Non se l’aspettava
AUTORE: Shari Lapena
RECENSIONE DI: Emanuela Di Novo
TRAMA:
Bryden e Sam hanno tutto ciò che una giovane coppia può desiderare: carriere di successo, un elegante appartamento in un condominio di lusso, amici che li sostengono e una figlia adorata. La vita perfetta per la coppia perfetta. Ma un pomeriggio, Sam riceve una telefonata in ufficio. Bryden, che quel giorno lavora da remoto, non è andata a prendere la figlia all’asilo. Tornato a casa con la bambina, Sam trova l’auto della moglie nel garage sotterraneo.
Al piano di sopra, nel loro appartamento, il suo computer portatile è aperto sul tavolo, il cellulare è lì vicino e le chiavi sono al solito posto nell’ingresso. Ma Bryden non si vede da nessuna parte. È come se se ne fosse semplicemente andata. Come ha potuto scomparire da casa sua? Ed è davvero uscita da quell’edificio?
Man mano che i minuti passano – e i dubbi sulle loro frequentazioni crescono – la vita di Bryden e Sam sembra un po’ meno perfetta, il loro lussuoso condominio un po’ meno sicuro, gli amici, i vicini di casa e i parenti non più così affidabili.
RECENSIONE:
Shari Lapena è ormai una delle voci più riconoscibili del thriller contemporaneo. La sua forza non risiede tanto nella spettacolarità degli eventi, quanto nella capacità di trasformare situazioni ordinarie in un crescendo di inquietudine che costringe il lettore a continuare la lettura. Non se l’aspettava ne è un perfetto esempio.
L’autrice parte da un’immagine apparentemente rassicurante: Bryden e Sam sono la classica coppia che sembra aver costruito la vita perfetta. Un buon lavoro, una bambina, una casa all’interno di un elegante complesso residenziale. Tutto comunica stabilità, amore e sicurezza. Poi Bryden scompare senza lasciare traccia e l’equilibrio si incrina. Da quel momento il romanzo cambia ritmo e diventa una lettura impossibile da interrompere.
Più che costruire continui colpi di scena, Shari Lapena lavora sull’accumulo progressivo della tensione. Ogni capitolo aggiunge un piccolo tassello all’indagine, risolve un dubbio e ne apre immediatamente altri. È come osservare un puzzle prendere forma dal centro verso l’esterno: solo quando l’immagine è quasi completa ci si rende conto della sua reale portata. I capitoli brevi contribuiscono a rendere il ritmo estremamente coinvolgente e alimentano quella continua sensazione di dover leggere ancora “un altro capitolo”.
La storia assume presto una struttura corale. Accanto a Sam trovano spazio la detective Jayne Salter, i genitori di Bryden, la sorella Lizzie e molti altri, ciascuno con un proprio punto di vista, un passato da nascondere e una fragilità che emerge poco alla volta. Nessuno appare completamente trasparente. Tutti custodiscono segreti, omissioni o scelte discutibili, e proprio questa complessità psicologica rende l’indagine particolarmente credibile.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è infatti la caratterizzazione dei personaggi. Lapena evita contrapposizioni nette tra buoni e cattivi e costruisce figure profondamente umane, attraversate da paure, contraddizioni e impulsi difficili da controllare. È significativa, in questo senso, la riflessione proposta dal compagno della detective Jayne:
Non siamo poi così lontani dagli animali, sai? […] La belva è ancora lì, sotto gli abiti. Chi ha ucciso questa donna ha oltrepassato per un momento i confini della società civile.
In poche righe l’autrice sintetizza una delle idee portanti del romanzo: il male non nasce da creature eccezionali, ma può emergere improvvisamente da persone comuni quando cedono ai propri istinti più oscuri.
Anche l’ambientazione contribuisce ad alimentare questa inquietudine. Il moderno complesso residenziale, elegante e apparentemente esclusivo, diventa il simbolo di una perfezione soltanto apparente. Dietro le facciate curate e gli appartamenti di lusso si nascondono vite isolate, rapporti superficiali e vicini che si osservano senza conoscersi davvero. La comunità non rappresenta un luogo di protezione, ma uno spazio in cui ciascuno indossa una maschera.
Tra i personaggi spicca la detective Jayne Salter, lontana dall’immagine dell’investigatrice infallibile. Le sue riflessioni restituiscono tutta la fatica emotiva di chi si confronta quotidianamente con il lato più oscuro dell’essere umano.
Che speranze rimangono? Ha senso far nascere un figlio in un mondo del genere?
È un pensiero profondamente umano, che restituisce alla detective una vulnerabilità rara nel genere thriller e contribuisce a renderla estremamente credibile.
Non se l’aspettava conferma ancora una volta la capacità di Shari Lapena di costruire thriller psicologici basati più sull’inquietudine che sull’azione. L’indagine procede con precisione, senza forzature, e accompagna il lettore fino a un finale che obbliga a rimettere in discussione molte delle certezze costruite durante la lettura. Un romanzo che ricorda quanto sia sottile il confine tra la normalità che mostriamo al mondo e ciò che scegliamo di nascondere.
TRADUZIONE: Costanza Prinetti
TITOLO ORIGINALE: She didn’t see it coming
EDITORE: Bollati Boringhieri
PAGINE: 336
ANNO DI PUBLICAZIONE: 2026
AUTORE:

Shari Lapena, scrittrice, avvocato e insegnante canadese, è autrice di nove thriller, tra cui La coppia della porta accanto (2016), Un estraneo in casa mia (2017) e L’ospite indesiderato (2019). Non se l’aspettava è il secondo romanzo per Bollati Boringhieri, dopo Qui tutti mentono (2025). Tutti i suoi romanzi sono stati bestseller per «The New York Times», «The Sunday Times» e «The Globe and Mail».