Con l’ultimo anno al Pembroke College a rischio e la polizia alle calcagna, ha una sola possibilità: trovare il vero assassino prima che il numero delle vittime aumenti… o che la prossima sia lei. Per riuscirci, però, dovrà allearsi con Asher: la sua nemesi. Arrogante, sarcastico e pericolosamente irresistibile, è l’ultima persona di cui si fida, e l’unica su cui sembra poter contare. Tra feste universitarie, relazioni finite male, segreti sepolti e una caccia all’assassino che non avrebbe mai voluto condurre, Sloane scoprirà che alcune storie non meritano un finale felice. Perché questa volta, il lieto fine potrebbe essere… letale.
RECENSIONE:
Quanto ci si può fidare di una protagonista che non ricorda le proprie serate, colleziona pessime decisioni e ha messo per iscritto, nero su bianco, un elogio funebre per ogni suo ex?
È questa la domanda su cui Emma Simmerman costruisce Tutti i ragazzi che mi hanno spezzato il cuore, un esordio che prende gli ingredienti classici del giallo e li shakera con l’energia di una commedia romantica finita nel posto sbagliato al momento sbagliato.
La prima cosa che colpisce è l’intro narrativa.
Emma Simmerman gioca da subito a carte scoperte con il lettore: Sloane beve troppo, dimentica pezzi interi delle sue notti, e ha tutti i motivi del mondo per essere la sospettata numero uno.
Il romanzo non cerca mai di nasconderlo anzi, lo usa.
Ogni vuoto di memoria della protagonista è un vuoto di conoscenza anche per chi legge, e questo trasforma il lettore in un investigatore costretto a dubitare persino della voce che lo sta guidando.
È un espediente rischioso, che in mani meno abili produrrebbe frustrazione: qui invece genera una tensione costante che accompagna anche le scene più leggere.
Perché di scene leggere il romanzo è pieno, ed è questa la sua natura più autentica.
Emma Simmerman scrive con un umorismo pop: Sloane immagina la propria vita come una serie tv di cui sta scritturando gli episodi, ribattezza le proprie giornate con titoli da palinsesto, trasforma una scaletta per bottiglie di vino in una scena Disney e affronta gli interrogatori della polizia chiedendosi se la perizia calligrafica esista davvero o sia “solo roba da serie tv”.
Chi è cresciuto tra citazioni, fandom e maratone notturne troverà in queste pagine una lingua familiare, fatta di riferimenti che non sono mai sfoggio ma parte integrante del modo in cui la protagonista pensa.
Sotto la superficie brillante e leggera, però, il romanzo nasconde un motore da giallo classico. La galleria dei possibili colpevoli è ampia e viene gestita bene: l’ex professore con un conto in sospeso, l’ex moglie del professore, il gemello dell’ex furioso in cerca di un capro espiatorio, l’amico manipolatore con troppi segreti, la cerchia stessa degli amici più stretti.
Emma Simmerman sposta il faro del sospetto da una figura all’altra con un ritmo cadenzato, e ogni pista sembra per un momento quella giusta. È il gioco delle tre carte fatto bene: si guarda sempre dove l’autrice vuole che si guardi, e la carta vincente resta altrove fino all’ultimo.
Quando il colpevole viene finalmente rivelato, la reazione non è l’incredulità di chi si sente ingannato, ma quella più soddisfacente di chi capisce di aver avuto gli indizi davanti agli occhi ma di non essere riuscito a leggerli in tempo.
C’è poi un livello più intimo. Il rapporto di Sloane con la famiglia, la madre che la sorveglia a distanza come se fosse in libertà vigilata, la sorella Claire così perfetta da diventare uno specchio doloroso, la cugina Adrienne piazzata in casa come garante della sua buona condotta; racconta una ragazza che tutti hanno già archiviato come “quella dei guai” e che lotta per dimostrare, prima di tutto a sé stessa, di valere qualcosa.
I discorsi funebri, in fondo, sono questo: il tentativo maldestro di chi non sa perdonare né gli altri, né sé stessa e di dare una sepoltura alle proprie ferite. Il percorso di Sloane verso una forma di riscatto personale corre parallelo all’indagine, e i due binari si illuminano a vicenda.
Qualche ingenuità c’è, ed è giusto dirlo: alcune dinamiche sentimentali indugiano nel tira e molla più del necessario, e un paio di scelte della protagonista mettono alla prova la pazienza di chi legge. Ma sono il prezzo, tutto sommato contenuto, di un romanzo che ha scelto di correre veloce e divertire mentre uccide.
In conclusione, Tutti i ragazzi che mi hanno spezzato il cuore è uno di quei rari “Thriller” che si potrebbero regalare tanto a chi ama il giallo quanto a chi non ne legge mai: il mistero è solido, la voce è irresistibile, e Sloane Sawyer è una protagonista che ti rimane impressa anche a fine lettura.
Emma Simmerman è un nome da segnare: se questo è l’esordio, il seguito promette scintille.
Traduzione: Ester Manzini
Editore: Newton Compton
Pagine: 351
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Emma Simmerman ha una laurea in Comunicazione e pubblicità conseguita alla Kent State University. Originaria di Youngstown, in Ohio, ora vive a Cleveland con il marito Nick e i suoi due gatti, Kitty e Cleo. Quando non scrive, ama leggere, lavorare all’uncinetto e sorseggiare cocktail costosi con le amiche. La Newton Compton ha pubblicato: Tutti i ragazzi che mi hanno spezzato il cuore.