Il club delle arzille detective
Recensione di: Federica Salzano
TRAMA:
La pensione era noiosa finché non sono iniziati gli omicidi… Il primo capitolo di una saga bestseller, per tutti gli appassionati di cozy crime da Malvandi a Osman. Ginny Cole si è appena trasferita a Little Shaw, nel Lancashire, dove è pronta a ricominciare in seguito alla morte del marito. Ha una nuova casa e anche un impiego come bibliotecaria part-time. O meglio, lo avrebbe, se il secondo giorno di lavoro non avesse trovato l’odiosa responsabile morta sotto una pila di volumi di Lee Child.
Dopo aver lavorato per trentacinque anni nello studio medico del marito, Ginny sa riconoscere certi segni, come per esempio delle particolari striature sulle unghie che possono voler dire solo una cosa: avvelenamento. Quando i sospetti ricadono sulla figlia di un’amica, Ginny e le altre vedove del paese sono determinate a scoprire chi sia l’assassino. E, tra pettegolezzi, avventure notturne al cimitero e oscuri segreti, le indagini del club delle arzille detective arriveranno molto, anzi troppo, vicino alla verità.
RECENSIONE:
Ginny Cole, la protagonista del libro Il club delle arzille detective di Amanda Ashby, ha da poco perso il marito e, nel tentativo di ricostruirsi una vita dopo un dolore così grande, decide di trasferirsi nella tranquilla cittadina di Little Shaw. Ad attenderla c’è un nuovo inizio e un nuovo lavoro come bibliotecaria presso la biblioteca comunale, un luogo che sembra promettere la serenità di cui ha tanto bisogno.
Purtroppo, però, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Già al termine del suo primo giorno di lavoro, Ginny si ritrova coinvolta in un terribile evento: la sua dispotica responsabile, Louisa Farnsworth, viene trovata morta e a fare la macabra scoperta è proprio lei.
Il carattere riflessivo e curioso di Ginny la porta subito a interrogarsi su ciò che potrebbe essere realmente accaduto. A darle conforto, almeno nelle lunghe serate trascorse da sola, c’è il fantasma del marito Eric, che continua a vedere seduto sulla sua poltrona preferita. Più che un elemento inquietante, la sua presenza rappresenta un modo delicato e originale per raccontare il lutto, il bisogno di elaborare una perdita e il desiderio di non sentirsi completamente soli.
Ad affiancarla nelle indagini arriva poi un irresistibile gruppo di vedove composto da Hen, JM e Tuppence, donne molto diverse tra loro ma accomunate dalla capacità di affrontare la vita con ironia e determinazione. A completare il quadro c’è anche un gatto che entra senza chiedere permesso nella casa di Ginny e che, fin dal primo momento, si comporta come se ne fosse il vero proprietario, regalando al romanzo alcune delle scene più simpatiche.
“Aveva pensato che il modo migliore per aiutare le vedove fosse restare dietro le quinte, magari occupandosi dei pezzi del puzzle piuttosto che degli aspetti più pratici. E invece eccola lì.”
L’amicizia con le altre vedove diventa ben presto uno degli aspetti più belli della storia. Il loro club non è soltanto un gruppo improvvisato di investigatrici dilettanti, ma soprattutto un luogo di sostegno reciproco, dove condividere il peso della vedovanza, affrontare insieme il dolore e trovare la forza di andare avanti. È proprio questo legame umano a dare maggiore profondità al romanzo, che riesce a parlare di perdita e rinascita senza mai perdere il suo tono leggero.
Questo primo volume, che sarà seguito da Guida al tradimento, previsto in uscita nei primi mesi del 2027, racchiude tutti gli elementi tipici del genere Cozy Crime, sempre più apprezzato negli ultimi anni. Ritroviamo infatti il classico piccolo villaggio inglese, dove tutti conoscono tutti e mantenere un segreto è praticamente impossibile; un detective ufficiale, James Wallace, burbero e scettico nei confronti delle investigatrici improvvisate; una galleria di personaggi eccentrici e ben caratterizzati; e numerosi episodi divertenti e imprevedibili che mantengono viva la curiosità del lettore fino alle ultime pagine.
L’autrice riesce, inoltre, a dosare con equilibrio mistero, umorismo e momenti più emozionanti, senza appesantire mai la narrazione. Il ritmo è scorrevole e la lettura risulta piacevole dall’inizio alla fine, grazie anche a dialoghi brillanti e a un’ambientazione che trasmette tutto il fascino dei piccoli paesi inglesi.
Il club delle arzille detective che noi potremmo tranquillamente ribattezzare Il club delle arzille vedove è un romanzo breve ma capace di lasciare il segno. Non mancano i momenti divertenti, quelli di riflessione e un’indagine ben costruita che conduce a un epilogo tutt’altro che scontato. Il finale, infatti, riesce non solo a sorprendere, ma anche a stuzzicare la curiosità del lettore, facendo nascere la voglia di collezionare l’intera serie o, quantomeno, di attendere con impazienza il prossimo volume.
Traduzione: Martina Moggi, Giulio Pistolesi
Editore: Storm
Pagine: 252
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Amanda Ashby è diventata una fan dei gialli quando aveva dieci anni ma prima di dedicarsi al cosy crime ha scritto oltre 30 libri di generi diversi, spaziando dal rosa, allo young adult e al middle grade. Dopo aver conseguito una laurea in inglese e giornalismo presso l’Università del Queensland, ha vissuto tra l’Inghilterra e la Nuova Zelanda prima di stabilirsi nella splendida Wellington. Il club delle arzille detective è il primo libro delle omonime serie bestseller.